Banche italiane, previsioni Fitch su utili e dividendi 2026. E attenti al Golden Power

Laura Naka Antonelli

13/02/2026

Banche italiane: dopo gli annunci delle trimestrali arriva il punto di Fitch che, oltre a prevedere il trend di utili e dividendi nel 2026, parla anche di M&A e golden power.

Banche italiane, previsioni Fitch su utili e dividendi 2026. E attenti al Golden Power

Fitch Ratings ha fatto il punto della situazione in cui versano le banche italiane, dopo la carrellata dei conti relativi al quarto trimestre del 2025 e all’intero anno 2025 che è stata annunciata dagli istituti più importanti del sistema bancario.

Nel report dedicato alle 6 Big del settore “ Major Italian Banks to Maintain Strong Earnings and Capital Generation ” - tradotto: “Le principali banche italiane manterranno utili forti e una generazione di capitale” - la divisione di ricerca di Fitch Ratings ha fatto riferimento in particolare ai conti di MPS-Banca Monte dei Paschi di Siena, BPER Banca, Gruppo Bancario Cooperativo Iccrea, Intesa Sanpaolo, Banco BPM e UniCredit, per poi annunciare l’esito della sua analisi dei numeri: le sei banche più importanti in Italia continueranno a mostrare una “ solida redditività al di sopra della media europea nel corso del 2026, a seguito di un 2025 forte”.

Fitch, “gli utili delle banche italiane rimarranno robusti, occhio al Golden Power”

Nel suo report Fitch Ratings ha scritto che gli utili delle banche italiane rimarranno dunque robusti, quest’anno, grazie a un mix di fattori, tra cui “la crescita continua delle commissioni, i volumi di credito moderati e le entrate da hedging” che, insieme, “probabilmente compenseranno l’impatto dei tassi di interessi più bassi sul margine netto di interesse”.

Nel report con cui ha commentato il trend degli utili delle banche italiane, Fitch ha parlato anche della possibilità che, all’interno del settore bancario, vengano annunciate nuove operazioni di risiko, ovvero di M&A (mergers and acquisitions, fusioni e acquisizioni) nel caso di una revisione della normativa del golden power. Normativa che è finita nel mirino delle autorità europee dopo il flop dell’OPS che UniCredit ha lanciato nel novembre del 2024 su Banco BPM.

Quella operazione è fallita, a causa della decisione di Andrea Orcel, CEO di UniCredit, di ritirare l’offerta sul Banco - dopo una saga durata ben 9 mesi -, dopo le severe prescrizioni imposte al dossier dal governo Meloni attraverso il ricorso al golden power.

Proprio l’utilizzo del golden power da parte del governo Meloni aveva portato Bruxelles ad attivarsi subito già agli inizi di luglio dello scorso anno, qualche settimana prima della fine ufficiale della partita di risiko lanciata da Orcel. Sotto i riflettori soprattutto i diktat imposti a UniCredit dal governo Meloni, tra cui l’obbligo di congelare alcuni investimenti nei BTP, i Titoli di Stato italiani.

Il golden power dell’Italia colpito dalla procedura di infrazione lanciata dall’UE

La stangata all’Italia è arrivata poi lo scorso 21 novembre, quando la Commissione europea ha annunciato di avere avviato una procedura di infrazione sull’Italia per il golden power sulle banche.

Bruxelles ha precisato che la procedura di infrazione è stata avviata contro la legge, in generale, del golden power sulle banche, dunque non per il caso specifico di UniCredit-Banco BPM, anche se è innegabile che i fari sulla normativa italiana siano stati accesi a causa delle continue resistenze che il governo italiano ha mostrato di avere subito nei confronti dell’OPS di Orcel, promossa su Banco BPM.

Fitch ha scritto così nel suo rapporto che “la revisione pianificata del Golden Power” potrebbe a suo avviso “sostenere ulteriori operazioni di M&A tra le 8-10 principali banche italiane”.

Il risiko, insomma, non sarebbe affatto finito, nonostante le diverse M&A che sono state concluse nel corso dello scorso anno: tra queste, quella che ha permesso a MPS di conquistare Mediobanca - sul processo di integrazione tra le due banche italiane alta è l’attenzione per l’imminente presentazione del piano da parte di Monte dei Paschi di Siena - e le nozze tra BPER e Popolare di Sondrio.

Fitch ottimista sui dividendi, prevede “elevate distribuzioni agli azionisti” nel 2026

In generale, guardando all’intero 2026, Fitch Ratings si è mostrata così ottimista per la redditività e i dividendi delle banche italiane, facendo notare sulla base dell’analisi dei conti annunciati che, alla fine del 2,5%, il rapporto mediano dei crediti deteriorati è sceso a circa il 2,5%, offrendo un margine di sicurezza per resistere a un contesto macroeconomico più avverso rispetto a quanto previsto dagli stessi economisti dell’agenzia di rating.

Le banche italiane hanno conservato alcune “coperture prudenziali”, a sostegno delle aspettative di Fitch che le rettifiche su crediti rimarranno contenute tra 15 e 50 punti base dei prestiti lordi nel 2026. La fiducia è stata rimarcata dunque anche nei confronti dell’erogazione dei dividendi.

Così Fitch:

“La robusta generazione di utili, la resilienza ai rischi esterni e un adeguato margine sopra i target e i requisiti di capitale di lungo periodo significano che le banche probabilmente manterranno elevate distribuzioni agli azionisti”.

Fitch prevede inoltre che le banche che si sono rese protagoniste delle operazioni di M&A nel corso del 2025 focalizzeranno la loro attenzione, nel corso del 2026, sull’esecuzione delle integrazioni.

Tale focus presenta tuttavia il nodo rappresentato dal possibile rallentamento dello slancio commerciale e da una minore efficienza dei costi, secondo l’agenzia.

Allo stesso tempo, ha sottolineato l’agenzia, ci saranno altre banche italiane che, probabilmente continueranno a privilegiare la crescita organica e un’ulteriore diversificazione dei ricavi.

Fitch spiega l’outlook stabile. Meno spazio per revisioni al rialzo dei rating per le banche

Fitch ha ricordato di avere rivisto al rialzo il rating sul settore bancario italiano a “BBB+, lo scorso settembre, con outlook stabile, grazie a un contesto operativo più forte e citando, anche, i miglioramenti sia della qualità degli asset che della redditività delle banche.

Al contempo, gli outlook stabili per la maggior parte dei rating di lungo termine delle principali banche italiane riflettono l’opinione secondo cui “ la pressione al rialzo sui rating si è ridotta, in particolare per le banche i cui rating sono limitati o condizionati dal rating sovrano”.

Sono invece positivi, ha ricordato l’agenzia, gli outlook assegnati nello specifico a BPER Banca e al Gruppo Bancario Cooperativo Iccrea, in quanto Fitch in questi due casi intravede “il potenziale di un miglioramento del rating, associato a iniziative strategiche volte alla diversificazione o a una crescita di scala che si traducano in business e in profili finanziari più solidi ”.

Occhio a tutti i numeri che sono emersi dai conti di UniCredit, BPER, Intesa SanPaolo, Banco BPM e MPS, prossima a presentare il nuovo piano industriale nel nuovo giorno X e, dunque, anche i passi che intende fare nel processo di integrazione con Mediobanca.

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