Bitcoin, rally finito. Ecco perché può crollare del 70%

Claudia Cervi

05/03/2025

Il ribasso di Bitcoin non è finito, è solo all’inizio. Ecco tutti i fattori che mettono sotto pressione il prezzo di BTC e i prossimi supporti da considerare per anticipare l’eventuale crollo.

Bitcoin, rally finito. Ecco perché può crollare del 70%

Bitcoin ha perso oltre il 20% dai record di gennaio, ma il ribasso potrebbe essere solo all’inizio. Dopo la corsa impressionante culminata a circa 108.000$, ora il prezzo di Bitcoin è precipitato sotto i 90.000$, con il rischio di una correzione più profonda (fino al 70%) e potenzialmente devastante per il mercato delle criptovalute.

I fattori che hanno alimentato la crescita di Bitcoin negli ultimi mesi stanno ora svanendo, lasciando spazio a una combinazione esplosiva di incertezze macroeconomiche, deflussi di capitali e pattern tecnici potenzialmente devastanti. Il ribasso è solo all’inizio e i target al ribasso potrebbero essere molto più bassi di quanto gli investitori si aspettino.

Quali previsioni per Bitcoin?

Da un lato, l’incertezza sui tassi di interesse della Federal Reserve e un panorama economico globale caratterizzato da segnali contrastanti stanno mettendo sotto pressione le attività ad alto rischio, tra cui le criptovalute. A ciò si aggiungono il furto record di 1,4 miliardi di dollari di Ethereum dalla piattaforma Bybit e lo scandalo dei memecoin che ha coinvolto il presidente dell’Argentina Javier Milei. Ma attenzione anche ai pattern tecnici di mercato che storicamente hanno preannunciato cali rilevanti.

In questo articolo esamineremo i principali fattori che potrebbero portare a una ulteriore flessione di Bitcoin, analizzando tutti i fattori in grado di cambiare (velocemente) il sentiment degli investitori.

Perché Bitcoin può crollare del 70%: fattori macroeconomici

Bitcoin ha già subito una battuta d’arresto nell’ultimo mese, con un ribasso di circa il 20% dal suo massimo storico e potrebbe crollare ulteriormente per una serie di fattori. Prima di analizzare le ragioni di un nuovo crollo del 70%, ricordiamo che l’impennata di Bitcoin è stata alimentata dall’elezione di Donald Trump come presidente degli Stati Uniti e dall’aspettativa di un’amministrazione più favorevole alle criptovalute, ma anche dalla speranza di una politica monetaria più accomodante. Le decisioni della Federal Reserve giocano infatti un ruolo cruciale nel determinare il valore degli asset rischiosi come Bitcoin.

Tuttavia, l’ultimo report sull’occupazione negli Stati Uniti, che ha mostrato un incremento sorprendente delle buste paga non agricole e una discesa del tasso di disoccupazione, ha spinto le principali banche d’investimento a rivedere al ribasso le previsioni sui tagli dei tassi d’interesse nel corso del 2025. Goldman Sachs, ad esempio, ha ridotto le aspettative a soli due tagli nel 2025, con il primo previsto per giugno, mentre Bank of America teme addirittura una pausa prolungata o un possibile rialzo dei tassi. Dunque chi sperava in un intervento della Fed per sostenere gli asset speculativi potrebbe rimanere deluso. Inoltre il contesto geopolitico rimane turbolento: le tensioni internazionali, il rallentamento della crescita globale e l’introduzione dei dazi da parte degli Stati Uniti contribuiscono a un clima di avversione al rischio che penalizza Bitcoin.

Questi sviluppi influenzano direttamente il prezzo di Bitcoin: con tassi di interesse elevati per un periodo più lungo, gli investitori sono incentivati a spostare i capitali da asset rischiosi verso asset tradizionali, come i Treasury bond.

Perché Bitcoin può crollare del 70%: il diamante

Grafico Bitcoin - diamante Grafico Bitcoin - diamante Fonte Tradingview

Bitcoin potrebbe crollare del 70% dopo il completamento di un pattern di inversione molto forte: il diamante, formatosi tra novembre e febbraio in corrispondenza dei massimi assoluti a 108.000$. Il diamante è un pattern classico di inversione ribassista con un tasso di successo di circa l’80%. Tuttavia, per essere affidabile, è fondamentale che il pattern sia identificato correttamente e confermato da altri indicatori tecnici, come i volumi e altri oscillatori di trend.

In questo caso, la violazione della base del diamante è avvenuta il 24 febbraio ed è stata confermata sia dall’accelerazione sotto quota 90.000$ che dal successivo rimbalzo fino ai 95.000$, un return move che potrebbe anticipare un nuovo movimento al ribasso.
Secondo l’analisi tecnica, i primi target al ribasso si posizionano intorno ai 68.000$-69.000$. Se poi il sell off dovesse proseguire sotto questi livelli, aumenterebbe il rischio di rivedere i minimi della scorsa estate a 50.000$, con un calo del 42% dai livelli attuali. La violazione di quest’area scatenerebbe una fase di panico come quella vista nel 2018 o del 2022, facendo crollare Bitcoin fino a 25.000$ (-70%).

Perché Bitcoin può crollare del 70%: l’illusione degli afflussi istituzionali

C’è poi un altro fattore tecnico che potrebbe favorire il ribasso: la scorsa settimana, il market maker Wintermute che fornisce liquidità agli scambi di diversi exchange, ha liquidato sul mercato posizioni di Bitcoin, Ethereum e Solana per 1,47 miliardi di dollari complessivi.
Grande deflusso anche dagli ETF spot Bitcoin, con 937,78 milioni di dollari in uscita in un solo giorno, secondo i dati di SoSoValue. Complessivamente, tuttavia, il deflusso da Bitcoin è stato di 7 miliardi di dollari, secondo la piattaforma di analisi on-chain CryptoQuant: in altre parole, il sell-off degli ultimi giorni ha spazzato via dal mercato i detentori di Bitcoin a breve termine, ovvero coloro che detengono Bitcoin per un massimo di 155 giorni.

Posizioni in perdita dei detentori di Bitcoin a breve termine Posizioni in perdita dei detentori di Bitcoin a breve termine Fonte CryptoQuant

Tuttavia, durante il ribasso, le balene di Bitcoin hanno ricominciato ad acquistare: le metriche on-chain di CryptoQuant mostrano che 26.430 BTC sono confluiti nei wallet delle balene.

Negli ultimi mesi, molti analisti hanno descritto l’ingresso degli istituzionali come una sorta di garanzia per la stabilità del mercato delle criptovalute. La realtà è molto diversa. Dati recenti di Fidelity e BlackRock mostrano che gli afflussi nei loro ETF su Bitcoin non erano altro che operazioni speculative di arbitraggio, incentivate da un carry trade che ha perso appeal con il ritorno di rendimenti più interessanti sui titoli di Stato americani.

Non solo: uno studio di ZeroHedge ha evidenziato che i picchi di Bitcoin coincidono spesso con periodi di deflussi di valuta estera cinese, un segnale che molti dei capitali entrati nel mercato non erano investimenti a lungo termine, ma flussi speculativi in fuga da contesti di controllo sui capitali. Con il rafforzarsi delle regolamentazioni in Cina e altrove, questa dinamica potrebbe presto svanire

Perché Bitcoin può crollare del 70%: rischio bolla speculativa

Dunque può ancora succedere di tutto sul mercato delle criptovalute, con il rischio che la bolla speculativa esploda. Ad esempio, le indagini per rintracciare e congelare i fondi ByBit rubati sono ancora in corso. ByBit ha risposto velocemente all’attacco, assicurandosi una iniezione di 600 milioni di dollari in Ethereum da parte del fondo di investimenti Mirana Ventures, nel tentativo di risarcire gli investitori e ristabilire la fiducia nella stabilità della piattaforma. Inoltre ha lanciato un sistema di API per tracciare i wallet sospettati di avere collegamenti con gli hacker nordcoreani di Lazarus Group. Secondo la società di analisi blockchain Elliptic, sono già stati segnalati 11.084 wallet, ma l’elenco potrebbe aumentare.

Furti di criptovalute nella storia Furti di criptovalute nella storia Fonte Elliptic

Per proteggere ulteriormente gli utenti, Bybit ha anche congelato 42,89 milioni di dollari degli asset rubati grazie alla collaborazione coordinata di Tether, CoinEX, OKX, FixedFloat, ChangeNow e Avalanche (AVAX). Gli hacker, tuttavia, hanno già riciclato 45.900 Ethereum, per un valore di circa 113 milioni di dollari. Sebbene una quantità significativa dei fondi rubati, circa 363.900 Ethereum (per un valore di circa 900 milioni di dollari) sia ancora nei portafogli degli hacker, ByBit ha al massimo 8-10 giorni di tempo per recuperare gli asset, prima che il riciclaggio venga completato. Se dovesse fallire, la fiducia degli investitori potrebbe svanire, determinando un crollo sistemico simile a quello causato da FTX.

Un altro campanello d’allarme arriva dall’esplosione delle memecoin, che hanno raggiunto livelli di speculazione quasi surreali. Il caso di Solana è emblematico: il suo prezzo è crollato del 20% in una sola settimana, trascinato dalla fine della frenesia legata ai token sponsorizzati da celebrità e politici.

Trump, Milei e altre figure pubbliche hanno alimentato l’euforia con monete dal valore effimero, ma ora la bolla sta scoppiando. Il fatto che leader mondiali si siano lasciati trascinare in queste dinamiche suggerisce che siamo in un punto di euforia di mercato molto simile ai picchi di Bitcoin del 2017 e del 2021, entrambi seguiti da crolli violenti.

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