Il mercato obbligazionario crede in una recessione globale.
La testimonianza al Congresso di Jerome Powell la scorsa settimana, unitamente alle decisioni di alcune banche centrali (Bank of England in testa) hanno convinto i mercati che le azioni degli istituti centrali condurranno a una recessione delle economie.
Dopo la testimonianza di Powell, nella quale il governatore della Federal Reserve ha usato toni aggressivi sul pattern di politica monetaria, la curva dei rendimenti a 2 e 10 anni dei Treasury si è ulteriormente invertita riportandosi ai livelli di inversione registrati ad inizio marzo con la crisi delle banche regionali statunitensi corrispondenti ai massimi da 40 anni.
Il movimento della curva governativa americana è stato esacerbato anche dall’intervento della Bank of England che ha alzato i tassi oltre le attese portandoli al 5%, il livello più alto da 15 anni. Anche sulla curva dei rendimenti a 2 e 10 anni dei Gilt inglesi si sta osservando l’inversione maggiore dal 2000 mentre il gap tra i rendimenti dei due titoli a giugno ha registrato il maggiore allargamento dal 1994.
In Germania (già in recessione tecnica) la curva dei rendimenti del Bund a 2 anni e quello a 10 anni si è invertita al livello più alto dal 1992 segnalando che la recessione in terra tedesca si protrarrà e potrebbe essere più profonda di adesso.
Infine, altra inversione della curva dei rendimenti si è osservata in Australia ove il differenziale dei rendimenti dei due titoli è sceso la scorsa settimana a -2bps, registrando cosi la prima inversione dalla crisi finanziaria del 2008.