Bonus infissi 2022: come funziona la detrazione

Rosaria Imparato

26 Maggio 2022 - 14:10

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Con il bonus infissi si può ottenere la detrazione dell’ecobonus ordinario, del superbonus 110% e del bonus ristrutturazioni: ecco come funziona e le agevolazioni previste.

Bonus infissi 2022: come funziona la detrazione

Come funziona il bonus infissi 2022 e quali sono le ultime novità? Gli interventi sugli infissi sono tra i più comuni, ed è importante sapere quali sono le agevolazioni fiscali spettanti.

Di solito, i lavori sugli infissi rientrano nell’ecobonus ordinario, quindi le aliquote della detrazione vanno dal 50 al 65%. Con l’arrivo del superbonus però si sono aperte anche le porte del 110%, ma è possibile usufruire dell’agevolazione sono con determinati requisiti.

A tal proposito viene in aiuto anche l’Enea, che ha aggiornato la guida per serramenti e infissi e anche le relative Faq. L’agevolazione sugli infissi però si può ottenere anche tramite i lavori di ristrutturazione, anche se l’aliquota della detrazione è meno conveniente rispetto agli altri bonus.

Cambio infissi col bonus ristrutturazione

Cambiare gli infissi usando il bonus ristrutturazione è la modalità più semplice, ma non la più conveniente. Se, da un lato, si può procedere con la sostituzione dei vecchi infissi con un unico lavoro (cioè senza la necessità di legare il cambio degli infissi ad altri interventi, come succede col 110%), dall’altro lato bisogna fare i conti con i tempi di rimborso più lunghi rispetto a ecobonus e superbonus.

Il bonus ristrutturazione consiste nella detrazione del 50% su una spesa massima di 96.000 euro. Il bonus si recupera come detrazione in 10 quote annuali di pari importo in dichiarazione dei redditi, oppure tramite sconto in fattura e cessione del credito.

Le novità sugli infissi col superbonus 110%

Nelle Faq di Enea relative al superbonus si parla della sostituzione delle finestre comprensive di infissi, dei portoni di ingresso o delle porte finestra.

Si può usufruire del 110% (tramite detrazione, sconto in fattura o cessione del credito) per questi lavori solo “a parità di superficie e di forma”.

Le precedenti “bucature”, quindi, non possono essere modificate: si fa eccezione solo per una percentuale di tolleranza pari al 2% sulle dimensioni derivanti da ragioni tecniche non eludibili.

Qualora quindi la sostituzione di infissi e porte dovesse comportare la modifica delle dimensioni o lo spostamento delle aperture, non si potrebbe applicare il 110%. L’unico modo per usufruire del superbonus 110% sarebbe a quel punto nei casi di demolizione e costruzione.

Su questa novità indicata dall’Enea il dibattito è destinato a continuare: il limite delle dimensioni degli infissi in realtà non si trova in nessun decreto (ad esempio quello con i requisiti tecnici del Mise).

In tal senso è intervenuta l’Agenzia delle Entrate con la risposta all’interpello n. 524 del 30 luglio 2021: è possibile cambiare la geometria dei serramenti durante i lavori usando il superbonus 110%, ma la superficie totale del post-intervento non può superare quella preesistente.

In termini pratici, quindi, i lavori devono rientrare in una superficie minore o uguale a quella preesistente.

A chi spettano le agevolazioni e per quali edifici

Scendiamo invece nel dettaglio dell’applicazione dell’ecobonus ordinario nei lavori che riguardano infissi e serramenti seguendo la guida di Enea aggiornata al 29 luglio 2021.

L’agevolazione fiscale consiste nella detrazione con aliquota al 50% delle spese totali sostenute, fino a un massimo di 60.000 euro per unità immobiliare.

L’agevolazione spetta a tutti i contribuenti che:

  • sostengono le spese di riqualificazione energetica;
  • possiedono un diritto reale sulle unità immobiliari costituenti l’edificio.

Per le spese sostenute negli anni 2020 e 2021, i contribuenti, in alternativa all’utilizzo diretto della detrazione, possono scegliere anche lo sconto in fattura o la cessione del credito.

Gli interventi che riguardano serramenti e infissi rientrano nella categoria agevolata se vengono effettuati su edifici che alla data di inizio dei lavori sono:

  • esistenti”, cioè accatastati o con richiesta di accatastamento in corso, e in regola con il pagamento di eventuali tributi;
  • dotati di impianto di climatizzazione invernale.

Infissi e serramenti: i requisiti degli interventi che danno accesso alle agevolazioni

Il vademecum di Enea continua entrando nel dettaglio dei requisiti tecnici che danno diritto all’agevolazione fiscale:

  • viene specificato che l’intervento deve consistere nella sostituzione di elementi già esistenti e/o sue parti, e non come una installazione ex novo;
  • il serramento interessato dall’intervento deve delimitare un volume riscaldato verso l’esterno o verso vani non riscaldati;
  • i valori di trasmittanza termica iniziali (Uw) devono essere superiori ai valori limite riportati in tabella 1 dell’Allegato E del D.M. 6.08.2020, per interventi con data di inizio lavori a partire dal 6 ottobre 2020;
  • i valori di trasmittanza termica finali (Uw), fermo restando il rispetto del decreto 26.06.2015 “requisiti minimi”, devono essere:
    • inferiori o uguali anche ai valori limite riportati nella tabella 2 del D.M. 26.01.2010, per interventi con data di inizio lavori antecedente al 6 ottobre 2020;
    • inferiori o uguali ai valori limite riportati nella Tabella 1 dell’Allegato E al D.M. 6.08.2020, per interventi con data di inizio lavori a partire dal 6 ottobre 2020.

Infine, devono essere rispettare le norme nazionali e locali vigenti in materia urbanistica, edilizia, di efficienza energetica e di sicurezza (impianti, ambiente, lavoro).

Le spese ammissibili alle agevolazioni per infissi e serramenti

La detrazione spetta per le seguenti spese:

  • coibentazione o sostituzione dei cassonetti nel rispetto dei valori limite delle trasmittanze previsti per le finestre comprensive di infissi;
  • fornitura e posa in opera di una nuova finestra comprensiva di infisso o di una porta d’ingresso in sostituzione dell’esistente;
  • integrazioni e sostituzioni dei componenti vetrati;
  • fornitura e posa in opera di scuri, persiane, avvolgibili e relativi elementi accessori, sostituiti simultaneamente agli infissi (o al solo vetro) oggetto di intervento;
  • prestazioni professionali, ad esempio la produzione della documentazione tecnica necessaria, compreso l’Attestato di Prestazione Energetica o la direzione dei lavori.

L’elenco delle spese ammissibili si trova nel decreto requisiti tecnici, che comprende sia gli interventi iniziati sia prima che dopo la data del 6 ottobre 2020.

I documenti da conservare

Il soggetto beneficiario dell’agevolazione dovrà farsi carico di conservare una serie di documenti:

  • originale della “scheda descrittiva dell’intervento”;
  • l’asseverazione;
  • schede tecniche di prodotto e marcatura CE con relative dichiarazioni di prestazione (DoP);
  • copia dell’Attestato di Prestazione Energetica (APE), ma questo documento non serve nel caso della singola unità immobiliare;
  • delibera assembleare di approvazione di esecuzione dei lavori e tabella millesimale di ripartizione delle spese nel caso di interventi sulle parti comuni condominiali;
  • dichiarazione del proprietario di consenso all’esecuzione dei lavori nel caso gli interventi siano effettuati dal detentore dell’immobile;
  • fatture relative alle spese sostenute;
  • ricevute dei bonifici;
  • stampa della e-mail inviata dall’Enea contenente il codice CPID che costituisce garanzia che la scheda descrittiva dell’intervento è stata trasmessa.

Per tutti i dettagli lasciamo in allegato il vademecum dell’Enea su infissi e serramenti.

Serramenti e infissi: la guida Enea aggiornata al 29 luglio 2021
Clicca qui per scaricare il file.

La comunicazione all’Enea

Tra gli adempimenti necessari per ottenere l’agevolazione collegata ai lavori di infissi e serramenti ricordiamo che c’è la comunicazione da inviare all’Enea.

Si tratta della Scheda descrittiva dell’intervento, e va inviata entro 90 giorni dalla data di fine dei lavori o di collaudo delle opere.

L’invio va effettuato esclusivamente attraverso il sito web https://detrazionifiscali.Enea.it/.

Nel caso della singola unità immobiliare la scheda descrittiva può essere redatta anche dal soggetto beneficiario. Negli altri casi invece (come interventi sulle parti comuni condominiali) deve essere redatta da un tecnico abilitato (ingegnere, architetto, geometra o perito iscritto al proprio albo professionale).

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