Si decide tutto nelle prime ore, con la riunione del CDA di MPS-Monte dei Paschi aggiornata a stamattina. Fine dei giochi per Lovaglio? Calano intanto le chances per Passera.
Ore di alta tensione per MPS-Monte dei Paschi di Siena, il cui CDA tornerà a riunirsi oggi, martedì 24 marzo 2026, per scrivere una volta per tutte, a quanto pare, la parola fine all’era del CEO Luigi Lovaglio.
La riunione del consiglio di amministrazione della banca senese, iniziata ieri per considerare il da farsi dopo la notizia della terza lista che è stata presentata da PLT Holding - azionista di MPS con una partecipazione pari all’1,2%, che fa capo alla famiglia Tortora - è stata sospesa e a aggiornata a questa mattina, per quanto concerne proprio il destino di Lovaglio.
Destino che sarebbe ormai segnato. Lo scrive il quotidiano Il Giornale, che spiega la decisione del CDA di prendersi del tempo al fine di esaminare a fondo la posizione dell’amministratore delegato il cui nome, estromesso dalla lista del consiglio, è stato riproposto dalla holding della famiglia Tortora, che preme dunque per la sua riconferma per la poltrona di AD.
Scambiate sul Ftse Mib di Piazza Affari, le azioni Monte dei Paschi di Siena segnano un lieve calo, scendendo attorno a quota 7,244 euro, mentre i titoli Mediobanca salgono di quasi mezzo punto percentuale a 16,125 euro circa.
Vale la pena di segnalare che, dall’inizio del 2026, le azioni MPS sono capitolate di oltre -20%, scendendo a un valore inferiore di oltre il 6% rispetto allo stesso periodo del 2025.
In appena un mese, le quotazioni della banca senese hanno segnato un tonfo di oltre il 14%.
Male anche il titolo Mediobanca, che YTD ha sofferto un ribasso di oltre il 9,6% e che nell’ultimo mese è sceso del 14,5% circa, a un livello in perdita dell’11,6% su base annua.
Candidatura Lovaglio con lista PLT Holding, il CDA pronto a licenziare Lovaglio?
La candidatura di Lovaglio -banchiere artefice del rinascimento di MPS, è stata bocciata dal CDA non solo nei contenuti (d’altronde è il CDA che ha estromesso in primis Lovaglio, non includendolo nella sua lista), ma anche nei modi.
Lovaglio tra l’altro rimane nel mirino della Procura di Milano, indagato per manipolazione di mercato e ostacolo alla vigilanza in merito alla scalata di Mediobanca da parte del Monte, insieme al secondo maggiore azionista di MPS Francesco Gaetano Caltagirone e al Presidente di Delfin, la holding della famiglia Del Vecchio, Francesco Milleri.
La sua stessa presenza è diventata ormai, per il management di Siena, sempre più scomoda: il CDA ha così tutta l’intenzione di guardare avanti, pur sulla base del piano industriale 2026-2030 che ha deciso le tappe del processo di fusione con Mediobanca che porta la firma del banchiere.
Secondo quanto riportato da Il Giornale, il CDA ha sospeso la riunione della vigilia aggiornandola a oggi per “prendersi ancora del tempo per approfondire la posizione di Lovaglio a 360 gradi con pareri tecnico legali”.
Questo, “prima di procedere con il ritiro delle deleghe, richiesta di dimissioni o addirittura licenziamento per giusta causa ”.
Il CDA punta a indicare solo un nome per carica CEO al posto di Lovaglio. Non è quello di Passera
Il CDA starebbe meditando anche di sfoltire la lista dei nomi candidati a prendere il posto di Lovaglio annunciata giorni fa per indicare un solo nome per la carica di prossimo amministratore delegato di MPS: quello di Fabrizio Palermo.
Scendono dunque le quotazioni di Corrado Passera, l’ex AD di Poste Italiane e di Intesa SanPaolo, il cui nome era circolato inizialmente per la posizione della nuova presidenza del Monte dei Paschi, e che poi lo stesso CDA ha inserito nella propria lista.
Per quanto riguarda il piano per mettere alla porta Lovaglio, il CDA secondo Il Giornale avrebbe contestato i tempi e le modalità della presentazione della lista alternativa da parte della famiglia Tortora, che sarebbe piombata “senza fare alcun cenno a una comunicazione alla BCE per la valutazione dei profili dei candidati”.
Non solo: la lista di PT Holding sarebbe stata presentata anche senza informare in modo esplicito MPS, contrariamente a quanto previsto dalla Consob, che richiede la comunicazione preventiva di una lista contraria a quella ufficiale del CDA.
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Quanto guadagna Corrado Passera?
Le tre liste dei candidati in vista del giorno dell’assemblea degli azionisti chiamati al voto
Sono tre, al momento, le liste dei candidati in vista del rinnovo dei vertici di MPS, che l’assemblea degli azionisti dovrà votare nella data clou del prossimo 15 aprile, scegliendo chi sarà al timone di Rocca Salimbeni nei prossimi anni:
- La lista del CDA, che ha escluso il nome dell’attuale CEO Luigi Lovaglio, ricandidando per la posizione di Presidente Nicola Maione e per quella di amministratore delegato i tre manager. Per l’appunto Corrado Passera, noto anche per essere stato fondatore di Illimity, entrata poi nella galassia di Banca Ifis dopo l’OPA di quest’ultima; l’ex numero uno di CDP-Cassa Depositi e Prestiti Fabrizio Palermo, ora CEO di Acea; Carlo Vivaldi, ex Co-Chief Operating Officer di UniCredit.
- La lista di minoranza di Assogestioni.
- La lista di PLT Holding, che ripropone il nome di Luigi Lovaglio per la posizione di AD e l’ex Presidente di UniCredit Bisoni per la carica di presidente. La lista contiene 12 nomi e corre per la maggioranza del consiglio.
Delfin e MEF orientati all’astensione nel voto clou del 15 aprile? Il rischio di un CDA di MPS più frammentato
Sempre da fonti stampa degli ultimi giorni, è emerso che, tra gli azionisti, stando a quanto riportato ieri da una nota di Equita, sembrerebbe che Delfin (17,5%) e il MEF (4,9%) siano orientati all’astensione o a non partecipare in assemblea, mentre non è ancora conosciuto l’orientamento di Banco BPM, azionista del Monte dei Paschi con una partecipazione pari al 3,7%.
Equita ha aggiunto, nel commentare la lista presentata dalla famiglia Tortora che “nel breve termine, la presentazione di una lista alternativa introduce un elemento di incertezza sulla governance (secondo La Repubblica alcuni consiglieri starebbero valutando misure per ridimensionare le deleghe del CEO prima dell’assemblea), e al tempo stesso contribuisce a mantenere alta l’attenzione degli investitori fino alla record date del 2 aprile”.
La SIM ha anche avvertito che “l’esito del voto dipenderà in larga misura dalla partecipazione dei principali azionisti e dall’orientamento del capitale istituzionale, con il rischio, in caso di esito molto ravvicinato, di una composizione del CdA più frammentata ”.
Cosa potrebbe dunque succedere alle azioni MPS?
Per Equita il titolo “potrebbe beneficiare nel breve di un rinnovato interesse legato alla proxy fight, mentre nel medio termine la performance resterà ancorata alla capacità della futura governance di esprimere un assetto equilibrato, coerente con le aspettative regolamentari e in grado di garantire stabilità decisionale e continuità nell’esecuzione del piano industriale”.
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