Azioni MPS e Banco BPM sotto i riflettori. C’è la data per un piano anti Intesa SanPaolo

Laura Naka Antonelli

22 Luglio 2026 - 09:17

Ultime indiscrezioni sul risiko bancario a Piazza Affari, che vede protagonista MPS, corteggiata sia da MPS che da Intesa SanPaolo.

Azioni MPS e Banco BPM sotto i riflettori. C’è la data per un piano anti Intesa SanPaolo

Fari sulle azioni MPS e Banco BPM, così come sui titoli di Intesa SanPaolo, sulla scia degli ultimi rumor riportati dall’agenzia di stampa AdnKronos:

MPS e Banco BPM accelerano e potrebbero presentare un piano di integrazione entro il 6 agosto. Lo apprende AdnKronos da fonti finanziarie. No comment da parte del Banco. Stando alle fonti, continuano le interlocuzioni tra il management di Piazza Meda e i soci francesi di Credit Agricole”.

Scambiate sul Ftse Mib , le azioni MPS avanzano nei primi minuti della giornata di contrattazioni della Borsa di Milano dello 0,64% circa, a 11,4 euro circa.

I titoli Intesa SanPaolo, riportano un lieve rialzo attorno a 6,377 euro, mentre BPM soffre una perdita di quasi lo 0,90%, a 15,6 euro circa.

Occhio anche al trend delle altre azioni coinvolte nella nuova stagione del risiko bancario, ovvero a Unipol, Generali, Mediobanca e BPER.

Rumor piano di fusione tra MPS e Banco BPM anti Intesa SanPaolo entro il 6 agosto

Tornando alle indiscrezioni su un piano di fusione tra MPS e Banco BPM da presentare entro il 6 agosto, le fonti contattate dall’agenzia AdnKronos hanno segnalato che i CDA delle due banche starebbero valutando soluzioni che possano essere in linea con le regole della passivity rule, facendo notare che l’OPAS promossa da Intesa SanPaolo su MPS e la fusione con Piazza Meda, ovvero con BPM, sono “due proposizioni del tutto diverse tra loro per contenuti e iter”.

Così come ricorda Borsa Italiana, “per passivity rule, o anche ’regola della passività’, si intende una regola che mira a salvaguardare la contendibilità delle società quotate impedendo che gli amministratori attuino ’iniziative difensive’ per scongiurare offerte e scalate esterne”.

I rumor sul dossier delle nozze tra MPS e Banco BPM non si fermano qui.

Altre indiscrezioni sono state riportate da un articolo di MF-Milano Finanza che, nel conferrmare che le due banche potrebbbero definire il piano di fusione entro la data del prossimo 6 agosto, che è quella in cui il CDA di MPS esaminerà la semestrale, ha ricordato come fondamentale all’operazione di integrazione dei due istituti sarà l’assenso del principale azionista di Banco BPM, ovvero dei francesi di Crédit Agricole, che detengono una partecipazione pari al 29,3% di Piazza Meda.

Il rapporto di concambio più competitivo dell’offerta di Intesa per convincere azionisti MPS e i francesi di Crédit Agricole

MF scrive che, per convincere la Banque Verte, serviranno “un concambio competitivo rispetto a quello di Intesa SanPaolo e un accordo industriale che preveda nuove partnership, sinergie e possibili dismissioni di sportelli”.

Ovviamente la fusione dovrà presentarsi come un’opzione più allettante rispetto all’offerta di Intesa SanPaolo anche per gli azionisti di Rocca Salimbeni e, considerando “il corrispettivo implicito” offerto agli azionisti di MPS da Intesa SanPaolo che, sulla base del valore delle azioni di ISP è pari a 11,144 euro, valore inferiore dell’1,7%, sottolinea MF, rispetto al valore attuale dei titoli MPS, il quotidiano calcola che, al fine di risultare più competitiva la fusione tra MPS e Banco BPM “dovrebbe prevedere un concambio compreso tra 0,75 e 0,77 azioni BPM per ogni azione MPS”.

Il Monte dei Paschi di Siena ha bocciato giorni fa l’OPAS promossa da Intesa SanPaolo, motivando il suo no con il prezzo offerto che, “sulla base dei prezzi ufficiali al 15 luglio 2026”, ora sarebbe anche a sconto rispetto al prezzo di mercato dell’azione BMPS”.

Lo sconto sarebbe tra l’altro anche ulteriore, “qualora si considerasse il prezzo di Intesa Sanpaolo aggiustato per il dividendo interim che Intesa Sanpaolo stessa ha in programma di distribuire a novembre di quest’anno”.

MPS ha mostrato perplessità anche nei confronti delle possibili sinergie derivanti dall’operazione e verso l’accordo che Intesa SanPaolo ha raggiunto con Unipol, la compagnia assicurativa guidata da Carlo Cimbri, al fine di superare il nodo Antitrust.