Cambio euro dollaro: a quando la svolta?

Il cambio euro dollaro si riporta sotto 1,16 toccando così i minimi di 6 mesi. Quale futuro per la coppia alle prese oggi con la delicata situazione italiana?

Cambio euro dollaro: a quando la svolta?

Il cambio euro dollaro è scivolato sotto la soglia di 1,16 e si è riportato così sui minimi di 6 mesi.

Numerose le previsioni degli esperti che, soprattutto nelle ultime giornate, sono tornati a guardare con rinnovato interesse alla coppia, alla luce degli sviluppi politici e dell’incertezza sul nuovo Governo in Italia.

In molti hanno guardato al Belpaese come una fonte di rischio per l’euro e per l’Eurozona. L’ipotesi di un Governo Lega-Movimento 5 stelle ha più volte tenuto con il fiato sospeso e questo soprattutto per le discussioni relative alla permanenza nel blocco della moneta unica.

La debolezza di quest’ultima ha spinto il cambio euro dollaro sempre più in basso, ma è stata esacerbata anche da un rinnovato slancio del biglietto verde che ha beneficiato di una molteplicità di fattori tra cui il rialzo dei tassi Fed e la riforma fiscale di Donald Trump. Sono in molti a chiedersi però dove arriverà la coppia, soprattutto alla luce dell’incertezza politica italiana.

Previsioni cambio euro dollaro: è oversold?

Numerosi esperti hanno parlato di un cambio euro dollaro pronto ad effettuare un’inversione di marcia. Qualche analisi ha utilizzato il termine oversold (ipervenduto) per indicare l’attuale condizione della moneta unica e, di conseguenza della coppia, eppure il momentum ribassista non pare ancora pronto ad esaurirsi.

Per gli analisti di Scotiabank, l’euro sta mostrando segnali di stabilizzazione nel medio termine dopo aver testato i nuovi minimi del 2018.

“Gli indicatori di momentum sembrano esauriti in territorio oversold”,

hanno ribadito, evidenziando livelli di supporto e resistenza per il cambio euro dollaro rispettivamente a 1.550 e 1.1720.

Per formulare previsioni più concrete tutti gli occhi degli esperti continueranno ad essere puntati sull’Italia dove il tentativo di formare un Governo Lega-M5s è naufragato sul nome di Paolo Savona, considerato dal Quirinale forse troppo euroscettico per guidare il Ministero delle Finanze. La reazione iniziale dei mercati è risultata positiva: lo spread Btp-Bund è sceso, il Ftse Mib è rimbalzato e l’euro dollaro si è spinto di nuovo sopra quota 1,17.

L’ottimismo ha però avuto vita breve e nella giornata di ieri la Borsa Italiana è arrivata a perdere più di due punti percentuali mentre lo spread è schizzato sopra i 230 punti base. Il cambio euro dollaro, invece, è tornato a perdere terreno e, con un ribasso dello 0,23%, sta scambiando su quota 1,1596.

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