Borsa Italiana: partita l’IPO di Garofalo Health Care, 9 novembre sbarco a Piazza Affari

Inizia ufficialmente oggi il percorso che porterà a Piazza Affari la società romana. Nel 2017 il giro d’affari ha superato i 150 milioni di euro, forchetta nell’intervallo 3,34-3,67 euro per azione

Borsa Italiana: partita l'IPO di Garofalo Health Care, 9 novembre sbarco a Piazza Affari

Garofalo Health Care ha ufficialmente acceso i motori che la porteranno in Borsa. Consob ha infatti approvato il prospetto informativo relativo all’ammissione alle negoziazioni delle azioni della società.

Parte dunque con oggi per concludersi il prossimo 6 novembre la fase di offerta di sottoscrizione delle azioni, riservata esclusivamente a investitori istituzionali italiani ed esteri. L’IPO ha per oggetto un massimo di 20 milioni di azioni, corrispondenti al 25% del capitale post aumento di capitale. Il flottante potrebbe aumentare di un ulteriore 10% in caso di completo esercizio dell’opzione greenshoe, prevista fino a un massimo di 2 milioni di azioni.

I tempi dell’IPO e lo sbarco a Piazza Affari

Da oggi al prossimo 6 novembre verranno raccolte le manifestazioni di interesse e verrà fissato il prezzo finale delle azioni in IPO, che saranno prive di valore nominale. L’attuale valorizzazione indicativa di Garofalo Health Care è compresa tra i 200,4 e i 220,2 milioni di euro. La forchetta di prezzo va dunque da un minimo di 3,34 euro a un massimo di 3,67 euro per azione.

Lo sbarco a Piazza Affari, sul mercato MTA di Borsa Italiana, avverrà venerdì 9 novembre. Nello statuto di Garofalo Health Care è previsto il voto doppio per chi detiene le azioni in modo continuativo per 24 mesi, così come consentito da 4 anni dal Decreto Crescita. Il socio Larama 98, holding che fa capo ai membri della seconda generazione della famiglia romana, ha già detto che intende avvalersi di questa opzione.

La strategia di crescita e la struttura di Garofalo Health Care

I proventi dell’offerta saranno destinati a finanziare la strategia di crescita buy&build attraverso una serie di importanti attività di M&A aventi target di qualità. Oltre a potenziare le attività e i servizi già offerti, il management intende infatti attuare una strategia di ulteriore diversificazione geografica.

In quest’ottica si inserisce la struttura dell’IPO, tutta in aumento di capitale e senza la vendita di azioni da parte degli attuali soci. Credit Suisse e Equita SIM sono i Joint Global Coordinator e Joint Bookrunner dell’operazione, Lazard l’advisor finanziario della società.

Grazie al processo di crescita attuato, anche per via esterna, negli ultimi anni, Garofalo Health Care ha visto il giro d’affari superare nell’esercizio 2017 i 150 milioni di euro, con un Ebitda di 27 milioni di euro.

Oltre ad alcuni alberghi, il gruppo romano controlla attualmente 18 cliniche tra Emilia-Romagna, Lazio, Liguria, Piemonte, Veneto e Toscana. Nelle 6 regioni italiane lavorano più di 1.800 dipendenti e sono fornite più di un milione di prestazioni all’anno, con oltre 20mila ricoveri l’anno nei circa 1.300 posti letto a disposizione.

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