Blocco delle cartelle esattoriali: nuova proroga al 31 gennaio 2021

Laura Pellegrini

15/01/2021

13/07/2021 - 13:12

condividi

Il provvedimento approvato dal CdM in extremis ha bloccato l’invio di 34 milioni di cartelle da lunedì 18 gennaio: la sospensione è slittata al 31 gennaio 2021 in attesa di un nuovo blocco fino a marzo o aprile.

Blocco delle cartelle esattoriali: nuova proroga al 31 gennaio 2021

Il Consiglio dei Ministri ha approvato un ulteriore slittamento della sospensione delle cartelle esattoriali. Infatti, dopo la scadenza al 30 dicembre 2020, erano in arrivo 34 milioni di cartelle da lunedì 18 gennaio. Un provvedimento in extremis dell’esecutivo ha permesso di portare il termine al 31 gennaio 2021.

Si tratta di una prima mossa del Governo in attesa del varo del Decreto Ristori 5, il cui scostamento di bilancio ha raggiunto i 32 miliardi di euro. Il nuovo provvedimento dovrebbe contenere una sospensione delle cartelle più lunga oltre alla previsione di una pace fiscale per i contribuenti.

Ma vediamo che cosa cambia da lunedì per le cartelle esattoriali dopo l’approvazione del mini-decreto da parte del Cdm.

Cartelle esattoriali, nuovo stop fino al 31 gennaio 2021

Il mini-decreto adottato dal Consiglio dei Ministri in extremis “prevede l’ulteriore differimento, dal 31 dicembre 2020 al 31 gennaio 2021, dei termini previsti per la notifica degli atti di accertamento, di contestazione, di irrogazione delle sanzioni, di recupero dei crediti di imposta, di liquidazione e di rettifica e liquidazione, nonché degli altri atti tributari elencati dall’articolo 157 del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34”.

Inoltre, è slittato al 31 gennaio 2021 anche il termine di scadenza dei versamenti, derivanti da cartelle di pagamento, nonché dagli avvisi esecutivi previsti dalla legge, relativi alle entrate tributarie e non.

Il comunicato della Presidenza del Consiglio dei Ministri prosegue spiegando che anche la scadenza della sospensione degli obblighi di accantonamento derivanti dai pignoramenti presso terzi “effettuati dall’agente della riscossione e dagli altri soggetti titolati, aventi ad oggetto le somme dovute a titolo di stipendio, salario, altre indennità relative al rapporto di lavoro o di impiego, comprese quelle dovute a causa di licenziamento, nonché a titolo di pensione, di indennità che tengono luogo di pensione, o di assegni di quiescenza” è slittata al 31 gennaio 2021.

Quello che resterà invariato, invece, saranno gli interessi di mora, le sanzioni e le somme aggiuntive già corrisposti e acquisiti, oltre agli accantonamenti già effettuati.

Infine, conclude la nota, restano prive di qualunque effetto “le verifiche relative all’adempimento degli obblighi di versamento derivanti dalla notifica di cartelle di pagamento da parte dei beneficiari di pagamenti delle pubbliche amministrazioni” per le quali l’agente della riscossione non abbia già notificato l’ordine di versamento.

Cartelle esattoriali: ipotesi stop per altri due mesi

Il Governo ha approvato il mini-decreto per bloccare l’invio delle 34 milioni di cartelle che da lunedì 18 gennaio sarebbe state notificate ai contribuenti. Inoltre, la previsione è quella di far slittare il blocco almeno fino al 31 marzo 2021 per poi aprire una nuova finestra fino al 30 aprile 2021 (termine dello stato di emergenza).

Come riporta Il Sole 24 Ore, un’altra ipotesi sarebbe quella di diluire i pagamenti allungando i tempi di prescrizione in modo da spalmare su un periodo più esteso l’invio di tutte le notifiche delle cartelle 2021 (in aggiunta alle cartelle 2020).

Iscriviti a Money.it