Intesa Sanpaolo in rialzo spinta dai conti della trimestrale

Trimestrale Intesa Sanpaolo: i conti economici del terzo trimestre sono stati

Intesa Sanpaolo in rialzo spinta dai conti della trimestrale

Azioni Intesa Sanpaolo in focus dopo la pubblicazione della trimestrale. Il titolo è in rally a Piazza Affari, spinto da risultati finanziari positivi.

Il gruppo bancario ha alzato il velo sui conti del terzo trimestre 2020 e dei primi nove mesi dell’anno, mostrando soddisfazione per i dati economici raggiunti.

Il periodo luglio-settembre, infatti, è stato archiviato con un utile netto di 507 milioni di euro, superando le attese a 469 milioni di euro (Mediobanca) e a 450 milioni di euro (Banca Akros).

Le azioni Intesa Sanpaolo stanno guadagnando il 3,75% Milano, con scambi a 1,60 euro al momento in cui si scrive.

Trimestrale Intesa Sanpaolo: tutti i dati economici

Proseguono i risultati dei conti economici delle quotate italiane, come si può leggere nel nostro calendario delle trimestrali.

Oggi, riflettori accesi su Intesa Sanpaolo, che ha lasciato osservare risultati positivi. Nello specifico, per quanto riguarda i conti del terzo trimestre 2020, la società bancaria ha evidenziato un utile netto di 507 milioni di euro (escludendo l’apporto di Ubi Banca).

Nel periodo luglio-settembre 2020, il risultato netto è stato pari a 3,810 miliardi di euro se si considera anche l’operazione Ubi Banca, con il badwill di 3,237 miliardi acquisito. A nove mesi, il dato si è attestato a 6,376 miliardi.

Come specificato nella nota societaria:

“Escludendo anche i due mesi di apporto di UBI Banca, l’utile netto è pari a 3,07 miliardi, rispetto ai 3,31 miliardi dei primi nove mesi del 2019, superiore ai circa 3 miliardi di euro di utile netto minimo previsto per l’esercizio 2020. Il risultato finale risulterebbe pari a 3,96 miliardi - in crescita di circa il 20% rispetto ai nove mesi 2019 - se si escludessero le rettifiche di valore su crediti pari a 1.312 milioni per i futuri impatti del Covid.”

Il terzo trimestre ha mostrato interessi netti pari a 2,099 miliardi (1,741 miliardi nel 2019). Le commissioni netti sono state di 2,133 miliardi di euro rispetto al valore di 1,966 miliardi dell’anno scorso e i proventi operativi hanno raggiunto 4,658 miliardi (4,513 miliardi di un anno fa).

A settembre 2020, Intesa Sanpaolo ha registrato crediti deteriorati (in sofferenza, inadempienze probabili e scaduti/sconfinanti) in diminuzione, a quota 13,19 miliardi di euro (escludendo l’apporto di 3,82 miliardi di UBI Banca). Il calo è stato del 7,2% rispetto ai 14,22 miliardi di inizio 2020.

Il Common Equity Tier 1 ratio pro-forma a regime - con deduzione dal capitale di 2,3 miliardi di euro di dividendi maturati nei primi nove mesi - si è attestato al 15,2% (15,9% escludendo l’acquisizione di UBI Banca).

Il gruppo di Carlo Messina intende confermare la politica dei dividendi. Nel dettaglio, la stima è distribuire un ammontare corrispondente a un payout ratio pari al 75% del risultato netto per l’esercizio 2020 e al 70% per l’esercizio 2021.

Per confermare tale previsioni si attendono le indicazioni della BCE sulla distribuzione dei dividendi.

Le stime del gruppo bancario per il futuro

Intesa Sanpaolo, nel presentare i conti del terzo trimestre, ha stimato per il 2020 un utile netto (senza tenere in considerazione l’acquisizione di UBI Banca) non al di sotto dei 3 miliardi di euro, crescendo a 3,5 miliardi nel 2021.

Il gruppo assumerà un costo del rischio potenzialmente fino a circa 90 centesimi di punto per il 2020 e fino a circa 70 centesimi di punto per il 2021.

Per quanto riguarda la società generata dall’acquisizione di UBI Banca, la previsione per il 2022 è di ottenere un utile netto di almeno 5 miliardi di euro.

La strategia sarà finalizzata alla remunerazione degli azionisti e al mantenimento di una situazione patrimoniale stabile.

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