Brexit: Trump duro sul piano della May e la sterlina va a picco

Trump critico sulle trattative del governo May in vista della Brexit. Lui - sostiene - avrebbe agito in maniera del tutto diversa. La sterlina accusa il colpo

Brexit: Trump duro sul piano della May e la sterlina va a picco

Donald Trump ha criticato in maniera esplicita la strategia Brexit del Primo ministro britannico Theresa May.
Il tycoon statunitense ha dichiarato che la May ha probabilmente distrutto la speranza di un accordo commerciale Gran Bretagna-Stati Uniti, non seguendo il suo stesso consiglio in merito al modo di negoziare con l’Unione europea.

Le affermazioni sono arrivate poche ore prima del pranzo tra i due. Il Presidente ha rimproverato alla politica britannica i risultati “molto spiacevoli” delle trattative in vista della Brexit. Secondo Trump, se venissero portati a termine gli accordi in ballo al momento, gli USA in futuro avranno a che fare con l’Unione Europea invece di trattare con il Regno Unito, quindi probabilmente si snaturerebbero quelle che erano le intenzioni iniziali.

Il capo della Casa Bianca - che aveva invitato apertamente a sostenere la Brexit prima del referendum del 2016 - ha dichiarato che avrebbe portato avanti le trattative in maniera molto diversa, specificando che in passato aveva già chiarito alla stessa May come avrebbe dovuto fare:

“In realtà ho detto precisamente a Theresa May come [portare avanti gli accordi], ma non mi ha ascoltato”.

Trump ha anche elogiato Boris Johnson, che ha rassegnato le dimissioni da ministro degli Esteri a inizio settimana insieme al ministro con delega all’uscita dall’Unione europea David Davis. Si tratta in entrambi i casi di chiare mosse di protesta verso la strategia non condivisa della May.
Johnson - ha detto il Presidente USA - “sarebbe un grande Primo ministro”.

Le reazioni alle critiche di Trump: sterlina a picco

In nessun incontro pubblico Trump aveva mai rivolto delle critiche così dure a un Primo ministro britannico prima d’ora, e le sue parole hanno avuto riverberi molto negativi sulla May, sul suo partito e sulla credibilità internazionale dell’intero Paese.

La sterlina ha fatto registrare un calo dello 0,5%, ai minimi di due settimane su quota 1,3131. Contro l’euro, la valuta britannica si è indebolita dello 0,25% a 88,56 centesimi.

Sam Gyimah, ministro del governo May, ha criticato toni e maniere del Presidente statunitense, mentre, all’opposto, Jacob Rees-Mogg - uno dei principali sostenitori della Brexit e secondo molti un potenziale leader in opposizione alla May - ha giudicato assolutamente ragionevole il commento di Trump, aggiungendo che il Primo ministro ha ora l’opportunità di cambiare idea sul suo piano in vista della Brexit.

La Gran Bretagna si prepara ad abbandonare definitivamente l’UE il 29 marzo del 2019. I sostenitori del «leave» vedono al momento molto di buon occhio gli Stati Uniti e percepiscono, in un simile momento storico, i vantaggi dello stringere legami commerciali più stretti con la più grande economia del mondo.
Ma per molti - in primis tra i membri del suo stesso partito - il piano di Theresa May rappresenta un vero e proprio tradimento.

In un secondo momento Sarah Sanders, portavoce della Casa Bianca, ha precisato che il Presidente rispetta molto il Primo ministro britannico e “non ha mai detto nulla di negativo su di lei”.

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