Il rimbalzo del dollaro che potrebbe sconvolgere i portafogli globali

Redazione Money Premium

1 Novembre 2025 - 06:29

Il dollaro statunitense ha subito un calo significativo dall’inizio dell’anno ma negli ultimi tempi mostra segnali di recupero che potrebbero sorprendere i mercati globali nel 2025.

Il rimbalzo del dollaro che potrebbe sconvolgere i portafogli globali

Il forte declino del dollaro di quest’anno è stato una delle reazioni più evidenti al caos scatenato dai dazi commerciali di Donald Trump. Contrariamente al comportamento storico della valuta americana, che tende a rafforzarsi nei momenti di stress, il dollaro è crollato, segnando il peggior inizio anno per la valuta in più di mezzo secolo. Questo ha rappresentato un chiaro segnale negativo da parte dei mercati globali sulle politiche commerciali e geopolitiche statunitensi.

La turbolenza ha generato un vero e proprio tsunami di scambi valutari. Secondo il sondaggio triennale della Bank for International Settlements (BIS) sul mercato dei cambi, quasi $10 trilioni sono stati scambiati ogni giorno ad aprile, un aumento di quasi un terzo rispetto a tre anni fa. Questo movimento ha messo in evidenza quanto il ruolo del dollaro come valuta rifugio sia sotto pressione, mostrando il desiderio degli investitori di proteggersi dai rischi.

Tuttavia, dalla fine di aprile il dollaro ha mostrato una certa stabilità e, nel mese scorso, ha iniziato a salire. L’indice DXY, che misura il valore del dollaro rispetto a un paniere di altre valute, ha registrato un incremento del 3% dall’inizio di settembre, spingendo analisti e investitori a interrogarsi se il peggio sia ormai passato.

Un fattore spesso sottovalutato è la cosiddetta dinamica della “maglietta più sporca” nel trading valutario: sebbene gli Stati Uniti abbiano problemi interni, altre valute non offrono prospettive migliori. Lo yen giapponese ha subito un duro colpo dopo la selezione del nuovo primo ministro designato, Sanae Takaichi, e l’incertezza politica ha portato gli analisti di Deutsche Bank a ridurre la loro esposizione sulla valuta. In Europa, il circo politico francese ha frenato i corsi azionari e messo un freno alla crescita dell’euro. Anche la sterlina appare stagnante in attesa del prossimo Budget britannico.

Secondo Goldman Sachs, i flussi speculativi sul dollaro mostrano un tono più positivo del solito, con un aumento della posizione rialzista che ha spinto la valuta al livello più alto degli ultimi due mesi. Il quadro economico generale, in particolare il timore che l’inflazione legata ai dazi possa riemergere, potrebbe rendere difficile per la Federal Reserve attuare i tagli dei tassi previsti dal mercato.

Se le condizioni attuali persistono, il dollaro potrebbe non solo mantenersi stabile, ma anche spingersi più in alto. Anche se prevedere l’andamento delle valute è storicamente un compito arduo, un eventuale rimbalzo autunnale potrebbe innescare una corsa a ribilanciare i portafogli, generando un’ascesa rapida e intensa della valuta americana.