Bonus 200 euro: quando spetta ai disoccupati?

Simone Micocci

13/05/2022

13/05/2022 - 12:20

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Il bonus 200 euro spetta anche ai disoccupati, ma solamente in due circostanze: se si è titolari di ammortizzatori sociali o beneficiari di reddito di cittadinanza.

Bonus 200 euro: quando spetta ai disoccupati?

Il bonus 200 euro spetterà anche a chi è senza lavoro e si trova in uno stato di disoccupazione. La conferma, nell’attesa che il testo del decreto Aiuti venga pubblicato in Gazzetta ufficiale, arriva da fonti governative, le quali ci dicono che anche alcuni disoccupati potranno ricevere il bonus 200 euro introdotto per far fronte al caro prezzi, con i soldi che verranno pagati direttamente dall’Inps.

Tuttavia, non basta essere senza lavoro per avere diritto ai suddetti 200 euro, visto che nel decreto Aiuti sono state individuate due sole categorie: i disoccupati che nel contempo percepiscono un ammortizzatore sociale, come può essere l’indennità di disoccupazione, e quelli che invece fanno parte di un nucleo familiare che risulta percettore del reddito di cittadinanza.

Solamente questi avranno diritto, seppur con modalità di pagamento differenti, al bonus 200 euro, il quale - ricordiamo - dovrebbe essere in arrivo il prossimo luglio.

Bonus 200 euro ai disoccupati che percepiscono un ammortizzatore sociale

Inizialmente il bonus 200 euro era stato riconosciuto solamente ai lavoratori, subordinati e autonomi, e ai pensionati. Una successiva modifica apportata al testo del decreto Aiuti ha però esteso il diritto a questa misura ad alcune categorie di disoccupati.

È il caso, ad esempio, di coloro che risultano regolarmente iscritti al centro per l’impiego e nel frattempo percepiscono un ammortizzatore sociale come può essere l’indennità di disoccupazione.

Chi il prossimo luglio risulterà percettore di Naspi, infatti, riceverà i 200 euro, i quali saranno pagati contestualmente, e con le stesse modalità, all’indennità mensile. Nel primo pagamento di Naspi utile, quindi, saranno caricati altri 200 euro, esentasse, i quali servono per far fronte al caro prezzi registrato in questi mesi, in larga parte provocato dalla crisi energetica conseguente alla guerra in Ucraina.

Lo stesso vale per coloro che percepiscono l’indennità di disoccupazione conosciuta come Dis-coll, ossia collaboratori coordinati e continuativi, anche se a progetto, come pure gli assegnisti di ricerca e dottorandi con borsa di studio.

E ancora: spetta il bonus 200 euro a coloro che sono in cassa integrazione.

In tutti questi casi, dunque, il pagamento verrà effettuato direttamente dall’Inps, come nel caso dei pensionati. L’accredito dei 200 euro, che ricordiamo avverrà in una sola occasione, dovrebbe essere in programma a luglio, anche se molto dipenderà da quando il testo del decreto Aiuti verrà pubblicato in Gazzetta ufficiale. Non serve presentare domanda, in quanto ai disoccupati percettori di un ammortizzatore sociale il bonus in oggetto verrà pagato in automatico.

Bonus 200 euro ai disoccupati con reddito di cittadinanza

Chi pur essendo disoccupato non risulta percettore di un ammortizzatore sociale può avere diritto al bonus 200 euro solo se fa parte di un nucleo familiare che risulta percettore del reddito di cittadinanza.

Attenzione però: in questo caso spettano solamente 200 euro per famiglia.

Cosa significa? Nel caso suddetto, ossia del percettore di ammortizzatori sociali, come pure per lavoratori e pensionati, il bonus 200 euro spetta ad personam e non ci sono vincoli familiari.

In ogni famiglia, infatti, può esserci anche più di una persona che beneficerà del bonus. Ad esempio, qualora in un nucleo familiare ci fossero due coniugi, uno lavoratore subordinato (con reddito inferiore ai 35 mila euro) e l’altro disoccupato ma percettore di Naspi, il contributo spetterebbe comunque a entrambi per un valore complessivo dunque di 400 euro.

Per i nuclei familiari percettori di reddito di cittadinanza, invece, non è così. Questo perché i 200 euro vengono riconosciuti esclusivamente nel caso in cui nel nucleo familiare non ci siano altri beneficiari della misura. Allora sì che i 200 euro si aggiungono nella ricarica mensile, senza però vincoli di spesa e di prelievo.

Prendiamo, ad esempio, il caso di un nucleo familiare composto da Tizio e Caia, dove quest’ultima ha un contratto di lavoro part-time da 500 euro mensili mentre Tizio risulta disoccupato e non percettore di alcun ammortizzatore sociale. Questi, però, percepiscono il reddito di cittadinanza.

Ebbene, in questo caso Tizio non avrà diritto ad alcun bonus, visto che sarà Caia a percepirlo in qualità di lavoratore subordinato (le verrà anticipato in busta paga dal datore di lavoro). L’Inps, dunque, dopo aver effettuato una valutazione del nucleo familiare, e dopo aver accertato che Caia essendo lavoratrice ha diritto di per sé al bonus, non provvederà al pagamento dei 200 euro con la ricarica mensile del reddito di cittadinanza.

Diversamente, ad esempio per il nucleo composto da Tizio e Caia dove entrambi sono disoccupati e non percettori di altri ammortizzatori sociali, il bonus 200 euro sarà pagato - senza necessità di presentare richiesta - con la prima ricarica di reddito di cittadinanza utile.

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