MPS, per la carica di prossimo CEO il CDA candida Fabrizio Palermo. Ma che fine farà Luigi Lovaglio? Le prospettive non depongono a suo favore.
Una riunione fiume, quella del CDA di MPS-Monte dei Paschi di Siena, che entra oggi, mercoledì 25 marzo 2026, nel suo terzo giorno consecutivo, per capire anche come gestire quello che è diventato il caso Lovaglio, CEO di Rocca Salimbeni, a quanto pare ancora per poco.
Una fumata bianca, a seguito della riunione della vigilia, c’è stata visto che, così come era stato anticipato dai rumor circolati a Piazza Affari, il Consiglio di amministrazione della banca senese ha sfoltito la rosa dei candidati alla posizione di nuovo AD da 3 a 1, scegliendo per il post Lovaglio Fabrizio Palermo.
Azioni MPS e Mediobanca in rialzo del 2%, dopo indicazione Fabrizio Palermo a nuovo AD
Scambiate sul Ftse Mib di Piazza Affari, le azioni Monte dei Paschi di Siena segnano un solido rialzo, superiore a +2%. Avanzano del 2% circa anche i titoli Mediobanca.
Fino a ieri, il nome di Palermo, ex numero uno di CDP (Cassa Depositi e Prestiti) e CEO di Acea, compariva nella lista dei candidati scelti dal CDA per la poltrona di CEO insieme a quelli di Corrado Passera, ex AD di Poste Italiane e di Intesa SanPaolo - noto anche per essere stato fondatore di Illimity, entrata poi nella galassia di Banca Ifis - e a quello di Carlo Vivaldi, ex Co-Chief Operating Officer di UniCredit.
Il Consiglio di Amministrazione ieri ha trovato la quadra su un solo nome, annunciando di avere scelto “Fabrizio Palermo, quale unico candidato alla carica di Amministratore Delegato”.
Così MPS:
“L’individuazione è avvenuta all’esito di un processo strutturato e documentato, condotto sotto la supervisione del Comitato Nomine e con il supporto di advisor esterni indipendenti, nel rispetto della normativa applicabile, degli Orientamenti e delle migliori prassi di mercato”.
MPS: Palermo il candidato con il più elevato punteggio complessivo e con profilo più idoneo
Monte dei Paschi di Siena ha continuato, spiegando che il processo ha previsto:
- La definizione dei criteri e del profilo di riferimento per la carica.
- L’analisi di un ampio bacino di candidati.
- La conduzione di colloqui individuali e valutazioni comparative.
- La verifica dei requisiti di idoneità, anche alla luce della normativa di settore.
L’adozione di questi criteri ha portato l’istituto a identificare in Fabrizio Palermo “il candidato con il più elevato punteggio complessivo nell’ambito dell’assessment, sulla base di criteri oggettivi e predeterminati, tra cui esperienza professionale, competenze manageriali e coerenza con le esigenze strategiche della Banca”.
Ancora, il CDA ha scritto di ritenere che “il profilo del Dott. Palermo sia il più idoneo, nel contesto attuale, a supportare la Banca nella fase di trasformazione industriale e di evoluzione strategica in corso, anche in considerazione della comprovata esperienza nella gestione di organizzazioni complesse, nei processi di cambiamento e nel presidio delle principali leve di creazione di valore”.
L’ultima parola agli azionisti di Monte dei Paschi di Siena. Attesa per verdetto su Lovaglio
A questo punto, l’ultima parola l’avranno gli azionisti di MPS, che si riuniranno il prossimo 15 aprile per dare il loro voto alle proposte del CDA per il rinnovo dei vertici.
Ma che succederà nelle prossime all’attuale CEO Luigi Lovaglio?
Le prospettive, per il banchiere che ha guidato la banca senese negli ultimi anni, consentendone la rinascita dal periodo più buio della sua storia, autore del piano industriale 2026-2030 che ha tracciato la strada per la fusione di MPS con la preda conquistata Mediobanca, non sono buone.
Negli ultimi giorni, la notizia della presentazione di una lista alternativa a quella del CDA da parte dell’azionista PLT Holding (della famiglia Tortora) - che preme per la sua riconferma - non è stata vista di buon occhio dal management.
Non sono mancati i rumor sul ritiro delle deleghe a Lovaglio, così come anche sulla possibilità di un suo licenziamento.
D’altronde, il fatto che Lovaglio sia finito nel mirino della Procura di Milano - indagato per manipolazione di mercato e ostacolo alla vigilanza in merito alla scalata di Mediobanca da parte del Monte - è visto come una macchia per la reputazione della nuova realtà MPS + Mediobanca.
Oggi, rumor riportati da Il Sole 24 Ore parlano del “ venir meno del rapporto fiduciario , dopo la scelta di Lovaglio di candidarsi in una lista alternativa a quella predisposta dal consiglio uscente”.
Di conseguenza, “ l’ipotesi che pare più realistica prevede il ritiro delle deleghe da amministratore delegato e la sospensione dal ruolo di direttore generale ”, con le deleghe che dovrebbero essere prese dal vice direttore generale vicario Maurizio Bai.
Sempre Il Sole parla di “un clima interno oramai irrimediabilmente deteriorato ”, riportando che il CDA, negli ultimi giorni, ha invitato Lovaglio a mettersi da parte, ma anche che il CEO avrebbe tenuto il punto.
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La nuova lista include sempre Corrado Passera e Carlo Vivaldi, ma non per la carica di AD
In attesa di capire il destino del banchiere, il CDA ha ripresentato a seguito della seconda riunione consecutiva di ieri la propria lista dei candidati al rinnovo del consiglio, che vede ora sia Corrado Passera che Carlo Vivaldi non più candidati alla carica di amministratore delegato, ma comunque candidati alla posizione di nuovi consiglieri.
La lista, che propone la riconferma alla Presidenza di Nicola Maione, è la seguente:
- Maione Nicola (Presidente)
- Palermo Fabrizio (candidato Amministratore Delegato)
- Passera Corrado
- Vivaldi Carlo
- Caltagirone Alessandro
- Lombardi Domenico
- Testi Paolo
- Boccardelli Paolo
- Panucci Marcella
- Paramico Renzulli Francesca
- De Simone Elena
- Massa Fabiana
- Sala Renato
- Brancadoro Gianluca
- Lucantoni Paola
- Centra Antonella
- Montanari Gianmarco
- Iarlori Simonetta
- Pace Francesca
- Cipriotti Rosa
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