La diplomazia della Lega rispetto a Forza Italia nel nuovo governo

Vincenzo Caccioppoli

14/10/2022

25/10/2022 - 09:33

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In questi delicati giorni di formazione del nuovo governo, la Lega di Salvini mostra più affidabilità di Forza Italia.

La diplomazia della Lega rispetto a Forza Italia nel nuovo governo

L’elezione di Ignazio La Russa al più alto scranno di Palazzo Madama ha mostrato che la vera spina nel fianco di Giorgia Meloni non è Matteo Salvini, ma il grande, vecchio leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi.

L’incredibile notte che ha preceduto il voto ha ricordato ad alcuni l’incredibile settimana che ha preceduto la rielezione di Sergio Mattarella, e Meloni esce rafforzata dal ricatto perpetrato dai senatori di Forza Italia nel rifiutare i voti a La Russa, per riuscire a strappare maggior potere negoziale al tavolo delle trattative.

La premier in pectore sembra non voler sottostare al vecchio gioco di ricatti, richieste di posti, pretese e ultimatum. L’estenuante trattativa per la sistemazione di una singola senatrice (Licia Ronzulli) è sembrata a Meloni una forzatura eccessiva e a tratti persino offensiva verso i gravi problemi a cui stiamo andando incontro. Giorgia Meloni ha mostrato fermezza e responsabilità, in una fase così delicata come quella della formazione di un nuovo governo. E anche quella insistenza da parte del Cavaliere sul ministero della Giustizia apre nuovi dubbi e perplessità sulle reali intenzioni di Silvio Berlusconi.

La Lega, dal canto suo, è sembrata più diplomatica e accomodante. Certo, la crisi di governo dell’agosto del 2019, ha avuto un effetto mediatico terribile sul segretario del Carroccio, che non a caso, proprio da quel momento, ha iniziato la sua lenta ma costante discesa nei sondaggi, fino al deludente risultato ottenuto alle elezioni del 25 settembre. Salvini questo lo sa bene, e il suo ingresso nel governo Draghi, di cui certo non era entusiasta fin dall’inizio, è sembrato essere una forma di riscatto da quello che, almeno nei tempi e nella forma, fu un errore.

Ecco allora che tutte le le presunte richieste di posti di peso, per sé o per i suoi fedelissimi, sono parse più che altro mosse di tattica politica e uno sfoggio di forza. È innegabile che, malgrado i sondaggi del 24 settembre prevedessero un grande exploit di voti per Fratelli d’Italia, sia Berlusconi che Salvini erano convinti di poter raccogliere molti più consensi. Per la Lega, più che per Forza Italia per il suo leader Silvio Berlusconi, questa esperienza di governo è un passaggio chiave e certamente non vorrà sprecarlo.

Nelle trattative con Meloni per la formazione del governo, sembra aver raggiunto un accordo che prevede per la Lega anche l’opportunità di un ministero chiave, quello dell’Economia, con Giancarlo Giorgetti, oltre ad altri molto importanti per il partito, come quello dell’Agricoltura, delle Infrastrutture e della Famiglia.

Questo anche e soprattutto, perché, anche Meloni ha capito che, malgrado le apparenze, la Lega non può certo mostrarsi inaffidabile e riottosa. Ne è in gioco forse la sua stessa essenza.

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