Aumento prezzi e posti di lavoro a rischio: gli effetti delle nuove tasse 2020

Aumento dei prezzi e centinaia di posti di lavoro a rischio: le due nuove tasse su plastica e zucchero previste dalla Legge di Bilancio 2020 riguardano le imprese, ma avranno conseguenze dirette su consumatori e lavoratori.

Aumento prezzi e posti di lavoro a rischio: gli effetti delle nuove tasse 2020

Aumento dei prezzi in arrivo e centinaia di posti di lavoro a rischio: le nuove tasse a carico delle imprese previste dalla Legge di Bilancio 2020 avranno effetti diretti sulla vita di consumatori e lavoratori.

Dopo la prima approvazione della Manovra, e con essa di plastic e sugar tax, arrivano le prime avvisaglie da parte dei colossi del settore. Il più danneggiato è quello delle bevande zuccherate, che sconta il doppio prelievo sia sugli involucri che sui prodotti.

Le imprese del settore iniziano a fare i primi calcoli sull’impatto delle nuove tasse sui prezzi e sui costi di produzione. Per Conserve Italia, azienda leader del settore delle conserve, l’aumento sarà del 35%.

Il mix di plastic tax e sugar tax non piace neppure alla Coca Cola che, oltre ad aver annunciato che rinuncerà a nuove assunzioni ed investimenti in Italia, dichiara che è a rischio chiusura un intero stabilimento, quello di Marcianise in Campania, con la conseguenza che sono molti i posti di lavoro a rischio.

Aumento prezzi e posti di lavoro a rischio: gli effetti delle nuove tasse 2020

È dalle pagine del Sole24Ore che Conserve Italia spiega gli effetti delle nuove tasse su bevande zuccherate e plastica previste dalla Legge di Bilancio 2020.

L’impatto della plastic tax e della sugar tax sarà rilevante per le imprese del settore che, gioco forza, per evitare ricadute sul fronte dei propri ricavi, scaricheranno il prezzo delle nuove imposte sul consumatore.

La conseguenza sarà che l’aumento delle tasse sulle imprese verrà riversato gioco forza sui cittadini, che dovranno far fronte ad un aumento dei prezzi di alcuni prodotti di uso comune.

Così è ad esempio per i succhi di frutta. Per una bottiglia da 1 litro, l’aumento dei costi di produzione per le imprese stimato è del 35%. Se ad oggi il prezzo medio di vendita è di 1,50 euro, con l’entrata in vigore delle nuove tasse potrebbe aumentare a circa 2 euro.

A fare la differenza sarà sia la ripartizione del carico fiscale tra i vari attori della filiera produttiva, che il confezionamento del prodotto (considerando la sola plastic tax). Considerando una ripartizione tra consumatore e fornitori, si oscilla tra il 10 ed il 30% di aumento dei prezzi.

A fare i calcoli è il direttore generale di Conserve Italia, Pier Paolo Rosetti. L’impatto sul carrello della spesa sarà rilevante, e una delle possibili conseguenze è il calo degli acquisti da parte dei consumatori.

Le nuove tasse della Legge di Bilancio 2020 si trasformano in un cane che si morde la coda: se l’aumento dei prezzi porterà ad un minor numero di acquisti, le imprese del settore si troveranno costrette a razionalizzare i propri investimenti.

Non solo aumento dei prezzi: lavoro a rischio con le nuove tasse sulla spesa

Pur se dall’intento etico, le nuove tasse sulla plastica e sulle bevande zuccherate rischiano di avere effetti tutt’altro che piacevoli sulla collettività. Non saranno danneggiati soltanto i consumatori, tenuti a far fronte ad un impennata dei prezzi della spesa, ma anche i lavoratori dipendenti delle aziende che saranno interessate da plastic e sugar tax.

Al monito lanciato da Conserve Italia, si aggiunge quello delle grandi multinazionali del settore bevande: la Coca Cola ha minacciato il blocco degli investimenti, delle nuove assunzioni, ed il rischio di chiusura di alcuni degli stabilimenti presenti in Italia.

Stesso rischio è stato paventato dalla San Pellegrino che, per via delle due nuove tasse, stima che dal 2020 vi sarà un calo del 7% di volumi di acqua minerale venduta, e del 14% sulle bibite.

Sono centinaia i posti di lavoro a rischio, per due tasse che Assobibe, associazione italiana industrie bevande analcoliche, parte del sistema Confindustria, definisce non come etiche ma come vere e proprie “fake news”: non contribuiranno a ridurre i problemi di salute legati al consumo di zuccheri, e non aiuteranno a salvaguardare l’ambiente.

L’unico effetto di plastic e sugar tax sarà quello di danneggiare le imprese del settore bevante, doppiamente penalizzate dal doppio prelievo, e quelle che producono imballaggi e confezioni in plastica.

Le reazioni non sono certo delle migliori, ma dal canto suo il Governo non pare intenzionato a tornare indietro. La Legge di Bilancio 2020, ancora in attesa del voto definitivo da parte della Camera, fissa al 1° luglio 2020 l’avvio della plastic tax, al 1° ottobre l’avvio della sugar tax.

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