Brexit, bocciato l’emendamento pro-rinvio: May respira, la sterlina crolla

La sterlina crolla dopo la bocciatura dell’emendamento che avrebbe scongiurato il no-deal

Brexit, bocciato l'emendamento pro-rinvio: May respira, la sterlina crolla

Se fosse, passato, si sarebbe scongiurato il pericolo di una Brexit senza accordo. Ma l’emendamento Cooper non è passato per un pugno di voti. Subito dopo, la sterlina è scesa dello 0,6% a $1.307.

Permane il rischio di un no deal

L’emendamento che il Parlamento britannico ha bocciato poteva rinviare l’uscita dall’Unione Europea nel caso in cui i due partiti non avessero trovato un accordo da sottoporre.

Chiamato così per la deputata dell’opposizione laburista Yvette Cooper, l’emendamento Cooper è stato sconfitto per 321 contro 298. I Tory, quindi, ancora una volta si ricompattano attorno alla pur criticata leader Theresa May. La modifica avrebbe concesso più tempo al governo per raggiungere un deal con la controparte europea. La deadline della Brexit rimane così fissata al 29 Marzo. Se l’emendamento fosse passato, la scadenza sarebbe slittata al 31 Dicembre.

Ciò significa che sarebbero diminuite drasticamente, in sostanza, le probabilità di un no deal. La Brexit senza accordo è vista dalla grande maggioranza degli esperti (e dei conservatori britannici) come negativa per l’economia inglese. Una posizione condivisa, a quanto pare, anche dai mercati, visto il crollo di queste ore della sterlina.

Passati due emendamenti per la Brexit

Successivamente la House of Commons londinese ha approvato - sempre per un manipolo di voti - due emendamenti, i quali rappresentano un chiaro segnale al governo di Theresa May.

L’emendamento Spelman mira a escludere totalmente il no deal ed è stato approvato con 318 voti a favore e 310 contro. Non è vincolante ma è comunque un forte messaggio lanciato dal Parlamento. L’emendamento presentato da Graham Brady invece vincola il governo a negoziare una soluzione alternativa al backstop relativo al confine fra Irlanda e Irlanda del Nord.

Pronta la risposta del Presidente del Consiglio europeo Donald Tusk:

“L’accordo raggiunto è e resta il migliore ed unico modo per assicurare una uscita ordinata della Gran Bretagna dall’Ue. Il backstop è parte di quell’accordo, e quell’accordo non è aperto a nuovi negoziati”.

Lo scorso 15 Gennaio Theresa May ha incassato la peggior sconfitta subita da un governo nella storia parlamentare inglese. L’intesa, bocciata per 230 voti di differenza, doveva disciplinare i termini di divorzio fra la Gran Bretagna e Ue. Da allora la leader dei Tory ha cercato nuove vie di mediazione con l’Europa.

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