Klarna ha debuttato a Wall Street. Dopo anni di attesa, la società svedese regina del “compra ora, paga dopo”, ha fatto il suo ingresso in Borsa mercoledì 10 settembre. E lo ha fatto con il botto. Il prezzo di collocamento è stato fissato a 40 dollari per azione, ben oltre la forchetta iniziale di 35-37 dollari.
La mossa ha portato la sua valutazione complessiva a 15,1 miliardi di dollari e ha permesso di raccogliere 1,37 miliardi di nuovi capitali. E il fatto che l’offerta sia stata sovrascritta 25 volte è un segnale inequivocabile che il mercato crede nel futuro del “compra ora, paga dopo”, anche in un contesto di tassi d’interesse in calo e con un’economia globale che manda ancora messaggi contrastanti.
Ma davvero conviene salire a bordo oggi, a questi prezzi? E come leggere un’Ipo che arriva a una valutazione di un terzo rispetto ai picchi del 2021, quando Klarna sfiorava i 45 miliardi di dollari? È un segnale di prudenza o un’occasione ghiotta per chi investe pensando al lungo periodo? In un momento in cui Wall Street continua a macinare record e l’economia americana sorprende per la sua resilienza, l’Ipo di Klarna diventa una cartina di tornasole per capire dove va il mercato.
I numeri di Klarna
Dietro l’euforia del debutto c’è una storia di trasformazione. Klarna è nata nel 2005 a Stoccolma con l’idea di semplificare i pagamenti online, quando Amazon non era ancora un colosso globale e lo shopping digitale era agli inizi. Dopo anni di crescita esplosiva e altrettanti di perdite, il 2024 è stato l’anno della svolta, con 2,8 miliardi di ricavi e 21 milioni di utili netti. Un risultato ottenuto riducendo costi, snellendo il personale e puntando sull’automazione. Non dimentichiamo, infatti, che l’assistenza clienti basata sull’intelligenza artificiale ha tagliato 40 milioni di spese annue.
I numeri più recenti raccontano una storia in chiaroscuro. Nel secondo trimestre 2025 i ricavi di Klarna sono saliti del 20% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, a 823 milioni di dollari. La redditività è salita per il quinto trimestre consecutivo con un utile operativo rettificato pari a 29 milioni di dollari. Eppure, dietro questa facciata, resta una perdita netta di circa 52 milioni di dollari, imputabile all’aumento dei costi per crediti deteriorati, alle spese di finanziamento e a un onere straordinario di 24 milioni legato ai piani di ristrutturazione. Inoltre, la struttura dei ricavi continua a dipendere in larga parte dal modello “compra ora, paga dopo”: circa il 75% arriva dalle commissioni pagate da merchant e consumatori, mentre solo il 25% proviene dagli interessi attivi. Una concentrazione che potrebbe diventare un punto debole se il mercato del BNPL dovesse rallentare o nel caso di strette normative.
A Wall Street dovrà poi affrontare la concorrenza di Affirm, il gigante Usa del BNPL che vale 29 miliardi e ha già corso del 45% da inizio anno. Se Affirm finanzia acquisti più grandi e a tassi zero, Klarna resta focalizzata su spese quotidiane e prestiti di breve durata. Una partita interessante per chi crede che il modello europeo possa trovare spazio in un mercato da miliardi di dollari. Klarna mostra multipli di vendite (“price/sales”) più elevati rispetto alla concorrenza, ma anche più rischio e margini variabili.
A che prezzo conviene comprare il titolo?
A 40 dollari l’azione, Klarna è molto più “economica” di quanto fosse tre anni fa, quando era la startup più valutata d’Europa. Questo può essere un bene per gli investitori. Diminuisce il rischio di pagare troppo, ma il potenziale di crescita resta tutto da dimostrare.
Per il momento, le principali banche d’affari credono nel debutto di klarna. Goldman Sachs ha avviato la copertura con raccomandazione “buy”, sottolineando il potenziale di crescita del mercato BNPL e fissando un target price compreso tra 45 e 50 dollari, leggermente sopra il prezzo di collocamento. JP Morgan ha assegnato un Buy/Overweight, puntando sulla capacità della fintech di penetrare il mercato statunitense e monetizzare nuovi servizi e partnership. Per Morgan Stanley il titolo è da comprare e accumulare. Anche Barclays, Citi e Deutsche Bank hanno indicato un fair value nell’area 45–52 dollari, consigliando di accumulare il titolo, assumendo implicitamente che il margine operativo rettificato resti positivo e cresca trimestre dopo trimestre.
In uno scenario con margini in miglioramento e costi sotto controllo il target price potrebbe salire verso 60-70 dollari. Solo se Klarna riuscirà a consolidare utili netti consistenti e a mantenere una crescita dei ricavi sopra il 35%, il prezzo potrebbe avvicinarsi all’area 80-90 dollari.
Dunque il titolo potrebbe essere interessante per chi investe con un orizzonte lungo.
In un contesto di tassi in calo e di consumi che reggono, la scommessa sul BNPL ha senso. Ma attenzione: il settore resta esposto al rischio di insolvenze e alla concorrenza delle big tech, che potrebbero decidere di entrare in massa nel mercato riducendo il vantaggio competitivo di Klarna.