Confermato il voucher Vesta, il bonus per baby sitter e centri estivi (ma anche scuole, corsi di inglese e sport) della Regione Piemonte. Ecco quando farne domanda.
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Buone notizie per le famiglie, ma solo per quelle residenti in Regione Piemonte: sta per tornare il voucher per baby sitter e centri estivi, conosciuto come Vesta, un bonus che, nei casi migliori, può arrivare fino a 1.200 euro.
E la novità positiva è che questa volta non dovrebbero ripetersi gli errori del passato: cambiano infatti tanto le regole Isee quanto l’orario per presentare la domanda. Resta però la modalità del click day, con i voucher disponibili destinati a esaurirsi nel giro di poche ore, se non addirittura di pochi minuti. A differenza delle edizioni precedenti, però, le risorse a disposizione sono state aumentate, il che consentirà a più famiglie di beneficiarne.
Un’iniziativa che richiama, per certi aspetti, i voucher baby sitter e centri estivi riconosciuti qualche anno fa a livello nazionale, pur trattandosi di una misura diversa, innanzitutto perché limitata al territorio della Regione Piemonte. Restano comunque diverse analogie, a partire dal limite di età dei figli - fissato a 6 anni - così come le modalità di utilizzo del contributo.
Requisiti e importi
I voucher Vesta 2026 spettano alle famiglie che rispettano precisi requisiti, legati sia alla residenza sia alla situazione economica e familiare. Nel dettaglio, il bonus è riconosciuto ai nuclei familiari residenti in Piemonte con figli tra 0 (nati successivamente al 2020) e 6 anni. Si tratta quindi di una misura territoriale, non nazionale, pensata per sostenere le spese legate alla prima infanzia.
Altro requisito fondamentale è l’Isee, in quanto per il 2026 possono accedere al voucher le famiglie che non superano la soglia di 40.000 euro. Proprio l’Isee determina anche l’importo del contributo: più è basso, maggiore sarà il voucher riconosciuto. Nel dettaglio, sono previste tre fasce:
- fino a 1.200 euro per ciascun figlio tra 0 e 6 anni per le famiglie con Isee inferiore a 10.000 euro, oppure in presenza di minori con disabilità (in questo caso indipendentemente dall’Isee);
- 1.000 euro per Isee compreso tra 10.000 e 30.000 euro;
- 800 euro per Isee tra 30.000 e 40.000 euro.
Per cosa si possono spendere i voucher?
I voucher Vesta 2026 possono essere utilizzati per coprire una vasta gamma di spese legate alla cura, all’educazione e alle attività dei bambini tra 0 e 6 anni, con l’obiettivo di sostenere le famiglie nei costi quotidiani per la crescita dei figli.
Nel dettaglio, il contributo può essere usato per i servizi per la prima infanzia, come nidi, micronidi, sezioni primavera, nidi in famiglia, spazi gioco e centri per bambini e famiglie. Sono comprese anche le spese per la scuola dell’infanzia e primaria, incluse iscrizione, frequenza, servizi mensa e attività pre e post scuola.
Rientrano poi i centri estivi e invernali, molto utilizzati soprattutto nei periodi di chiusura scolastica, così come il baby-sitting presso il domicilio.
Una parte importante riguarda anche le attività educative, sportive e ricreative: corsi di ginnastica, psicomotricità, nuoto, musica e danza, ma anche attività come calcio, basket, pallavolo, arti marziali, tennis, equitazione, arrampicata, rugby, sci e canto. Sono incluse inoltre iniziative per l’apprendimento, come i corsi di lingua straniera o percorsi ludico-educativi.
Come farne richiesta
Nel 2026 la richiesta per il voucher Vesta segue ancora la logica del click day, ma con alcune importanti novità rispetto allo scorso anno, a partire dalle risorse e dalle modalità di accesso.
Nel dettaglio, il click day è fissato per martedì 21 aprile alle ore 12, non più a mezzanotte come in passato. Il portale resterà aperto per 12 ore, dando quindi più tempo alle famiglie per presentare la domanda, anche se è comunque consigliabile collegarsi subito all’apertura, visto l’elevato numero di richieste.
Un altro elemento rilevante è che le risorse sono state raddoppiate, arrivando a 20 milioni di euro. Questo dovrebbe consentire di ampliare sensibilmente la platea dei beneficiari, con l’obiettivo di passare da circa 10.000 a 30.000 bambini supportati. Resta però il meccanismo competitivo: le domande vengono accolte fino a esaurimento fondi. Per questo motivo è fondamentale prepararsi in anticipo.
Per fare richiesta bisogna accedere alla piattaforma dedicata (la trovi a questo link), autenticandosi con Spid (o altri sistemi di identità digitale). Una volta entrati, occorre compilare la domanda inserendo i dati richiesti relativi al nucleo familiare e ai figli, indicando anche l’Isee.
Ma attenzione, dopo l’eventuale assegnazione del voucher, il rimborso non è immediato: le famiglie devono anticipare le spese, conservando le fatture che andranno poi caricate sulla piattaforma, non prima di 120 giorni dalla data di inizio validità del buono e non oltre 30 giorni dalla sua fine validità. Solo a quel punto verrà effettuato il bonifico sul conto corrente, fino all’importo spettante.
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