Busta paga più alta nella Pa, ecco come aumentano gli stipendi: “Premi per merito e salari territoriali”

Stefano Rizzuti

30 Gennaio 2023 - 10:53

Il ministro della Pa, Paolo Zangrillo, parla degli aumenti di stipendio per i dipendenti pubblici: l’intenzione è premiare in busta paga il merito e puntare su salari territoriali.

Busta paga più alta nella Pa, ecco come aumentano gli stipendi: “Premi per merito e salari territoriali”

Gli stipendi non devono cambiare su base territoriale, ma devono essere integrati tenendo costo del costo della vita e dei meccanismi di premialità. Il ministro della Pubblica amministrazione, Paolo Zangrillo, rifiuta il concetto di gabbie salariali, ma intanto pensa agli strumenti che possono essere messi in campo per aumentare la busta paga dei dipendenti pubblici.

I contratti della Pa, assicura il ministro, sono nazionali e tali devono restare. Nessun ritorno alle gabbie salariali, quindi, ma bisogna invece tenere conto “delle differenze territoriali del costo della vita attraverso il contratto integrativo”.

Allo stesso tempo, come spiega Zangrillo in un’intervista a la Repubblica, la parte accessoria dello stipendio deve essere utilizzata anche per “introdurre meccanismi di premialità per persone che hanno performance eccellenti”. Merito con premi riconosciuti e salari territoriali, è quindi la ricetta del ministro.

Pa, stipendi più alti in base al costo della vita?

Il principio da cui partire, secondo Zangrillo, è quello del merito. Ma, di certo, la leva retributiva è un elemento fondamentale per attrarre le competenze nella Pa: per il ministro bisogna tenere conto dei valori di mercato e del contesto economico attuale, difficile in tutta Italia.

Il contratto, in ogni caso, deve restare nazionale: non solo per gli insegnanti, ma per tutti i dipendenti pubblici. Allo stesso tempo, però, secondo Zangrillo “possiamo utilizzare strumenti come la contrattazione accessoria per riconoscere le peculiarità dell’area in cui si vive”. Il che, comunque, non vuol dire tornare alle gabbie salariali.

Busta paga Pa, i premi al merito

Per rendere la Pa più attrattiva, però, bisogna fare anche altro. Per esempio per evitare il rischio di abbandono da parte dei professionisti che hanno contratti brevi come quelli previsti per il Pnrr. Per Zangrillo è fondamentale migliorare l’offerta, anche dal punto di vista retributivo.

Per farlo uno dei sistemi possibili è quello di avvicinare l’offerta “maggiormente ai valori di mercato e proporre percorsi professionali motivanti”. Tutto questo si può fare soprattutto attraverso un sistema: la premialità. L’intenzione di Zangrillo è quella di premiare il merito.

Le 156mila assunzioni nella Pa nel 2023

Per il 2023 un capitolo importante per il rinnovo della Pa sarà quello delle assunzioni legate al turn over: Zangrillo conferma che entreranno 156.400 nuovi dipendenti in sostituzione di chi va in pensione. “Stiamo facendo un lavoro molto intenso sulle procedure concorsuali”, assicura il ministro.

Da questo punto di vista la Pa punta sul nuovo portale per il reclutamento, al cui interno sono inseriti oltre 6 milioni di profili di professionisti. E la ricerca può essere estesa fino a 16 milioni di persone attraverso Linkedin. Inoltre, spiega Zangrillo, questo portale permette di non aver più alcun obbligo di pubblicazione dei bandi in Gazzetta Ufficiale, rendendo le procedure completamente digitali.

Pa, lo smart working per Zangrillo

Nell’intervista a la Repubblica, Zangrillo parla anche dello smart working, sottolineando come nel 2022 siano stati 560mila i dipendenti pubblici che hanno deciso di fare ricorso al lavoro agile. E le previsioni per il 2023 parlano di un aumento a 600mila lavoratori. Ora, però, secondo il ministro bisogna cambiare paradigma, perché “lo smart working presuppone un’organizzazione del lavoro per obiettivi”.

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