Azioni MPS e Mediobanca sotto la lente degli investitori. Fallito il tentativo del Monte di affossare la lista alternativa a quella del CDA.
La guerra di nervi tra MPS e l’amministratore delegato Luigi Lovaglio, ormai del tutto spogliato dei suoi poteri, continua, mentre a Piazza Affari arrivano nuovi rumor e notizie sul dossier, che vede Monte dei Paschi di Siena in rotta di collisione con il banchiere, che ha guidato la fase del suo risanamento.
Stando a indiscrezioni riportate dall’agenzia di stampa Reuters, il Monte dei Paschi di Siena ha denunciato la lista di PLT Holding - che preme per la riconferma di Lovaglio alla carica di CEO, alternativa a quella del CDA (che invece lo ha escluso) - alla BCE, a Bankitalia e alla Consob.
MPS denuncia lista Lovaglio a BCE, Bankitalia e Consob. Ma il tentativo di mettere KO il CEO fallisce
La denuncia ha fatto tuttavia un buco nell’acqua, visto che la banca stessa ha reso noto che le autorità hanno dato il loro benestare a tutte le tre liste presentate per il rinnovo dei vertici, dunque: 1) alla lista del CDA; 2) alla lista di minoranza di Assogestioni; 3) e alla lista che ha fatto andare su tutte le furie il management di MPS, ovvero quella alternativa di PLT Holding.
Focus sulle azioni Monte dei Paschi di Siena e sui titoli Mediobanca. Entrambe le azioni, scambiate sul Ftse Mib di Piazza Affari, segnano un lieve rialzo, mentre continua il countdown alla data chiave che deciderà il destino della governance del Monte: quella del prossimo 15 aprile.
L’alta tensione tra il CDA di MPS e Lovaglio è a quanto pare esplosa, con i vertici dell’istituto che sono arrivati a denunciare la stessa lista con il nome del CEO alla BCE, a Bankitalia e alla Consob, adducendo motivazioni chiare.
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Perché MPS ha denunciato la lista di PLT Holding alla BCE & Co.
Rocca Salimbeni, riporta Reuters, ha fatto notare con la denuncia che, vista la sua posizione e la sua influenza sull’istituto di credito, Lovaglio avrebbe dovuto informare preventivamente la banca dell’alleanza siglata con PLT, holding della famiglia Tortora, azionista di MPS con una partecipazione dell’1,2%.
Non solo: la stessa holding PLT Holding avrebbe dovuto chiedere un’autorizzazione alla BCE, prima di depositare la lista alternativa a quella della CDA (che invece candida per la carica di nuovo AD di MPS l’ex amministratore delegato di CDP (Cassa Depositi e Prestiti) Fabrizio Palermo, ora CEO di Acea (inizialmente il CDA aveva presentato tre candidati alla carica di CEO: oltre a Fabrizio Palermo, anche Corrado Passera e Carlo Vivaldi).
Ma le autorità di vigilanza hanno rimandato le considerazioni al mittente.
Denuncia fa flop, gli azionisti di MPS potranno votare tutte e tre le liste
MPS ha diramato infatti stamattina, venerdì 27 marzo 2026, un comunicato con cui ha reso noto che tutte e tre le liste, inclusa quella di PLT Holding che auspica la riconferma di Luigi Lovaglio alla carica di CEO, potranno essere votate dagli azionisti nel giorno che scriverà il nuovo capitolo della storia del gruppo bancario, ovvero il prossimo 15 aprile:
“La Banca precisa che alla luce delle preliminari interlocuzioni con le Autorità Consob e Banca Centrale Europea, per quanto di rispettiva competenza, e sulla base delle informazioni ricevute sinora, tutte e tre le liste posso essere votate dagli azionisti”.
In sintesi, Luigi Lovaglio può correre per cercare di vedere confermata la sua posizione di amministratore delegato: posizione che ora, a seguito della revoca delle deleghe stabilita dal CDA, è del tutto svuotata dei suoi poteri.
La decisione del CDA di ricorrere alla denuncia alla BCE conferma il clima di alta tensione tra Lovaglio e i vertici di MPS, confermato da altri rumor, secondo i quali, prima di procedere alla denuncia della lista, il CDA avrebbe fatto il possibile per convincere il banchiere a dimettersi.
Niente da fare: il CEO, autore del piano industriale 2026-2030 - appena sospeso dal CDA anche dalla carica di direttore generale - non ha alcuna intenzione di mollare la presa.
Stoccata della holding della famiglia Tortora alla lista del CDA e al nome di Fabrizio Palermo
Intanto, una stoccata contro il CDA del Monte, in particolare contro la lista da esso presentata, è arrivata proprio dal presidente di PLT Holding Pierluigi Tortora, che ha scritto una lettera ai “colleghi azionisti” di MPS, manifestando “preoccupazioni” per lista del CDA, che ha deciso di estromettere Lovaglio, e rimarcando la necessità di “coerenza” e di “continuità operativa” che il permanere della guida di Lovaglio continuerebbe a garantire.
Riguardo alla decisione di non riconfermare Lovaglio, la holding della famiglia Tortora ha fatto notare che il CDA non ha dato “alcuna spiegazione pubblica per questo ripensamento”, aggiungendo che “ gli azionisti hanno il diritto di chiedere cosa sia cambiato e perché ”.
PLT Holding non ha risparmiato inoltre critiche alla scelta del Consiglio di presentare come candidato alla posizione di nuovo CEO del Monte Fabrizio Palermo, manager “che non fa parte del CDA, non ha una conoscenza diretta della governance della banca, dei suoi rapporti con le autorità di regolamentazione, delle sfide legate all’integrazione o del quadro operativo alla base degli obiettivi dei piani aziendali”.
Tra l’altro, la sua nomina secondo la holding potrebbe tradursi in “ ritardi non necessari nell’attuazione dell’attuale piano di integrazione (con Mediobanca) e crescita”, confermandosi “ un rischio che noi, in qualità di azionisti, non possiamo permetterci di correre”.
La lista alternativa presentata dalla famiglia Tortora, invece, “offre una risposta chiara e coerente: un consiglio di amministrazione guidato da un presidente indipendente ed esperto come Bisoni; con un CEO di comprovata esperienza come Lovaglio, dotato di un mandato inequivocabile per l’esecuzione e supportato da 10 amministratori pienamente indipendenti ”.
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