Atti fiscali e cartelle esattoriali sospesi fino al 28 febbraio 2021: è ufficiale

Antonio Cosenza

30 Gennaio 2021 - 10:29

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Il Governo ha approvato un nuovo rinvio per la scadenza della sospensione degli atti fiscali; stop fino al 28 febbraio 2021.

Atti fiscali e cartelle esattoriali sospesi fino al 28 febbraio 2021: è ufficiale

Sembrava che una soluzione per i 50 milioni di atti fiscali dovesse arrivare con il Decreto Ristori quinquies, ma la crisi di Governo ha rallentato l’iter di approvazione di questo provvedimento e per questo motivo il Consiglio di Ministri ha deciso di procedere con una misura ad hoc.

Già nelle scorse settimane il Consiglio dei Ministri aveva approvato un provvedimento che bloccava l’invio della cartelle esattoriali per il periodo che va dal 18 al 31 gennaio 2021; da lunedì, quindi, l’Agenzia delle Entrate sarebbe stata autorizzata ad inviare tutti gli atti e le cartelle rimaste congelate durante la pandemia.

Il problema è che ancora oggi non esiste un piano per la ripresa dell’attività accertatrice, come pure un progetto che possa incentivare il pagamento dei debiti. Si parla di una rottamazione quater, come pure di un saldo e stralcio; ma spetterà al prossimo Governo affrontare l’argomento.

Sospensione degli atti fiscali e delle cartelle: nuova scadenza

Il Consiglio dei Ministri, quindi, è intervenuto per rinviare nuovamente la data in cui potranno ripartire le notifiche degli atti fiscali e delle cartelle “congelate” presso l’Agenzia delle Entrate.

Senza un piano strategico, e in piena crisi non solo sanitaria ed economica ma anche sociale, non è possibile ripartire con gli accertamenti ed è per questo che nella giornata di ieri il Consiglio dei Ministri ha approvato il decreto legge che rinnova il congelamento delle notifiche di oltre 50 milioni di atti fiscali, di cui circa 34 mila cartelle esattoriali.

Il decreto legge già oggi sarà pubblicato in Gazzetta Ufficiale; questo andrà ad abrogare il precedente provvedimento (il DL 3/2021, con il quale appunto il termine della sospensione veniva fissato al 31 dicembre) e fisserà una nuova scadenza che - salvo ulteriori interventi - sarà prevista per il 28 febbraio 2021.

Il tutto per dare il tempo necessario al nuovo Governo di gestire questa ripartenza; la gestione di 50 milioni di atti fiscali, infatti, andrà ad impattare sull’attività ordinaria dell’Agenzia delle Entrate, senza poi trascurare l’impatto che questi avranno su coloro che saranno soggetti ad accertamento fiscale in piena pandemia.

Servirà una soluzione per evitare problemi: per il momento basti sapere che almeno fino al 28 febbraio 2021 (si tratta della settima sospensione degli invii da quando è scoppiata la pandemia) non ci sarà alcun invio di cartelle esattoriali.

Cartelle esattoriali e atti fiscali: quali soluzioni?

Il Ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, ha spiegato di essere al lavoro per ragionare su un piano di invii scaglionati dei 50 milioni di atti fiscali al momento negli archivi dell’Agenzia delle Entrate. Un programma che potrebbe essere su base biennale, con l’obiettivo di smaltire tutto il pregresso entro la fine del 2022.

Spetterà comunque al nuovo esecutivo prendere le decisioni del caso. A tal proposito, si parla con insistenza di una nuova rottamazione, come pure di un saldo e stralcio così da ridurre il numero di atti.

Tra le soluzioni per evitare la beffa per tutti quei contribuenti che oltre a dover fare i conti con un calo del fatturato si vedono notificare anche un accertamento da parte dell’Agenzia delle Entrate, c’è quella che punta ad inviare alcune categorie di atti - come ad esempio gli avvisi bonari - senza però alcun interesse o sanzione.

Ogni soluzione verrà trovata nel Decreto Ristori 5, provvedimento che il Governo dimissionario ha deciso di lasciare sul tavolo del prossimo esecutivo. Qui, quindi, oltre a prendere importanti decisioni riguardo agli indennizzi per il 2021 bisognerà pensare ad un piano per gli accertamenti fiscali, tema particolarmente delicato in questa fase.

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