Il Bitcoin sotto i $5.000 entro l’estate?

Secondo alcuni l’intero universo delle criptovalute si fa sempre più vulnerabile, e non è azzardato prevedere un crollo del Bitcoin sotto i 5.000 dollari entro l’estate. Ma i pareri degli esperti sono contrastanti

Il Bitcoin sotto i $5.000 entro l'estate?

Il prezzo del Bitcoin continuerà a scendere durante l’estate, fino ad arrivare sotto quota 5.000 dollari.

Ad affermarlo è Jordan Hiscott, Chief Trader presso Ayondo, convinto che le criptovalute in generale restino vulnerabili data la percezioneglobale circa la loro stabilità.

“Anche il non avere il riconoscimento dei governi come quello che hanno invece le valute legali rende le criptovalute deboli, cosa resa evidente dalle continue cadute del Bitcoin”.

Interrogato sul sentiment generale relativo alle criptovalute, Hiscott ha citato il blocco alla creazione di nuovi conti imposto dall’agenzia giapponese dei servizi finanziari a cinque delle principali Borse del Paese. Questo, unito alle truffe che hanno colpito diversi exchange in tutto il mondo, rende negativo il quadro generale sulle valute virtuali nel breve termine secondo l’esperto; tanto che, sebbene oggi il Bitcoin scambi sopra i 6.000 dollari, non è azzardato prevedere un calo sotto i 5.000 dollari entro la fine dell’estate.

Malgrado il pessimismo di Hiscott, il CEO di Goldman Sachs ha mostrato ancora una volta ottimismo nei confronti del Bitcoin.
Dopo le parole positive spese solo la scorsa settimana sul futuro della più famosa moneta digitale, Lloyd Blankfein l’ha infatti definita una valuta a largo consenso, simile a quelle legali.

A seguito della manifestazione di interesse per gli investimenti sulle criptovalute e l’annuncio di una probabile prossima apertura di trading desk per Bitcoin, il punto di vista di Goldman Sachs sembra radicalmente cambiato.

Ora invece, in un’intervista all’Economic Club di New York, ha espresso un punto di vista cautamente positivo nei confronti della valuta virtuale:

“Non posso dire perché dovrebbe funzionare ma, se così fosse, sarò sicuramente in grado di spiegarlo a posteriori”.

Bitcoin: verso un’istituzionalizzazione?

Opponendosi a quella che Hiscott ha mostrato come una mancanza di riconoscimento invalidante per le criptovalute in generale, Blankfein ha paragonato l’ascesa del Bitcoin all’evoluzione del denaro dall’oro alle monete fino alle banconote, specificando che siamo nella fase in cui dobbiamo ancora abituarci a considerare le monete digitali vero denaro e non utilizzarle solo per comprare quello che noi ora riconosciamo come tale:

Nella fase finale del processo, c’è una banconota che vale come 5 lingotti d’oro, ma non puoi riscattarla comprandoli. Noi siamo esattamente in quella fase.

Secondo Blankfein, una valuta legale deriva dal diktat del governo e un simile approccio potrebbe essere usato per legittimare il Bitcoin come moneta a utilizzo comune. Tornando alle previsioni passate del CEO di Goldman, va però ricordato come l’esperto si fosse mostrato scettico nei confronti dei telefoni cellulari al momento della loro introduzione, pensando che nessuno si sarebbe mai portato in giro “un aggeggio simile”.

L’avvertimento di Blankfein: domina volatilità, i rischi sono altissimi

Nonostante il suo ottimismo sulle prospettive del Bitcoin, Blankfein ha anche formulato un pensiero piuttosto diffidente, quasi un allarme, sull’attuale stato delle criptovalute. Riflessione riferita, con grossa probabilità, ai furti e alla volatilità che caratterizzano e hanno caratterizzato l’intero viaggio di tutte le valute virtuali verso i riflettori mainstream:

“Sarebbe eccessivamente rischioso per qualcuno oggi investire l’intero patrimonio in criptovalute. Ma non è un problema che ha a che fare con il sistema. È che in questo momento le persone si dividono in quelli che amano le valute virtuali e quelli che le odiano”.

Blankfein ha concluso specificando di non possedere alcun Bitcoin (“Il Bitcoin non è per me”), così come - per quanto ne sa lui - non ne possiede nessuno anche Goldman Sachs.

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