NoiPa, arrivano gli incrementi di stipendio per il personale impiegato presso le funzioni centrali dello Stato. Aumenti (medi e lordi) da 160 euro, arretrati fino a 2.000 euro.
Buone notizie per i lavoratori pubblici impiegati presso gli enti locali: sono in arrivo gli aumenti di stipendio (insieme agli arretrati) previsti dal rinnovo di contratto sottoscritto di recente per il triennio 2022-2024.
Le tempistiche di applicazione di quanto previsto dal rinnovo del Ccnl Funzioni locali sono state quindi molto rapide, con una parte degli aumenti che verranno pagati già a marzo mentre per l’altra bisognerà attendere aprile.
A confermarlo è direttamente NoiPa che in queste ore ha pubblicato una nota con tutte le istruzioni per leggere esattamente emissione speciale e prossimo cedolino di aprile così da individuare subito quali sono gli aumenti e di che importi si tratta.
Ccnl Enti locali, ecco quando arrivano aumenti e arretrati
Quindi, gli aumenti di stipendio previsti dal rinnovo del Ccnl Funzioni locali 2022-2024 verranno applicati in busta paga a partire dal cedolino di aprile.
A chiarire tempi e modalità di applicazione è NoiPa, che ha fornito le indicazioni operative relative agli adeguamenti retributivi destinati sia al personale del comparto che alla dirigenza degli enti locali, dopo la sottoscrizione definitiva del contratto avvenuta il 23 febbraio 2026 presso l’Aran.
Nel dettaglio, l’aggiornamento degli stipendi tiene conto degli incrementi maturati a partire dal 2022 e include gli importi già riconosciuti negli anni scorsi a titolo di indennità di vacanza contrattuale e di anticipazioni contrattuali, che vengono quindi riassorbiti.
Sulla base dei nuovi valori tabellari è prevista anche la rideterminazione dell’indennità di vacanza contrattuale applicata da aprile 2025 (per il triennio 2025-2027, per il quale di fatto il contratto risulta essere già scaduto).
Per quanto riguarda gli arretrati spettanti in seguito a questi adeguamenti, la loro liquidazione è prevista attraverso un’emissione speciale, con esigibilità entro marzo 2026.
Nel cedolino del personale non dirigente gli importi sono individuabili attraverso le voci “FLD – CCNL Comparto Funzioni Locali 2022-2024 – AC” e “FLQ – CCNL Comparto Funzioni Locali 2022-2024 – AP”, mentre per il personale dirigente compaiono le voci “DFN – CCNL Area Funzioni Locali 2022-2024 – AC” e “DFP – CCNL Area Funzioni Locali 2022-2024 – AP”.
Resta infine da completare l’adeguamento dei compensi per il lavoro straordinario del personale non dirigente, previsto con decorrenza da aprile 2022 e che sarà gestito con una lavorazione dedicata, i cui dettagli verranno comunicati successivamente.
Di che importi si tratta
Gli aumenti riconosciuti con il rinnovo del Ccnl Funzioni locali 2022-2024 variano in base all’area di inquadramento e alla posizione economica del dipendente, ma nel complesso determinano un incremento medio dello stipendio pari a circa 160 euro lordi mensili.
Entrando nel dettaglio, per il personale non dirigente gli incrementi medi mensili si collocano intorno a 113 euro per l’area degli operatori, 118 euro per gli operatori esperti, circa 133 euro per gli istruttori e oltre 140 euro per funzionari ed elevate qualificazioni. A questi importi si aggiunge, dal 2026, il conglobamento dell’indennità di comparto nello stipendio tabellare, con un ulteriore aumento mensile che cresce progressivamente passando da poco meno di 9 euro per i profili più bassi a oltre 14 euro per quelli più elevati.
L’impatto complessivo in busta paga dipenderà comunque dalla posizione economica individuale e dalle eventuali voci accessorie, come indennità specifiche o compensi per lavoro straordinario, il cui adeguamento sarà gestito con lavorazioni successive.
Oltre agli aumenti sullo stipendio tabellare, il rinnovo del Ccnl Funzioni locali 2022-2024 prevede anche il pagamento degli arretrati maturati negli anni precedenti. Si tratta delle somme spettanti per il periodo compreso tra il 2022 e l’entrata in vigore dei nuovi importi, al netto di quanto già riconosciuto a titolo di indennità di vacanza contrattuale e di eventuali anticipazioni contrattuali, che vengono riassorbite nel nuovo trattamento economico. In linea generale, gli arretrati possono arrivare fino a circa 2.000 euro lordi, ma l’importo effettivo varia in base all’area di inquadramento, alla posizione economica, ai mesi di servizio utili e alla presenza di eventuali assenze non retribuite.
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