Il governatore di Bankitalia presenta le Considerazioni finali alla Relazione annuale del 2025 di Bankitalia.
PIL Italia, debito pubblico, banche, tassi BCE. È di questo e di tanto altro che il governatore di Bankitalia Fabio Panetta ha parlato oggi, 29 maggio 2026, nel presentare le Considerazioni finali, in occasione della pubblicazione della Relazione annuale sul 2025.
Riguardo ai fondamentali dell’economia italiana, Panetta ha evidenziato la debolezza della crescita, lanciando un avvertimento su rischi di contrazione in scenari sfavorevoli: ““Il conflitto nel Golfo Persico ha indebolito prospettive già fragili” e “l’attività economica rimarrà debole nei prossimi mesi; negli scenari più sfavorevoli, potrebbe ristagnare o contrarsi”.
Sferzata a PIL Italia? Panetta spiega come
Il banchiere ha incitato al contempo l’Italia a far leva su alcuni fattori per rilanciare il PIL:
“L’Italia deve guardare al futuro con determinazione. Ha punti di forza importanti: conoscenze scientifiche all’avanguardia, risorse umane da valorizzare, un sistema produttivo con eccellenze riconosciute, una solida posizione finanziaria di banche, imprese e famiglie. È un patrimonio prezioso. Perché diventi un vero vantaggio, occorre orientarlo verso crescita, redditi e prosperità negli anni a venire”.
Il governatore ha aggiunto che, in particolare “la tecnologia sarà il terreno decisivo di questa sfida. Intelligenza artificiale, robotica e altre innovazioni stanno ridisegnando i processi produttivi, l’organizzazione del lavoro, la domanda di competenze”.
L’Italia insomma si svegli, in quanto “restare ai margini di questa trasformazione significherebbe accettare un arretramento della capacità di crescere, proprio mentre l’invecchiamento della popolazione rende indispensabile aumentare il contributo di ogni lavoratore e di ogni impresa”.
Certo, la guerra complica il processo di rafforzamento del PIL dell’intera area euro.
Panetta ha infatti avvertito che, “negli scenari più sfavorevoli, un prolungamento del conflitto e ulteriori danni alle infrastrutture energetiche del Golfo potrebbero sottrarre complessivamente 1 punto percentuale alla crescita nel biennio 2026-27. L’inflazione potrebbe raggiungere un picco superiore al 6 per cento e, se non contrastata, rimanere a lungo al di sopra dell’obiettivo, via via che lo shock energetico si trasmette a un numero crescente di settori”.
Debito-PIL salito, ma Panetta menziona forte calo spread BTP-Bund
Non poteva non essere menzionata la croce del debito pubblico dell’Italia, evidente nei numeri del 2025:
Il rapporto tra il debito e il prodotto è aumentato di 2,4 punti percentuali, al 137,1 per cento, ha ricordato Panetta, con l’avanzo primario che “non è stato sufficiente a compensare il differenziale sfavorevole tra l’onere medio del debito e la crescita dell’economia e, soprattutto, l’ampia componente stock‑flussi ”.
Quest’ultima componente “sconta in particolare gli effetti di cassa dei crediti di imposta per ristrutturazioni edilizie maturati negli anni precedenti e l’incremento delle disponibilità liquide del Tesoro”, dunque anche gli effetti del Superbonus.
Non sono state tuttavia ignorate dal numero uno della Banca d’Italia le notizie positive che hanno riguardato le casse dello Stato e i Titoli di Stato italiani:
“Lo scorso anno il mercato dei titoli del debito pubblico è stato interessato da due sviluppi rilevanti. In particolare, il merito di credito nel lungo periodo dell’Italia è stato rivisto al rialzo dalle agenzie Fitch, Moody’s, Morningstar DBRS e Standard & Poor’s Global Ratings, che hanno indicato tra le motivazioni delle loro decisioni anche l’aspettativa di un percorso almeno stabile del rapporto tra il debito pubblico e il PIL nel medio periodo. Inoltre, nel corso del 2025 il differenziale di rendimento sulla scadenza decennale tra i Titoli di Stato italiani e quelli tedeschi (spread BTP-Bund) è sceso di oltre 40 punti base, contestualmente alla crescita dei rendimenti dei titoli tedeschi”
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Banche italiane fanno fronte a sfide da “posizione di solidità”
Panetta ha messo in evidenza anche la forza delle banche italiane, che stanno affrontando il periodo di elevata incertezza partendo da “una posizione di solidità”.
A confermarlo sono i numeri: “ La redditività e il grado di capitalizzazione sono elevati; il rapporto tra valore di mercato e valore contabile è tra i più alti in Europa”, anche se non è mancata la precisazione: “I progressi, tuttavia, non sono uniformi”.
Se infatti “ le banche maggiori registrano risultati molto positivi, grazie alla ripresa del margine di interesse, alla crescita delle commissioni e al contenimento dei costi in rapporto ai ricavi, per le banche meno significative la redditività resta più contenuta e l’efficienza operativa più debole ”.
Detto questo, anche per esse va riconosciuto che “la dotazione patrimoniale si è però rafforzata, raggiungendo il 18,6 per cento delle attività ponderate per il rischio ”.
Tassi BCE, le frasi di Panetta su rischio rialzi anti inflazione
In attesa del prossimo BCE Day dell’11 giugno, Panetta ha inoltre ammesso che il rischio di un rialzo dei tassi è, così emerge dalle ultime previsioni dei mercati e degli esperti, concreto.
“Il quadro prospettico potrebbe tuttavia richiedere una ricalibrazione dell’orientamento della politica monetaria per contrastare il rischio di tensioni inflazionistiche persistenti”, ha osservato il governatore, aggiungendo che se è vero che “la politica monetaria non può evitare che il rincaro dell’energia si trasmetta al sistema produttivo”, comunque ha il dovere di “impedire che questo processo dia luogo a un’inflazione persistente, radicata nelle aspettative e nelle scelte di imprese e lavoratori”.
Insomma, “ una spirale tra prezzi e salari va prevenuta ”, visto che “una volta avviata, sarebbe dannosa e costosa da eliminare”, ha avvertito il numero uno di Bankitalia.
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