BTP, Bund, OAT, in generale Titoli di Stato dell’Eurozona. Quale approccio stanno avendo i grandi gestori, a fronte del rischio di uno (e più) rialzi dei tassi da parte della BCE?
Che cosa bisogna fare con i BTP e in generale con gli altri Titoli di Stato dell’area euro? Tenerli in portafoglio, acquistarne altri (e quali, tra i tanti), o mollarli, considerato il rischio di una tempesta perfetta che è esploso in queste ultime sedute sul mercato mondiale dei bond? E considerata la minaccia sempre più concreta di un rialzo dei tassi da parte della BCE?
Ieri la tensione è esplosa soprattutto sul mercato dei Treasury USA, che ha assistito a un balzo dei rendimenti a 30 anni ai livelli massimi in quasi 19 anni, ovvero dal 2007. Colpa di un mix di fattori, tra cui la paura di un’inflazione in ascesa che costringa la Fed, anche di Kevin Warsh, a continuare a mettere in pausa i tassi (se non ad alzarli), e la decisione di alcuni grandi investitori di mollare il debito degli States.
Nei giorni precedenti, i bond vigilantes avevano attaccato anche i Titoli di Stato UK e del Giappone, scatenando un effetto a cascata che aveva finito con il colpire, di nuovo, i BTP e i bond dell’area euro. Questi ultimi, tra l’altro, prezzano per l’appunto in misura anche più significativa la prospettiva di un rialzo dei tassi, visto che la BCE sarebbe ormai pronta a tornare ad optare per le strette monetarie. Come muoversi dunque nel mercato del reddito fisso? Diverse le riflessioni e le raccomandazioni arrivate dal mondo degli analisti. [...]
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