Attesa per il bonus caregiver, i lavori parlamentari procedono a rilento. 4.800 euro in arrivo (ma gli importi possono essere rimodulati).
C’è un bonus che, come molti altri - si pensi ad esempio a quello per i padri separati - al momento esiste solamente sulla carta. In questo caso, infatti, è ancora il disegno di legge che lo introduce a dover completare il proprio iter in Parlamento.
Si tratta del bonus caregiver, un aiuto destinato a chi si prende cura in maniera continuativa di un familiare con disabilità grave o in condizioni di non autosufficienza. Il contributo, tuttavia, sarà riservato solamente a una platea molto ristretta, individuata sulla base del numero di ore dedicate all’assistenza e della situazione economica del caregiver.
L’importo massimo previsto è pari a 400 euro al mese, per un totale teorico di 4.800 euro l’anno, limite che verrà però rivisto ogni trimestre tenendo conto delle risorse disponibili e del numero degli aventi diritto comunicato dall’Inps.
Per quanto riguarda i pagamenti, i tempi non sono ancora formalmente scaduti, dal momento che l’erogazione del bonus dovrebbe partire nel 2027, con decorrenza dalla data di presentazione della domanda. C’è però una scadenza molto importante ormai dietro l’angolo: entro il 30 settembre 2026 l’Inps dovrebbe predisporre la procedura telematica per il riconoscimento della qualifica di caregiver familiare, così da consentire l’invio delle istanze dal mese di ottobre.
A oggi, però, il disegno di legge è ancora all’esame della Commissione Affari Sociali della Camera e dovrà successivamente ottenere anche il via libera del Senato.
Considerando le tempistiche dell’iter e il rallentamento estivo dei lavori parlamentari, appare quindi molto complicato che il cronoprogramma possa essere rispettato.
Nell’attesa, vediamo tutto quello che sappiamo finora sul cosiddetto bonus caregiver, dai requisiti previsti all’importo, fino alle tempistiche per l’avvio delle domande e dei pagamenti.
A chi spetta
Come visto sopra, dal punto di vista sociale il caregiver è spesso un familiare che rinuncia almeno in parte alla propria vita professionale e personale per dedicarsi all’assistenza di una persona fragile. Un impegno che può comportare un carico fisico ed emotivo molto elevato, tanto che si parla comunemente di caregiver burden.
Giuridicamente parlando, invece, sono considerati caregiver familiari coloro che prestano assistenza continuativa e documentata a un figlio, al coniuge, alla parte di un’unione civile, al convivente di fatto o a un altro parente o affine entro i limiti individuati dalla legge.
La persona assistita deve trovarsi in almeno una delle seguenti condizioni:
- avere una disabilità grave riconosciuta ai sensi dell’articolo 3, comma 3, della legge n. 104 del 1992;
- essere titolare dell’indennità di accompagnamento;
- trovarsi in una condizione di non autosufficienza.
Non tutti coloro che rientrano nella definizione di caregiver familiare, però, avranno diritto al bonus economico. Il disegno di legge individua infatti diversi profili sulla base delle ore dedicate all’assistenza e della convivenza con la persona assistita, prevedendo tutele differenti.
Ad esempio, il contributo fino a 400 euro al mese dovrebbe spettare solamente ai caregiver appartenenti alla fascia più alta: coloro che convivono con la persona assistita e prestano più di 91 ore di assistenza alla settimana, equivalenti ad almeno 13 ore al giorno.
A questi requisiti si aggiungono condizioni economiche particolarmente restrittive. Il caregiver dovrà infatti avere un reddito personale non superiore a 3.000 euro lordi l’anno e appartenere a un nucleo familiare con un Isee non superiore a 15.000 euro.
Quanto spetta
Come visto sopra, il bonus caregiver può arrivare fino a un massimo di 400 euro al mese, da intendere però come il limite massimo. La somma effettivamente riconosciuta verrà infatti stabilita trimestre per trimestre, tenendo conto delle risorse disponibili e del numero degli aventi diritto comunicato dall’Inps.
Il calcolo sarà effettuato dividendo un quarto delle risorse stanziate per l’anno di riferimento per il numero dei beneficiari ammessi al contributo. Di conseguenza, qualora le domande fossero più numerose rispetto alle previsioni, l’importo potrebbe essere inferiore a 400 euro al mese.
Nel dettaglio, per il 2027 sono stati previsti 257 milioni di euro, mentre dal 2028 le risorse dovrebbero salire a 260 milioni di euro l’anno. Secondo le stime riportate a corredo del disegno di legge, la platea potrebbe essere composta da circa 62.000 caregiver. In questo caso, il contributo medio potrebbe scendere a circa 343 euro al mese, per un totale annuo di poco superiore a 4.100 euro.
Quando arriva e quali sono le tempistiche
Secondo il cronoprogramma previsto dal disegno di legge, entro il 30 settembre 2026 l’Inps dovrebbe predisporre la piattaforma telematica necessaria per il riconoscimento della qualifica di caregiver familiare.
Dal 1° ottobre dovrebbe quindi essere possibile presentare la domanda. La richiesta dovrà essere avviata dalla persona assistita, eventualmente con il supporto del tutore o dell’amministratore di sostegno, indicando il familiare o i familiari che prestano assistenza. La procedura di riconoscimento dovrebbe concludersi entro 30 giorni, con il rilascio di un certificato nel quale saranno riportati la qualifica di caregiver e il relativo profilo, individuato sulla base delle ore di assistenza e della convivenza con la persona assistita.
Per il pagamento del bonus bisognerà invece attendere il 2027.
Queste tempistiche, però, sono al momento solamente teoriche perché come già visto il disegno di legge deve ancora completare l’esame alla Camera e passare successivamente al Senato. Solo dopo l’approvazione definitiva l’Inps potrà predisporre la procedura.