Carcere agli evasori, il flop di Di Maio: tempi lunghi e incerti con l’esclusione dal Decreto Fiscale

Nel Decreto Fiscale non ci sarà la norma che prevede il carcere per gli evasori fiscali: sarà inserita nel ddl Anticorruzione, ma i tempi sono più lunghi.

Carcere agli evasori, il flop di Di Maio: tempi lunghi e incerti con l'esclusione dal Decreto Fiscale

Le norme per rendere certo il carcere per gli evasori fiscali non sono state inserite nella legge di Bilancio 2019, nonostante che nemmeno un mese fa Luigi Di Maio aveva promesso il contrario per giustificare il “condonino” rappresentato dalla Pace Fiscale.

Nel Decreto Fiscale appena firmato dal Presidente Mattarella non c’è traccia infatti di misure più dure per chi evade le tasse. Il provvedimento, presente nel contratto di governo, a detta di Di Maio ora verrà inserito nel decreto legge Anticorruzione, che però non si sa quando e se verrà approvato.

Di Maio e il carcere per gli evasori

I furbi non vanno premiati, e infatti a fine settembre nel Decreto Fiscale verrà previsto il carcere per chi evade”. Così parlava Luigi Di Maio in un’intervista al Fatto Quotidiano dello scorso 24 settembre.

Un mese dopo, ecco che il leader del Movimento 5 Stelle ha aggiustato il tiro: “Entro il prossimo anno sarà approvata in Parlamento la legge che prevede il carcere per gli evasori. Parola mia”.

La motivazione è che secondo Di Maio “una norma penale di questo tenore non poteva essere inserita nel Decreto Fiscale”. Il provvedimento però sarà introdotto “con un emendamento al ddl Spezzacorrotti”.

In pratica a settembre per Di Maio il carcere per chi evade doveva essere inserito nel Decreto Fiscale, mentre a ottobre quando si doveva mettere nero su bianco il testo questo non era più possibile.

Il risultato che mentre le misure che permetteranno questo condono dai toni soft sono state protocollate dal Quirinale e quindi già operative, quelle per garantire che si aprano le porte del carcere per chi elude il Fisco non hanno ora una tempistica certa.

Tempo lunghi

Quello che in fondo è uno dei cavalli di battaglia del Movimento 5 Stelle, la certezza della pena per gli evasori fiscali, sarà quindi inserito con un emendamento nel decreto legge Anticorruzione.

Il testo voluto dal ministro della Giustizia pentastellato Alfonso Bonafede è stato approvato dal Consiglio dei Ministri lo scorso 6 settembre, con il provvedimento che ora sta per iniziare il suo iter parlamentare.

Di Maio ha parlato di approvazione entro il prossimo anno, quindi il 2019. Questo senza dubbio può realizzarsi a patto che il disegno di legge non rimanga ingessato tra i vari passaggi nelle commissioni e poi nelle Aule per le votazioni.

In sostanza il futuro del ddl Anticorruzione è tutto da vedere, anche perché la Lega non ha mai nascosto più di un malumore nei confronti di un provvedimento osteggiato apertamente pure da Forza Italia, in teoria ancora alleato del carroccio.

Se invece il carcere per chi evade fosse stato inserito nel Decreto Fiscale, sarebbe stato molto più difficile mettere i bastoni tra le ruote a un provvedimento più che necessario visto che in Italia, chi commette reati tributari anche di grande portata, le patrie galere le guarda con il binocolo.

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