Certificazione Unica 2026, quando è disponibile? Le istruzioni NoiPa per i dipendenti pubblici.
Quando sarà pronta la Certificazione Unica 2026? È una domanda che in queste settimane viene posta sempre più spesso sia dai lavoratori pubblici che da quelli privati, interessati a sapere quando e dove sarà possibile trovare e scaricare la Certificazione Unica relativa all’ultimo periodo d’imposta.
D’altronde la Certificazione Unica - l’ex Cud - è un documento fondamentale in diverse circostanze. È innanzitutto indispensabile per la dichiarazione dei redditi, ma può essere richiesta anche da banche e finanziarie, ad esempio per la concessione di un mutuo, di un prestito o di altre forme di finanziamento.
Proprio su questo tema, nei giorni scorsi NoiPa è intervenuta per fare chiarezza sul funzionamento della Certificazione Unica per i dipendenti pubblici, indicando quando sarà disponibile e dove potrà essere consultata. Si tratta di una guida utile per tutti gli amministrati NoiPa, che già nei prossimi giorni dovrebbero trovare la documentazione necessaria nella propria area personale del portale, accessibile anche tramite l’applicazione dedicata.
Quando sarà disponibile la Cu 2026 su NoiPa
Come da consuetudine, la Certificazione unica 2026, relativa ai redditi percepiti nel 2025, sarà resa disponibile agli amministrati entro il 16 marzo 2026. Nello stesso termine è prevista anche la trasmissione telematica all’Agenzia delle Entrate, che utilizzerà questi dati per la predisposizione della dichiarazione dei redditi precompilata.
Qualora successivamente alla prima emissione dovessero emergere errori o necessità di rettifica, le certificazioni rielaborate potranno essere inviate nuovamente all’Agenzia delle Entrate entro la scadenza prevista per la trasmissione del modello 770, fissata al 31 ottobre 2026.
Dove scaricare la Certificazione unica su NoiPa
La Certificazione Unica 2026 sarà disponibile direttamente nell’area personale del portale NoiPa, accessibile con le consuete credenziali di autenticazione come Spid, Cie o Cns. Una volta effettuato l’accesso, il documento potrà essere consultato e scaricato dalla sezione dedicata ai documenti personali.
In particolare, la Cu 2026 sarà pubblicata nell’“Archivio documenti” dell’area riservata del portale. La stessa certificazione potrà essere visualizzata e scaricata anche tramite l’app NoiPa, dove sarà disponibile nella sezione documenti associata al proprio profilo.
In questo modo i dipendenti pubblici amministrati dal sistema NoiPa potranno ottenere facilmente la certificazione necessaria per la dichiarazione dei redditi o per eventuali richieste da parte di banche e finanziarie, fermo restando poi la possibilità di recuperarla anche dal sito stesso dell’Agenzia delle Entrate.
Cosa c’è nella Certificazione unica 2026
La Certificazione unica 2026 è il documento con cui il sostituto d’imposta certifica ufficialmente i redditi percepiti nel 2025, insieme a tutte le informazioni fiscali e contributive relative a quelle somme, offrendo così una fotografia completa del rapporto tra lavoratore e fisco.
Nel caso dei dipendenti pubblici gestiti dal sistema NoiPa, la certificazione viene prodotta per tutti coloro che nel corso del 2025 hanno ricevuto pagamenti tramite la piattaforma. Questo include innanzitutto i redditi di lavoro dipendente e assimilati, cioè le normali retribuzioni, ma anche eventuali compensi classificati come redditi di lavoro autonomo, somme liquidate a seguito di pignoramento verso terzi o importi erogati agli eredi dell’amministrato in caso di decesso.
All’interno della Cu trova spazio anche tutta la parte relativa alla tassazione del reddito. Il documento riporta infatti l’imponibile fiscale, le ritenute Irpef applicate nel corso dell’anno, le detrazioni riconosciute, oltre alle addizionali regionali e comunali. Questi dati sono fondamentali perché vengono utilizzati dall’Agenzia delle Entrate per la predisposizione della dichiarazione dei redditi precompilata e permettono al contribuente di verificare se la tassazione applicata è stata corretta.
Nella Cu 2026 trovano spazio anche le novità fiscali applicate ai redditi del 2025, tra cui la gestione del bonus fiscale e dell’ulteriore detrazione previsti dalla legge di Bilancio 2025 con lo scopo di ridurre il cuneo fiscale. Il documento consente quindi di verificare se questi benefici sono stati riconosciuti correttamente oppure se, in sede di conguaglio, è stato necessario rideterminarne l’importo, come pure eventualmente se spetta ancora un credito che si può vantare in sede di dichiarazione dei redditi.
Un’altra sezione a cui è bene porre attenzione è quella delle annotazioni, dove possono comparire informazioni utili sulla posizione fiscale del lavoratore. In alcuni casi, ad esempio, il sistema non effettua il conguaglio fiscale, tipicamente quando il rapporto di lavoro è cessato o quando non esistono compensi continuativi su cui applicare le operazioni di fine anno. In queste situazioni la certificazione viene comunque prodotta, ma con l’indicazione che il conguaglio non è stato effettuato e che il contribuente ha l’obbligo di presentare la dichiarazione dei redditi per regolarizzare la propria posizione fiscale.
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