Piazza Affari: l’effetto-BCE spinge la corsa ai bond

Solo ieri sono stati raccolti 1,75 miliardi e oggi è la volta di due titoli targati ISP.

Piazza Affari: l'effetto-BCE spinge la corsa ai bond

L’inversione a U delle maggiori banche centrali sta spingendo diversi big di Piazza Affari a ricorrere al mercato del funding.

La nuova strategia degli istituti centrali, che tra poco più di un mese potrebbe essere certificata dal taglio del costo del denaro statunitense (al momento una simile mossa è stimata dalla totalità degli operatori), ha spinto il tasso midswap fino alla scadenza dei 7 anni in territorio negativo.

Quindi, dopo aver fatto i conti con un processo di normalizzazione che sembrava imminente, le aziende sono tornate con decisione a rivolgersi al mercato per reperire fondi freschi.

Piazza Affari: ieri raccolti 1,75 miliardi

Solo ieri, tre big di Piazza Affari del calibro di CNH, Hera e UniCredit hanno approfittato di questa finestra per raccogliere 1,75 miliardi di euro di nuovo debito. Nonostante la situazione italiana sia particolarmente delicata, il mercato ha dimostrato di essere ben disposto a finanziare le aziende del Belpaese.

Iniziando da CNH, ieri è stato emesso nuovo debito per 500 milioni di euro con scadenza a 10 anni. La cedola è passata dall’1,75% del precedente bond a 8 anni all’1,625 per cento. Le richieste sono state circa il doppio del quantitativo offerto.

500 milioni anche per il nuovo bond di Hera destinato a finanziare progetti di sostenibilità ambientale, che ha registrato una domanda pari a sette volte l’offerta. La cedola in questo caso si attesta allo 0,875% e il rendimento all’1,084%.

UniCredit: prima obbligazione senior con call

Il collocamento di UniCredit, che ieri ha emesso il suo primo bond senior preferred con call, si attesta invece a 750 milioni di euro. Le obbligazioni, con scadenza a 6 anni, richiamabile dopo 5 anni, completano la componente subordinata del piano di funding di UniCredit ai fini TLAC (Total-Loss Absorbing Capacity, il nuovo standard prudenziale definito dal Financial Stability Board per le banche a rilevanza sistemica) per il 2019.

In termini di riscontro, la transazione ha ottenuto ordini per 2,2 miliardi di euro da parte di oltre 160 investitori istituzionali. Il rendimento, indicato inizialmente in area Mid Swap +215 punti base è stato ridotto in un primo momento in area 200 pb e nelle battute finali è stato fissato a 190 pb.

Oggi è la volta di Intesa Sanpaolo

È partita questa mattina l’emissione di due bond senior preferred a 5 e 10 anni, tutti e due di importo benchmark, targata ISP. Il pricing dei due titoli, con scadenza 4 luglio 2024 e 2029, avverrà in giornata.

Secondo le prime indicazioni di rendimento, il quinquennale dovrebbe attestarsi in quota 155 punti base sulla curva mid-swap e il 10 anni a 190 pb.

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