Bonus gravidanza 2024, fino a 8.500 euro prima e dopo il parto

Simone Micocci

13 Marzo 2024 - 17:56

Per le famiglie con donne in gravidanza spettano diversi contributi e agevolazioni, per un importo che nel migliore dei casi può arrivare a 8.500 euro.

Bonus gravidanza 2024, fino a 8.500 euro prima e dopo il parto

Anche nel 2024 ci sono diverse misure di sostegno per le donne in gravidanza di cui godere tanto prima che dopo il parto.

Al fine di incentivare le nascite, infatti, lo Stato riconosce molteplici misure di welfare che se sommate possono portare a un contributo persino di 8.500 euro (nel migliore dei casi). Non c’è quindi un vero e proprio bonus gravidanza, come invece poteva essere il premio nascita di 800 euro che fino al 2022 spettava alle neo mamme, quanto più un lungo elenco di agevolazioni utili al sostegno del reddito delle famiglie prima e dopo la nascita di un bambino o di una bambina.

Ad esempio, c’è l’Assegno unico (che decorre dagli ultimi due mesi di gravidanza), come pure l’Assegno di maternità erogato dai Comuni alle mamme disoccupate. E ancora, il Bonus nido per chi ha bisogno di supporto già nei primi mesi di vita del figlio, più le detrazioni spettanti sulle spese mediche sostenute in gravidanza e il contributo per chi deve ricorrere al latte artificiale.

Misure a cui si aggiunge anche l’esenzione del ticket sanitario, ma esclusivamente per alcune prestazioni.

A tal proposito, in questa guida trovate un riassunto con tutte le misure riferite alla gravidanza che si possono richiedere nel 2024, nonché su quali sono importi e regole di riferimento.

Premio nascita assegno unico

L’Assegno unico universale viene riconosciuto per il figlio minorenne già dal 7° mese di gravidanza (o meglio, all’entrata dell’8°). A seconda della data del parto, quindi, alle donne incinte possono spettare due mensilità extra.

Verranno liquidate in un’unica soluzione al pagamento della prima mensilità e l’importo spettante, riconosciuto come premio nascita, sarà calcolato in base all’Isee in corso di validità nel momento in cui viene presentata la domanda. Da gennaio 2024, frutto della rivalutazione, chi ha un Isee inferiore a 17.090,61 euro ha diritto a un importo base di 199,40 euro al mese, più eventuali maggiorazioni:

  • incremento del 50% per il figlio minore di 1 anno: 99,70 euro;
  • maggiorazione figlio successivo al secondo: 96,90 euro;
  • maggiorazione entrambi i genitori percettori di reddito: 34,10 euro;
  • maggiorazione mamma under 21: 22,80 euro.

Nella migliore delle ipotesi, quindi, di Assegno unico per il figlio (o figlia) appena nato ne risulta un importo di circa 450 euro al mese, il che significa che di premio nascita stiamo intorno ai 1.350 euro. Ovviamente l’importo si abbassa e si riduce in base all’Isee, nonché se spettano o meno le maggiorazioni.

Bonus gravidanza per disoccupate

Le donne prive di copertura previdenziale obbligatoria (che in quel caso avrebbe dato diritto al congedo di maternità Inps) possono richiedere un bonus gravidanza al Comune di residenza. Chi è disoccupata, e ha un Isee inferiore a 20.221,13 euro (limite nel 2024), ha diritto a un sostegno di 404,17 euro euro per cinque mensilità, per un totale dunque di 2.020,85 euro euro erogati in un’unica soluzione.

La domanda va inoltrata al Comune, ma solo successivamente al verificarsi dell’evento che dà luogo alla prestazione. C’è tempo 6 mesi dal parto per farlo.

Agevolazioni fiscali per donne in gravidanza

Oltre a questi due bonus, esistono anche delle agevolazioni fiscali per le donne in gravidanza. Ad esempio, vi è la possibilità di ottenere un rimborso sulle spese mediche, come possono essere le ecografie, e sui medicinali acquistati.

Anche queste, infatti, rientrano nell’elenco delle spese mediche per le quali è possibile richiedere il rimborso in dichiarazione dei redditi.

Nel dettaglio, è possibile portare in detrazione, in sede di dichiarazione dei redditi, i costi sostenuti per le spese mediche effettuate nell’anno precedente (nel periodo d’imposta di riferimento), nella misura del 19% per la parte che supera la franchigia di 129,11 euro. Si può usufruire della detrazione solo per la parte di spesa che ha trovato capienza nell’Irpef dovuta dalla donna incinta e nel limite massimo di 6.197,48 euro per anno. Al massimo, quindi, spetta un rimborso di 1.177 euro circa.

Bonus latte artificiale

Potrebbe succedere che dopo il parto non risulti possibile allattare il proprio figlio a causa di una patologia. In tal caso alle famiglie spetta un assegno pari a 400 euro annui, da richiedere all’azienda sanitaria locale di riferimento sul territorio.

Spetta solamente laddove l’impedimento dell’allattamento dipenda da una delle patologie previste dal decreto (qui l’elenco completo) e fino al sesto mese di vita del figlio; è inoltre richiesto un Isee non superiore a 30.000 euro.

Bonus nido

La lavoratrice che diventa mamma ha a disposizione 5 mesi di congedo di maternità (di cui si può godere anche interamente dopo il parto) ed eventualmente di 6 mesi di congedo parentale.

Tuttavia, nonostante questi strumenti potrebbe avere necessità di rivolgersi a un asilo nido: in tal caso spetta un rimborso fino a 3.000 euro (con Isee inferiore a 25 mila euro) che per i figli successivi al primo nati nel 2024 in un nucleo familiare in cui c’è già un figlio con meno di 10 anni sale fino a 3.500 euro l’anno (con Isee fino a 40 mila euro).

Possono godere del bonus nido anche le mamme disoccupate ovviamente, come pure le lavoratrici autonome (alle quali spetta comunque il congedo di maternità).

Esenzione ticket sanitario in gravidanza

Tra premio nascita dell’Assegno unico, detrazioni, bonus nido, assegno di maternità comuni e bonus per latte artificiale siamo intorno agli 8.500 euro, ma non è tutto. Nel corso della gravidanza si ha diritto all’esenzione del ticket sanitario per alcune prestazioni. Nel dettaglio, non si paga il ticket per:

  • le visite periodiche ostetrico-ginecologiche;
  • i corsi di accompagnamento alla nascita (training prenatale);
  • assistenza al puerperio;
  • per tutte le prestazioni indicate nei Lea 2017-Sezione B.

Inoltre, in caso di una minaccia di aborto e al verificarsi delle condizioni patologiche che comportano un rischio per la madre e per il feto, sono esenti da ticket tutte le prestazioni specialistiche ambulatoriali necessarie per il monitoraggio della gravidanza.

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