Azioni MPS e Mediobanca KO, piano Lovaglio accolto con carica di sell. Venerdì nero, snobbate del tutto frasi su dividendi

Laura Naka Antonelli

27/02/2026

Oggi, venerdì 27 febbraio 2026, è arrivato finalmente il piano industriale 2026-2030 di MPS con target su utili e sui dividendi con tesoro conquistato di Mediobanca.

Azioni MPS e Mediobanca KO, piano Lovaglio accolto con carica di sell. Venerdì nero, snobbate del tutto frasi su dividendi

Pessima sessione, quella di oggi a Piazza Affari, per le azioni MPS e Mediobanca, che non solo non hanno beneficiato affatto della presentazione del nuovo piano industriale 2026-2030 diffuso dal Monte dei Paschi di Siena, ma che si sono confermate anche le peggiori del Ftse Mib di Piazza Affari.

Non hanno aiutato i titoli neanche alcuni commenti decisamente positivi rilasciati dall’amministratore delegato della banca senese Luigi Lovaglio, relativi in modo particolare alla possibilità che ci siano sorprese sui dividendi, guardando al futuro, grazie al nuovo Monte che sarà forte di Mediobanca, fortezza espugnata con il successo dell’OPAS.

Entrambe quotate sul Ftse Mib di Piazza Affari, dopo un avvio di seduta in lieve rialzo, le azioni Mediobanca e MPS hanno accelerato al ribasso, scontando nel pomeriggio,. oltre all’assenza di dettagli nel piano di Lovaglio, anche alcune dichiarazioni rilasciate dalla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che sono finite nel mirino delle opposizioni.

Azioni MPS e Mediobanca le peggiori di Piazza Affari. Tonfi superiori a -6% dopo piano Lovaglio

Un venerdì nero, dunque, per entrambi i titoli, che hanno chiuso ai minimi della sessione.

Le azioni MPS sono crollate del 6,76%, a 8,298 euro, mentre i titoli Mediobanca sono affondati del 6,24%, a 18,47 euro, a fronte di un indice Ftse Mib che ha perso lo 0,45%, a 47.209,89 punti.

Gli analisti hanno spiegato il crollo delle azioni, per l’appunto, con l’assenza, nel piano di MPS, di alcune informazioni cruciali.

Nello specifico, gli esperti di Intermonte ha scritto che, nonostante i target del piano al 2030 siano “ambiziosi”, MPS non ha dato grandi informazioni “sui target intermedi di piano al 2028, dove l’unica indicazione riguarda l’utile netto ’adjusted’ ”.

Equita ha scritto inoltre in una nota che “non è stata fornita alcuna indicazione sul concambio di fusione ”, con MPS che si è limitata a sottolineare che “stanno proseguendo le attività in vista del progetto di fusione con MB e il relativo concambio, attese concludersi il 10/03/2026”.

Sono passate così in secondo piano alcune dichiarazioni decisamente di buon auspicio rilasciate dall’AD del Monte Luigi Lovaglio a commento del piano: quelle, per esempio, che si sono riferite al capitale in eccesso di 3 miliardi nel 2030, che fa sì che la banca senese goda di “una flessibilità strategica”, e che ci sia “ una potenza di fuoco per i nostri azionisti, che poche banche in Europa possono eguagliare”.

Ancora, la possibilità che MPS versi un anticipo sul dividendo, che Rocca Salimbeni sta valutando.

L’AD Luigi Lovaglio ha aggiunto inoltre che Monte dei Paschi di Siena sta considerando “ un mix di dividendo e di riacquisto di azioni proprie ”, al fine di garantire una remunerazione a favore degli azionisti “stabile e in linea con quello distribuito quest’anno”.

Il banchiere ha tenuto a tal proposito a sottolineare che MPS “offrirà agli azionisti nei prossimi 5 anni il dividendo più alto in Europa nel settore bancario ”, rimarcando la distribuzione di circa 16 miliardi tra il 2026 e il 2030.

Niente da fare: sia le azioni MPS che Mediobanca sono andate a picco.

Risultato: i titoli MPS sono in calo dell’8,60% YTD, ovvero dall’inizio del 2026, mentre le azioni Mediobanca hanno ridotto i guadagni YTD a +3,85%.

Questo, mentre negli ultimi giorni sono circolati anche rumor secondo i quali i movimenti dei titoli sarebbero finiti nel mirino della Consob, che avrebbe acceso i fari sul dossier sospettando il reato di insider trading.

MPS, piano industriale 2026-2030 con Mediobanca. La diretta di Money.it

Nel pubblicare il piano industriale 2026-2030, MPS ha annunciato di prevedere un utile netto adjusted a €3,7 miliardi nel 2030 (€3,3 miliardi nel 2028) e un ROTE adjusted al 18% nel 2030.

Il cost/income ratio è previsto in forte calo, il CET1 ratio a circa il 16%, il payout al 100%, con una remunerazione agli azionisti di circa 16 miliardi.

Il processo di integrazione con Mediobanca, che punta alla fusione tra i due istituti, va avanti, e la prossima data clou da segnarsi è quella del 10 marzo, quando MPS presenterà il piano di fusione e la proposta di concambio, come ha confermato l’AD Luigi Lovaglio.

Confermate le sinergie da 700 milioni anticipate da MPS fin dai tempi in cui ha lanciato l’OPS - diventata poi OPAS - volta a espugnare Piazzetta Cuccia. In evidenza le dichiarazioni del banchiere su Generali, entrata a far parte della galassia di Rocca Salimbeni grazie alla partecipazione del 13% circa detenuta da Mediobanca. “La partecipazione del 13% in Generali garantisce diversificazione e stabilità agli utili del gruppo ”, ha sottolineato Lovaglio. Il titolo del Leone di Trieste segna un lieve rialzo.

Money.it ha seguito la diretta della presentazione del piano da parte del CEO della banca senese, Luigi Lovaglio e della reazione delle azioni a Piazza Affari.

Azioni MPS e Mediobanca ancora sotto il fuoco dei sell mentre esplode il caso Meloni

Quando manca meno di un’ora alla fine della giornata di contrattazioni a Piazza Affari, le azioni MPS rimangono sotto forte pressione, cedendo quasi il 6%, dopo essere capitolate nei minimi intraday fino a oltre il 6%, dopo le parole della Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che ha riferito in una intervista rilasciata all’agenzia di stampa Bloomberg che il ruolo dello Stato in MPS è terminato. Le dichiarazioni hanno acuito i sell anche su Mediobanca, che ora scivolano di oltre il 5%, scatenando al contempo la forte reazione delle opposizioni.

Piano Lovaglio orfano di troppi dettagli? Azioni MPS -6%, Mediobanca -5%

Le azioni di MPS-Monte dei Paschi accelerano ulteriormente al ribasso, segnando un tonfo superiore a -6%, dopo la pubblicazione del nuovo piano industriale e i commenti rilasciati dal CEO della banca senese Luigi Lovaglio, scivolando a 8,359 euro. I titoli del Monte si confermano maglia nera della sessione del Ftse Mib di oggi, venerdì 27 febbraio 2026.

Crollo anche per le azioni di Mediobanca, che capitolano di oltre il 5%, perdendo quota 19 euro.

Tra le sorprese negative del piano, il fatto che non sia stata l’informazione chiave che gli azionisti attendevano, ovvero quella relativa al concambio delle azioni. In evidenza il commento degli esperti di Intermonte, che hanno scritto inoltre che, a fronte di target al 2030 definiti “ambiziosi”, MPS non ha dato grandi informazioni “sui target intermedi di piano al 2028, dove l’unica indicazione riguarda l’utile netto ’adjusted’ ”.

Il commento di Equita post piano MPS. Cosa è mancato. Azioni MPS ora troppo costose?

Nel commentare il piano industriale 2026-2030 presentato oggi da MPS, Equita ha scritto che il target sull’utile del periodo 2028-2030 si è confermato superiore di circa il 10% rispetto alle attese, “principalmente per maggiori sinergie lato costi operativi”.

La SIM ha rimarcato che Monte dei Paschi di Siena ha fornito un target intermedio 2028 di utile netto adjusted di €3,3 miliardi, circa 10% superiore alla nostra attesa di €3 miliardi, aggiungendo anche sul fronte della remunerazione a favore degli azionisti, la banca senese ha indicato un valore cumulato di circa €16 miliardi, pari al 60% circa della capitalizzazione di mercato, con dividend yield medio del 12%, a conferma di una politica di distribuzione con payout al 100% lungo l’orizzonte di piano.

Guardando al processo di integrazione con Mediobanca, Equita ha scritto tuttavia che “non è stata fornita alcuna indicazione sul concambio di fusione ”, con la banca che ha specificato che “stanno proseguendo le attività in vista del progetto di fusione con MB e il relativo concambio, attese concludersi il 10/03/2026”. Ancora, gli esperti hanno ribadito quanto annunciato da MPS, ovvero che il piano di integrazione prevede un approccio graduale, con il completamento della fusione e dei principali passaggi societari/governance atteso entro fine 2026, a fronte di un target di sinergie lorde per €700 milioni che è stato confermato. Gli analisti hanno messo infine in evidenza che, sulla base della loro previsioni, le azioni MPS sono scambiate a un valore P/E atteso per il 2027 pari a 11 volte, più alto dunque rispetto alla media di settore, pari a 10 volte. Da segnalare che Equita SIM ha una visione neutrale sulle azioni, a fronte di un target price che rimane superiore ai valori attuali, pari a €10,50, rispetto alla chiusura di ieri di €8,9.

Lovaglio, da noi dividendo più alto tra banche Europa. E i soci potrebbero essere remunerati ancora di più

MPS “offrirà agli azionisti nei prossimi 5 anni il dividendo più alto in Europa nel settore bancario ”. Così il CEO del Monte dei Paschi Luigi Lovaglio, rimarcando che la banca senese erogherà circa 16 miliardi tra il 2026 e il 2030, centrando tra l’altro questo target “ mantenendo 3 miliardi di capitale in eccesso che ci daranno la necessaria flessibilità per perseguire opportunità in grado di accrescere valore e migliorare ulteriormente il capitale offerto agli azionisti”.

L’intento dell’AD è quello di “ ottimizzare il capitale nel migliore modo possibile”. Ovviamente dipende dalle “tempistiche” e dalle “opportunità che si presentano sul mercato”.

E “se nel breve termine non ci saranno opportunità di investimento o nuove linee di business che potrebbero ulteriormente alimentare la nostra crescita possiamo considerare la possibilità di remunerare ancora di più soci ”.

Lovaglio ha messo in evidenza la fiducia che gli azionisti ripongono nella banca, consapevoli del “nostro impegno a mantenere la remunerazione tra più alte del settore ”. A questo punto, “vediamo cosa succede sul mercato nei prossimi mesi” e una volta che MPS sarà nella “fase avanzata dell’integrazione” si potrà “vedere che possibilità esistono per ottimizzare ulteriormente la remunazione dei nostri azionisti”.

Lovaglio su quota Mediobanca in Generali

In Mediobanca hanno il know how per gestirla”. Così il CEO di MPS Lugi Lovaglio alla domanda su cosa accadrà alla partecipazione detenuta nel colosso assicurativo da Piazzetta Cuccia.

Dividendi MPS, Lovaglio: “stiamo considerando di pagare anticipo dividendo”

MPS sta valutando l’opzione di pagare un anticipo sul dividendo. Lo ha detto il CEO della banca senese Luigi Lovaglio, affermando che il Monte dei Paschi di Siena sta considerando “ un mix di dividendo e di riacquisto di azioni proprie ”, al fine di garantire una remunerazione a favore degli azionisti “stabile e in linea con quello distribuito quest’anno”.

Azioni MPS e Mediobanca ancora le peggiori del Ftse Mib di Piazza Affari

Niente da fare per le azioni MPS e Mediobanca, che continuano a confermarsi maglie nere del listino Ftse Mib di Piazza Affari. MPS perde più del 3,5%, a quota 8,576. Arretrano più del 3% anche i titoli Mediobanca, scendendo a 19,04 euro.

Il commento di Lovaglio sulla partecipazione del 13% detenuta da Mediobanca in Generali

Non poteva mancare il riferimento di Lovaglio alla quota del 13% circa detenuta da Mediobanca nel Leone di Trieste Assicurazioni Generali.

Nel corso della conference call indetta per commentare il piano industriale diffuso oggi da Rocca Salimbeni, Lovaglio ha sottolineato che “la partecipazione del 13% in Generali garantisce diversificazione e stabilità agli utili del gruppo ”.

Nello specifico, riferendosi all’attività di Principal Investing, il CEO del Monte dei Paschi di Siena ha fatto notare che i ricavi cresceranno “da 500 milioni a 800 milioni, rappresentando l’8% dei ricavi del gruppo e il 17% dell’utile entro il 2030”.

Si tratta di un business, ha spiegato il banchiere, che “non è correlato al nostro business bancario core” e che “fornisce al gruppo la possibilità di incrementare la visibilità degli utili, sostenendone la solidità a lungo termine”.

MPS, Lovaglio: prossimo 10 marzo piano fusione con Mediobanca e proposta comcambio. Le sinergie

L’integrazione con Mediobanca sta andando avanti “nei tempi previsti” e il prossimo 10 marzo “presenteremo il piano di fusione e la proposta di concambio”. Così l’AD di MPS Luigi Lovaglio, nel corso della conference call con gli analisti. Il numero uno della banca senese ha rimarcato che “il processo di fusione e di integrazione ci consenterà di estrarre appieno le sinergie di 700 milioni ”.

MPS + Mediobanca, Lovaglio presenta la potenza di fuoco. Quel capitale in eccesso di 3 miliardi nel 2030

Il fatto che, insieme a Mediobanca, MPS avrà in dote un capitale in eccesso di 3 miliardi nel 2030 fa sì che la banca senese goda di “una flessibilità strategica”, e che ci sia “ una potenza di fuoco per i nostri azionisti , che poche banche in Europa possono eguagliare”. Così l’AD di MPS Luigi Lovaglio nel corso della conference call indetta per illustrare alla comunità degli analisti il piano industriale 2026-2030 appena diffuso dall’istituto senese.

Lovaglio ha sottolineato che “oggi non stiamo semplicemente presentando un business plan, vi presentiamo un gruppo unico, un one group, fondato su radici profonde e ora proiettato verso nuove frontiere, verso un orizzonte nuovo, due marchi iconici, un futuro: proprio come le grandi opere della nostra storia, ciò che abbiamo costruito dall’anno scorso resisterà alla prova del tempo”.

MPS, Lovaglio: “Stiamo costruendo un gruppo bancario solido”

Lovaglio ha affermato che “il nuovo Piano Industriale rappresenta la naturale evoluzione del percorso di trasformazione realizzato con successo negli ultimi anni”.

Il CEO ha sottolineato che “abbiamo disegnato una struttura di Gruppo chiara ed efficace, in grado di valorizzare pienamente le piattaforme di Banca Monte dei Paschi di Siena e Mediobanca per migliorare l’esperienza dei clienti su tutti i canali”.

Ancora l’AD: “ Stiamo costruendo un gruppo bancario solido , diversificato e profittevole, capace di generare una crescita sostenibile e rendimenti molto attraenti per tutti i nostri azionisti ”. Il titolo MPS tuttora peggiora, scivolando di oltre il 4% sul Ftse Mib di Piazza Affari.

Brusca inversione di marcia per le azioni MPS e Mediobanca, le peggiori del Ftse Mib

Brusco dietrofront per le azioni MPS e Mediobanca. MPS si conferma ora la maglia nera del Ftse Mib, arretrando di più del 3%, mentre il titolo Mediobanca segna un calo superiore a -2%.

Azioni MPS e Mediobanca aprono la sessione di Piazza Affari in rialzo

Le azioni MPS aprono a Piazza Affari in rialzo dello 0,98%, a quota 8,987 euro, mentre il titolo Mediobanca segna un progresso dello 0,50%, a 19,80 euro.

L’incidenza delle divisioni sui ricavi del Gruppo. E la partecipazione strategica in Generali

Nel presentare il piano MPS ha precisato che la divisione Retail & Commercial Banking contribuisce per circa il 29% ai ricavi del Gruppo. Il Consumer Finance contribuisce per circa il 19%, mentre l’incidenza della divisione Asset Gathering & Wealth Management sui ricavi è pari a circa il 21%. Ancora, quella del Private Banking è di circa il circa il 9%, mentre il Corporate & Investment Banking contribuisce per circa il 14% ai ricavi.

Il Monte dei Paschi di Siena ha inoltre sottolineato che a queste divisioni “si aggiunge l’attività di Principal Investing che assicura una generazione di utili diversificata e non correlata, includendo la partecipazione strategica in Assicurazioni Generali; la divisione contribuisce per circa l’8% ai ricavi del Gruppo”.

Il comunicato di Mediobanca su definizione progetto di fusione con MPS

Mediobanca ha diramato un comunicato con cui ha reso noto che “il proprio Consiglio di amministrazione si è riunito nella giornata di ieri, sotto la presidenza del Prof. Vittorio Grilli, per proseguire, con il supporto dei propri advisor, nell’attività istruttoria e di analisi in vista della definizione del progetto di fusione con Banca Monte Paschi di Siena e del relativo concambio ”.

Così come ha informato MPS, anche Mediobanca ha precisato che “il Consiglio di amministrazione e il Comitato per le parti correlate proseguiranno le rispettive attività istruttorie che si prevede possano concludersi il giorno 10 marzo 2026 .”

MPS, attività istruttore per progetto di fusione con Mediobanca e concambio si concluderanno il 10 marzo 2026

Nel diffondere un comunicato separato rispetto a quello del piano industriale 2026-2030, MPS ha annunciato che, nel
contesto dei lavori del Consiglio di Amministrazione di oggi riunitosi sotto la presidenza di Nicola Maione, “stanno proseguendo, con il supporto dei propri advisor, le attività istruttorie e di analisi in vista della definizione del progetto di fusione con Mediobanca – Banca di Credito Finanziario S.p.A. e del relativo concambio ”.

In particolare, “il Consiglio di Amministrazione e il Comitato per le parti correlate proseguiranno le rispettive attività istruttorie che si prevede possano concludersi il giorno 10 marzo 2026 ”.

Target ricavi per il Corporate & Investment Banking

MPS ha annunciato che il Corporate & Investment Banking sarà guidato dall’advisory, combinando servizi di Debt ed Equity Capital Markets e di Commercial Banking con una presenza internazionale in crescita, facendo leva sul brand e sulle competenze di Mediobanca.

Il Piano parte da ricavi pari a circa €1 miliardo nel 2025 e un risultato ante imposte (PBT) di circa €0,6 miliardi, con una traiettoria verso un margine di intermediazione pari a circa €1,3 miliardi e un PBT di circa €0,8 miliardi entro il 2030, a fronte di impieghi in crescita da circa €22 miliardi a circa €27 miliardi.

Così si legge ancora nel piano, che illustra i target per le singole divisioni:

“Le iniziative strategiche della divisione includono la conferma della leadership del principale franchise di CIB in Italia, l’accelerazione della crescita internazionale e il rafforzamento del modello di Private Investment Banking attraverso il cross-selling. Il Piano prevede ricavi di MB CIB in crescita da circa €0,7 miliardi nel 2025 a circa €0,9 milioni nel 2030, con ricavi internazionali del trade finance in aumento fino a circa €14 milioni nel 2030. Il Piano mira, inoltre, a estrarre ulteriore valore dal modello di PIB, includendo flussi di Net New Money da cross-selling pari a circa €500 milioni da
clientela PIB nel 2030”.

I target di MPS per la divisione del Private Banking

Riguardo al private banking, MPS ha fatto notare che la divisione parte da ricavi pari a circa €0,6 miliardi nel 2025, un risultato ante imposte (PBT) di circa €0,2 miliardi e TFAs pari a circa €77 miliardi. Le previsioni sono di una traiettoria verso ricavi pari a circa €0,9 miliardi, PBT di circa €0,4 miliardi e TFAs pari a circa €103 miliardi entro il 2030.

La traiettoria del business dell’Asset Gathering & Wealth Management

Per quanto riguarda l’evoluzione del business dell’Asset Gathering & Wealth Management, considerato motore di crescita basato sulle commissioni, MPS ha fatto riferimento all’integrazione tra le competenze di Widiba e Premier all’interno di una piattaforma wealth di nuova generazione, con un mix equilibrato di AuM e AuC a supporto di ricavi ricorrenti.

Il piano prevede per questa divisione ricavi in crescita da circa €1,5 miliardi nel 2025 a circa €2 miliardi nel 2030, un risultato ante imposte (PBT) in aumento da circa €0,8 miliardi a circa €1,2 miliardi e TFAs in crescita da circa €142 miliardi a circa €185 miliardi.

MPS ha poi precisato che la strategia si focalizza su:

  • Integrazione delle reti di consulenti e delle relative competenze.
  • Rafforzamento dei modelli di servizio per la clientela affluent e upper affluent.
  • Offerta di soluzioni di investimento distintive, che combinano competenze proprietarie e architettura aperta.

Sul fronte della distribuzione, il Piano di MPS punta a un aumento significativo “della capacità di consulenza, con il numero di consulenti finanziari in crescita da circa 1.284 nel 2025 a oltre 1.750 nel 2030 e TFAs gestite dai consulenti finanziari in aumento da circa €25 miliardi a circa €40 miliardi”.

I target per la divisione Consumer Finance, che fa leva su Compass (Mediobanca)

Il Consumer Finance fa leva su Compass, la finanziaria del gruppo Mediobanca conquistato dal Monte.

Nel diffondere il piano industriale, MPS ha definito Compass “piattaforma di eccellenza scalabile di primo livello e centro di competenza del Gruppo, caratterizzata da una redditività resiliente, avanzate capacità di gestione e utilizzo dei dati e un significativo vantaggio distributivo”, ricordando che “ il gruppo è secondo operatore in Italia , con una quota di mercato del 14% circa e ricavi pari a circa €1,3 miliardi nel 2025 e un risultato ante imposte (PBT) di circa €0,6 miliardi, con impieghi verso la clientela pari a circa €17 miliardi e prestiti digitali pari a circa il 40% dei volumi complessivi”.

Per la divisione di Consumer Finance, MPS stima grazie a Compass nel periodo 2026–2030 ricavi in crescita da circa €1,3 miliardi nel 2025 a circa €1,7 miliardi nel 2030 e impieghi in aumento da circa €17 miliardi a circa €21 miliardi, con un miglioramento dell’efficienza operativa, un cost/income ratio in calo dal 31% nel 2025 al 27% nel periodo 2028–2030.

Le previsioni su margine intermediazione della divisione Retail & Commercial Banking

Riguardo alla divisione Retail & Commercial Banking, MPS ha reso noto che, nel corso dell’orizzonte di Piano, la divisione è attesa generare un margine di intermediazione in crescita da circa €2,1 miliardi nel 2025 a circa €2,6 miliardi nel 2030, con un risultato ante imposte (PBT) in aumento da circa €0,7 miliardi a circa €1,1 miliardi e impieghi verso la clientela in crescita da circa €66 miliardi a circa €82 miliardi.

MPS, investimenti IT di circa 1 miliardo nel periodo 2026-2030

MPS ha annunciato che “ la tecnologia e la trasformazione digitale rappresentano un ulteriore pilastro fondamentale del Piano”, tanto da formulare “ un’agenda digitale e di intelligenza artificiale unificata , con investimenti IT pari a circa €1 miliardo nel periodo 2026–2030, finalizzati a modernizzare, mettere in sicurezza e scalare le piattaforme e le operazioni del Gruppo”.

Piano industriale di MPS 2026-2030, il commento dell’AD Luigi Lovaglio

Così Luigi Lovaglio, amministratore delegato di MPS, nel commentare il piano, prima della presentazione attesa per le 9 ora italiana:

“Il nuovo Piano Industriale rappresenta la naturale evoluzione del percorso di trasformazione realizzato con successo negli ultimi anni. Abbiamo disegnato una struttura di Gruppo chiara ed efficace, in grado di valorizzare pienamente le piattaforme di Banca Monte dei Paschi di Siena e Mediobanca per migliorare l’esperienza dei clienti su tutti i canali. Stiamo costruendo un gruppo bancario solido, diversificato e profittevole, capace di generare una crescita sostenibile e rendimenti molto attraenti per tutti i nostri azionisti. Insieme, Banca Monte dei Paschi di Siena e Mediobanca rafforzano l’eccellenza della tradizione bancaria italiana, combinando la solida rete commerciale di MPS con la cultura di advisory altamente riconosciuta di Mediobanca, il cui brand e le cui competenze vengono preservati come pilastro fondamentale del nostro Gruppo. Con chiarezza strategica, disciplina nell’esecuzione e una solida posizione patrimoniale, siamo pronti per una nuova fase di creazione di valore, facendo leva su radici profonde e guardando a nuove ambiziose frontiere”.

MPS, piano integrazione con Mediobanca prevede approccio graduale, fusione completata entro fine 2026

MPS ha annunciato che “il piano di integrazione prevede un approccio graduale, con il completamento della fusione e dei
principali passaggi societari e di governance atteso entro la fine del 2026
, seguito dalla piena realizzazione del modello operativo e IT target
”.

Ancora, il piano industriale “si fonda su un insieme di fattori di successo chiaramente definiti, che sostengono la capacità del Gruppo di generare crescita sostenibile e creare valore nel lungo termine. Al centro del Piano vi è la valorizzazione di brand iconici, ampiamente riconosciuti e caratterizzati da un elevato livello di fiducia, al servizio di oltre 7 milioni di clienti, e di un franchise commerciale profondamente radicato, che continua a rappresentare un vantaggio competitivo chiave in termini di prossimità alla clientela, fiducia e presenza sul mercato. Tale base è ulteriormente rafforzata da un mix di business altamente diversificato e complementare, che migliora la qualità e la resilienza degli utili nel corso dei diversi cicli economici, consentendo al contempo al Gruppo di rispondere alle esigenze della clientela attraverso l’intera gamma dei servizi finanziari”.

MPS-Mediobanca, costi/income ratio in forte calo, CET1 ratio a circa il 16%, payout al 100%, remunerazione di circa 16 miliardi

MPS ha reso noto di stimare anche un cost / income ratio in ulteriore riduzione dal 46% nel 2025 al 38% nel 2030, anticipando una significativa solidità patrimoniale, con CET1 ratio a circa il 16% lungo l’intero orizzonte di piano con “elevato buffer di capitale (circa €3 miliardi) che consente ampia flessibilità strategica per valutare nuove opportunità sia di crescita che di remunerazione agli azionisti”.

Nel piano appena annunciato, la banca senese parla di “forte, crescente e sostenibile creazione di valore”, con payout al 100% e una distribuzione agli azionisti per circa €16 miliardi in arco piano. Confermate €700 milioni di sinergie a regime dalla piena integrazione di MPS con Mediobanca.

MPS presenta il piano. Target margine intermediazione fino a 9,5 miliardi nel 2030 e utile netto adjusted a 3,7 miliardi nel 2030

MPS ha alzato il velo sul piano industriale 2026-2030 annunciando di stimare un margine di intermediazione in crescita fino a €9,5 miliardi nel 2030, con un cagr del 4,6%, sostenuto da un mix di ricavi diversificato e con un contributo crescente della componente commissionale (cagr 2025-2030 pari a +5,6%).

L’utile netto adjusted è atteso a €3,7 miliardi nel 2030 (€3,3 miliardi nel 2028) e il ROTE adjusted al 18% nel 2030. L’NPE ratio netto è atteso all’1% entro il 2030. Tra gli analisti, Equita SIM aveva reso noto nei giorni scorsi di prevedere un utile netto di circa €2,9 miliardi al 2028 e circa €12 miliardi di dividendi cumulati nel periodo 2025-28.

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