Più di 3 anni fa la nota banca d’affari americana Goldman Sachs (GS) emise un bond decennale del tipo Fixed-to-Reverse Floater. Si tratta di obbligazioni di matrice corporate e strutturate nei flussi cedolari. Cioè l’emittente, in tal caso una banca di prestigio mondiale, paga cedole a tassi fissi nei primi anni e poi variabili fino alla fine, con rendimenti alti se i tassi di mercato scendono e viceversa.
Data la natura e le tipiche attività dell’emittente potremmo definirla un’emissione che rientra nell’ordinaria amministrazione GS. Tuttavia, un suo particolare potrebbe catturare l’interesse degli investitori. Scopriamolo, anticipando che il bond Goldman Sachs in euro paga cedole variabili fino al 6% annuo e prezza a 91,51 centesimi.
Le caratteristiche dell’obbligazione di banca Goldman Sachs
L’emissione in questione si è avuta il 27 giugno 2023 e si tratta di un decennale in origine, senza callability, con rimborso alla stessa data del 2033. Il lancio avvenne alla pari, al 100% del nominale e sarà lo stesso valore che GS riconoscerà a scadenza salvo default. Un rischio teoricamente presente al pari di tutti gli emittenti in bond, ma qui con scarsa probabilità che si verifichi. Il rating GS oscilla tra A di Fitch, A2 di Moody’s e BBB+ di S&P, per cui il pericolo controparte può definirsi molto contenuto.
L’identificativo sull’EuroMOT di Borsa Italiana è XS2482780561 dove, a dire il vero, il titolo rasenta l’illiquidità pura. Con un flottante di 80 milioni di € e un taglio minimo di ingresso a mille, i contratti daily si contano sulle dita di una mano. Anzi, vi sono giorni in cui non ci sono proprio scambi, cioè nessun contratto concluso. Basterebbe ciò per comprendere che è adatto solo a investitori esperti, con elevata propensione al rischio in cerca di diversificazione. In altri termini, siamo distanti dal concetto di “tranquillità” (peraltro molto relativo) che potrebbe dare un bond sovrano a breve-medio termine.
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La struttura dei payout
Più interessante potrebbe essere la struttura dei rendimenti (periodicità annua) anche alla luce delle quotazioni attuali di mercato. Procediamo con ordine.
Nei primi due anni di vita, cioè il 27/06/’24 e il 27/06/’25, GS ha pagato il 6,50% annuo fisso del nominale sottoscritto. In soldoni, 65 € lordi e 48,10 € netti a singolo GS Fin Corp Mc Gn33 Eur detenuto. Purtroppo si tratta di cedole già pagate, andate, che appartengono al passato e non alla gestione ordinaria attuale del prestito.
Dal 3° anno in poi, cioè dal 27/06/’25 al 27/06/’33, i titoli pagano cedole variabili pari alla differenza tra il 6,00% di base meno una volta e mezzo (1,5) il tasso Euribor 3 mesi. I coupon prevedono un range min-max di oscillazione al di sotto e al di sopra del quale non vanno mai, vale a dire 1,50% di floor e 6,00% di cap, sempre per anno.
In pratica la componente variabile dipende dal costo medio del denaro sul mercato. Più sale il tasso benchmark e meno si incassa di cedola variabile, mentre più scende l’Euribor 3M e più ricchi sono i coupon.
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Prezzi e rendimenti attuali dell’obbligazione Goldman Sachs
Al momento il prezzo ufficiale del titolo è 91,51 centesimi, a sconto dell’8,5% sul valore di rimborso ufficiale finale. A cascata, l’effettivo a scadenza è del 3,53% (2,91% netto, dati: Borsa Italiana), meno di quanto rende stamane il BTP pari durata al 3,66%.
Tuttavia, complice anche l’illiquidità e la quasi assenza di scambi, il bond GS mostra una notevole volatilità dei corsi sul mercato secondario. I valori estremi YTD sono stati a 90,90 il 13 marzo e 98,80 il 1° giugno, un 8,69% di rialzo dal low all’high infrannuale.
Allungando al passato l’orizzonte di osservazione c’è da dire che i prezzi sono stati per larghi tratti sotto la pari. Il massimo storico a circa 102 è stato segnato il 23 gennaio 2024 e poi niente più. Nei primi 2 anni di vita invece, quando i tassi erano fissi, il titolo ha retto meglio le pressioni dei mercati scambiando sì sotto 100, ma maggiormente a ridosso della parità. L’unica eccezione la si è avuta nell’autunno ’23 quando i corsi sono scesi fino a 91-92.
Le ultime considerazioni, infine, attengono all’Euribor 3M, oggi in area 2,5%. Per un attimo immaginiamo fosse questo il livello rilevato al tempo X di osservazione, necessario per il calcolo del coupon variabile annuo. Se così fosse, allora la cedola variabile di quell’anno si attesterebbe al: 6,00% – 1,5%X2,5% = 2,25% lordo.
Nei primi 3 mesi del 2026 l’Euribor 3M è stato tra il 2% e il poco sopra, mentre tra il ’17 e il ’22 è stato costantemente negativo. Il suo apice del recente passato si è avuto, appunto, dall’estate ’23 allo stesso periodo del ’24.
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Sfogliando i documenti ufficiali del prodotto, alla voce “Indicatore di rischio” si legge “1” in una scala di valori compresa tra 1 (minimo) e 7 (massimo). Il giudizio emittente presuppone che l’obbligazione sia tenuta in portafoglio fino a naturale scadenza. In caso contrario, il giudizio e il rischio variano in maniera significativa da caso a caso complice soprattutto l’assenza di scambi sull’EuroMOT.
Ad ogni modo la natura strutturata del prestito fa sì che lo stesso risulti più adatto a investitori propensi al rischio che ne comprendano appieno il funzionamento. L’obbligazione presenta sicuramente dei vantaggi come, per esempio, il recupero della parità a scadenza nel peggiore dei casi e il flusso cedolare nel frattempo. Tuttavia, il rischio di liquidità e di spread, di interessi e di mercato, oltre che di controparte, lo rendono più adatto a investitori con un’alta tolleranza al rischio.