Centri estivi 2026, in arrivo il bonus per le famiglie. Ecco quali sono le opportunità per risparmiare sul costo totale.
Si avvicina la chiusura delle scuole per l’a.s. 2025-2026 e per molte famiglie è arrivato il momento di pensare all’iscrizione dei figli ai centri estivi. Una soluzione spesso necessaria, soprattutto quando entrambi i genitori lavorano, ma che comporta costi non sempre facili da sostenere. Il problema diventa ancora più evidente per chi ha più figli, perché la spesa complessiva può diventare davvero pesante.
Ecco perché, anche quest’anno, molte famiglie sperano nell’arrivo di un bonus centri estivi 2026, una misura capace di alleggerire i costi e di offrire un aiuto a chi, durante il periodo di chiusura delle scuole, non sa a chi affidare i bambini e allo stesso tempo non può permettersi di spendere un patrimonio.
A tal proposito, questo è il momento giusto per prestare attenzione. Proprio in queste settimane, infatti, potrebbero aprirsi diverse possibilità per risparmiare sui costi dei centri estivi. Va però chiarito subito che un vero e proprio bonus centri estivi nazionale non esiste, fermo restando che in alcuni casi una parte della spesa sostenuta può essere portata in detrazione. Non mancano però le opportunità locali: molti Comuni, anche utilizzando le risorse stanziate dal governo, potranno infatti mettere a disposizione delle famiglie voucher o agevolazioni dedicate.
Proprio in questi giorni le amministrazioni comunali stanno predisponendo le operazioni necessarie alla pubblicazione dei relativi bandi. Per questo motivo è importante controllare con regolarità il sito del proprio Comune, così da non perdere eventuali scadenze o finestre temporali per la presentazione della domanda.
Alle misure comunali si aggiungono poi alcune opportunità regionali. Un esempio è rappresentato dai voucher Vesta del Piemonte, mentre nel Lazio è stato previsto il voucher sport da 500 euro, utilizzabile anche per i centri estivi nel caso di attività sportive, anche se il termine per l’invio della domanda è ormai scaduto. Proprio per evitare di perdere occasioni simili, è bene informarsi per tempo sui bandi disponibili per i bonus centri estivi 2026. Ecco quindi cosa sappiamo finora e quali possibilità possono esserci per le famiglie.
Bonus centri estivi, in arrivo i soldi dai Comuni
La buona notizia è che con l’ultima legge di Bilancio il governo ha reso strutturale il fondo destinato alle politiche per la famiglia, finanziato con 60 milioni di euro. Si tratta di risorse che molti Comuni potranno utilizzare anche per sostenere le rette dei centri estivi presenti sul territorio, proprio nell’ottica del potenziamento dei servizi socio-educativi.
Nel dettaglio, la procedura prevede che siano i Comuni a presentare al dipartimento per le Politiche della famiglia il proprio progetto, insieme alla richiesta di finanziamento, entro il 28 maggio. A quel punto, la risposta arriva solitamente tra giugno e luglio: solo dopo il via libera, quindi, l’amministrazione comunale può procedere con la pubblicazione del bando per il relativo bonus centri estivi, indicando importi, criteri per la graduatoria, eventuale limite Isee e modalità di erogazione del contributo.
Va specificato, comunque, che il bonus centri estivi non rappresenta un obbligo per il Comune. L’amministrazione, infatti, anziché riconoscere un vero e proprio voucher direttamente alle famiglie, potrebbe decidere di utilizzare le risorse disponibili per abbassare le tariffe dei centri estivi 2026, rendendo così il servizio più sostenibile per tutti o comunque per determinate fasce di reddito.
Detto questo, è fondamentale in queste settimane tenere sotto osservazione il sito del proprio Comune di residenza, così da essere informati tempestivamente sull’eventuale pubblicazione dei bandi. Anche perché, in genere, le finestre per l’invio della domanda sono piuttosto brevi: il rischio, quindi, è quello di accorgersene troppo tardi, superare la scadenza e perdere un’importante opportunità di risparmio.
I bonus centri estivi nazionali
Abbiamo aperto questa guida ricordando che non esiste un vero e proprio bonus centri estivi riconosciuto a livello nazionale. Attenzione, però, perché il discorso merita una precisazione: ci sono alcune misure che, pur non essendo nate specificamente per questo scopo, possono comunque permettere alle famiglie di recuperare una parte dei costi sostenuti.
Una di queste è il bonus asilo nido. Al netto delle decisioni del Comune, infatti, è possibile utilizzare questa agevolazione anche nel caso in cui il centro estivo sia organizzato da un asilo nido e riguardi un bambino di età inferiore ai 3 anni (l’importante è che non compia 4 anni nel corso del 2026).
Facciamo un esempio: se avete individuato un centro estivo che si svolge nei mesi di luglio e agosto presso un asilo nido, allora il bonus può essere riconosciuto come rimborso della spesa sostenuta.
Gli importi cambiano a seconda dell’Isee. Per i bambini nati dal 1° gennaio 2024 il bonus nido può arrivare fino a 3.600 euro l’anno con Isee neutralizzato pari o inferiore a 40.000 euro. In questo caso l’importo massimo mensile riconoscibile è pari a 327,27 euro per 11 mensilità. Con Isee superiore a 40.000 euro, oppure in assenza di Isee, l’importo massimo scende invece a 1.500 euro l’anno, quindi 136,37 euro al mese. Per i figli nati prima del 1° gennaio 2024 restano invece tre fasce: 3.000 euro l’anno con Isee fino a 25.000,99 euro, 2.500 euro con Isee compreso tra 25.001 e 40.000 euro, e 1.500 euro con Isee superiore a 40.000 euro o in assenza di Isee.
Infine, c’è anche la possibilità di recuperare una parte della spesa sostenuta tramite la dichiarazione dei redditi. Per i costi affrontati nel 2026, quindi, bisognerà attendere la dichiarazione del 2027.
Anche il centro estivo, infatti, può rientrare tra le spese detraibili, ma solo a determinate condizioni. In particolare, la detrazione può essere riconosciuta quando il centro estivo è organizzato da associazioni sportive dilettantistiche, società sportive o centri sportivi, e quando le attività svolte dal bambino sono prevalentemente legate allo sport.
In questo caso, quindi, la spesa non viene detratta in quanto “centro estivo”, ma come spesa sportiva per ragazzi. A tal proposito, ricordiamo che la detrazione è pari al 19% su un importo massimo di 210 euro per ciascun figlio: il risparmio effettivo, quindi, può arrivare al massimo a circa 40 euro, ben poco rispetto al costo complessivo di un centro estivo.
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