Bonus gite scolastiche, nuovi requisiti e modalità di pagamento. Ecco perché devi chiedere subito alla tua scuola.
Il bonus gite scolastiche resta in vigore anche nel 2026, ma con modalità applicative differenti rispetto allo scorso anno.
E, soprattutto, con un nuovo limite Isee che amplia di fatto la platea di coloro che possono accedere al cosiddetto welfare gite, come comunicato dal ministero dell’Istruzione e del merito nella nota pubblicata a dicembre dello scorso anno, nella quale vengono indicate le modalità per fare richiesta del bonus che, ricordiamo, può arrivare fino a 150 euro.
Un valido aiuto per quelle famiglie che potrebbero avere difficoltà a sostenere il costo delle gite scolastiche, in particolare quella di fine anno, e che in questo modo potranno recuperare almeno una parte delle spese sostenute.
Uno strumento che va quindi a sostenere le pari opportunità degli studenti in merito al diritto allo studio: proprio per l’importanza del bonus gite scolastiche è bene essere informati su come farne richiesta, soprattutto alla luce delle ultime novità entrate in vigore quest’anno.
Ecco tutto quello che serve sapere a riguardo.
Cos’è e a chi spetta quest’anno
Il bonus gite scolastiche 2026 si conferma come una misura di sostegno pensata per garantire, o comunque per dare un valido supporto, a tutti gli studenti della scuola secondaria di II grado (scuole superiori) la possibilità di partecipare ai viaggi di istruzione e alle uscite didattiche, senza che il costo rappresenti un ostacolo.
Viene infatti riconosciuto un contributo economico fino a 150 euro per studente, destinato ad alleggerire - in tutto o in parte - la spesa a carico delle famiglie.
La misura rientra nel cosiddetto “welfare gite” promosso dal Ministero dell’Istruzione e del Merito, con l’obiettivo di favorire inclusione e pari opportunità nell’accesso alle attività scolastiche extrascolastiche, che hanno un ruolo importante nella formazione e nella socializzazione degli studenti.
Come già anticipato, per l’anno scolastico 2025/2026 la novità più rilevante riguarda l’ampliamento della platea dei beneficiari. Il bonus spetta infatti alle famiglie con un Isee fino a 20.000 euro, soglia aumentata rispetto al limite precedente di 15.000 euro, consentendo così a un numero maggiore di studenti delle scuole secondarie di secondo grado di accedere al contributo.
Ricordiamo poi che il diritto al bonus è riconosciuto per ciascun studente e non per nucleo familiare: questo significa che, in presenza di più figli, è possibile ottenere il contributo per ognuno di loro, a condizione che siano rispettati i requisiti previsti.
A chi farne domanda?
Una delle principali novità del 2026 riguarda proprio le modalità di richiesta del bonus gite. A differenza di quanto avveniva nelle fasi iniziali della misura, non esiste più una piattaforma unica nazionale attraverso cui presentare domanda: tutto passa ora dalle singole scuole.
La richiesta del contributo va quindi presentata direttamente all’istituto scolastico frequentato dallo studente, secondo le modalità stabilite autonomamente da ciascuna scuola. Questo significa che non esiste una procedura standard valida per tutti: ogni istituto è libero di decidere, con la possibilità anche di prevedere requisiti specifici aggiuntivi per l’accesso al bonus.
Ad esempio, alcune scuole potrebbero subordinare il contributo a una spesa minima per il viaggio di istruzione, oppure stabilire priorità in base all’Isee più basso o ad altri criteri interni. Ci sono poi scuole che richiedono l’Isee 2025, altre che invece vogliono quello aggiornato al 2026.
Allo stesso modo, anche le scadenze non sono uniformi: in diversi casi i bandi interni sono già stati pubblicati e, talvolta, anche chiusi. Per questo motivo è fondamentale non aspettare, ma informarsi direttamente presso il proprio istituto scolastico, consultando il sito ufficiale (sezione circolari o albo online) oppure rivolgendosi alla segreteria.
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