Bolsonaro vuole negare il coronavirus

Bolsonaro sta portando avanti una battaglia davvero originale contro il pericolo del coronavirus. Il suo obiettivo, infatti, è convincere governatori e popolazione che l’epidemia non ci sarà. La vera paura è lo stop dell’economia.

Jair Bolsonaro non ha affatto paura del coronavirus in Brasile. Popolazione, governatori locali e sindaci, però, temono il diffondersi dell’epidemia come negli altri Paesi del mondo e stanno correndo ai ripari.

La battaglia che si sta combattendo nel grande Stato latinoamericano è davvero surreale. Da una parte ci sono le ordinanze locali, indirizzate ai cittadini per arginare il più possibile i contagi e dall’altra c’è la rabbia del presidente, assolutamente convinto che l’allarme creato in Brasile sia esagerato, frutto di una propaganda dei media.

Bolsonaro appare molto più determinato di Donald Trump - certo i numeri di contagi e decessi tra i due Paesi non possono essere messi a paragone - al voler tornare subito alla normalità. Il concetto già espresso dalla Casa Bianca, secondo il quale il rimedio al coronavirus è più dannoso dell’epidemia stessa, è diventato un ritornello anche per il presidente brasiliano.

Intanto, però, i casi di positività in Brasile sono 2.500, in aumento rispetto a una settimana fa e i morti arrivano a 60.

Per Bolsonaro il coronavirus non è un problema

Il presidente Bolsonaro non ne vuole sapere dell’allarme coronavirus e lo sta ripetendo in tutti i modi alla nazione. L’epidemia, secondo l’alta carica dello Stato, non sarà così letale come negli altri Paesi e la popolazione deve stare tranquilla.

Lo ha ribadito qualche ora fa con un messaggio sui social:

“Non vogliamo sottovalutare il problema del Covid-19. Cerchiamo solo la ricetta giusta per combattere questa malattia senza causarne una ancora maggiore. Se tutti collaborano, siamo in grado di prenderci cura e proteggere gli anziani e altri gruppi a rischio, facendo convivere precauzioni e funzionamento del Paese.”

Tradotto, significa che Bolsonaro non vuole assolutamente la chiusura di negozi, esercizi commerciali, locali pubblici, spiagge, scuole, come invece alcuni governatori locali stanno ordinando secondo le loro competenze.

La paura di conseguenze economiche dannose per la già fragile situazione brasiliana è prioritaria nel presidente. Lavarsi le mani, proteggere gli anziani e tenere le giuste distanze può bastare come politica anti-coronavirus.

In parte, potrebbe stupire una tale superficialità nell’affrontare i primi segnali di un pandemia che ha già fatto migliaia di vittime. Ma la spiegazione di un simile atteggiamento arriva dalle stesse parole di Bolsonaro:

“Quasi 40 milioni di lavoratori autonomi subiscono già le conseguenze delle chiusure di attività nel Brasile. Senza produrre, le aziende non possono pagare i loro salari. Basta con la demagogia! Non c’è salute se c’è miseria.”

L’idea è che la nazione deve continuare a lavorare e a produrre, altrimenti i danni provocati dalle misure contenitive per il coronavirus saranno davvero enormi, in termini economici. Stesso cruccio di Donald Trump.

Le teorie di Bolsonaro sul cornavirus

Generare la paura della popolazione: questo è lo scopo dei media attraverso la diffusione delle notizie sul coronavirus. Propaganda demagogica, quindi, per Bolsonaro, messa in atto per generare caos.

Il presidente è convinto che il Brasile non sarà coinvolto dall’epidemia come gli altri Paesi. Giorni fa ha dato la sua personale spiegazione al numero elevato di morti in Italia: la popolazione è troppo anziana.

Ma i brasiliani sono soprattutto giovani e poi il clima tropicale aiuterà la nazione a non far attecchire il virus.

Teorie assolutamente non scientifiche, ma che Bolsonaro pensa siano valide per evitare drastiche misure contro il coronavirus in nome dell’economia.

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