Assunzioni: forte calo in soli 7 mesi a causa del Covid. Dati INPS

Assunzioni: forte calo in soli 7 mesi a causa del Covid. Oltre 2 milioni le cessazioni di lavoro. I dati sono quelli dell’Osservatorio sul Precariato di INPS di luglio 2020.

Assunzioni: forte calo in soli 7 mesi a causa del Covid. Dati INPS

Assunzioni: un forte calo che copre 7 mesi e che sono quelli dell’emergenza Covid che ne è la causa.

Un -38% rispetto allo stesso periodo del 2019 secondo i dati di luglio 2020 del tradizionale report di INPS, l’Osservatorio sul precariato.

Anche le trasformazioni dei rapporti di lavoro a tempo determinato sono risultate in calo rispetto allo stesso periodo del 2019, ma INPS ritiene che il motivo non sia ascrivibile all’emergenza Covid.

Il calo delle assunzioni è stato particolarmente forte nel mese di aprile, il più nero a quanto pare nell’emergenza e in pieno lockdown. Il calo delle assunzioni è dovuto anche al corrispondete ridursi, in quel frangente, di produzione e consumi.

Vediamo nel dettaglio quali sono i dati INPS sul calo delle assunzioni nei primi 7 mesi del 2020 e come vengono interpretati dall’Istituto, ricordando che altre analisi parlano di oltre 800mila posti di lavoro a rischio nel 2020.

Assunzioni: calo del 38% in 7 mesi

Il calo delle assunzioni secondo i dati INPS è stato del 38% in 7 mesi rispetto allo stesso periodo 2019.

Le assunzioni, spiega INPS nell’Osservatorio sul precariato, sono state nei primi 7 mesi del 2020, quindi da gennaio a luglio, 2.919.000.

Il calo del -38% rispetto ai primo 7 mesi del 2019 è dovuto alla pandemia di Covid e alle conseguenti restrizioni, il calo più drastico si è verificato in pieno lockdown, ad aprile 2020, con un -83%.

Il calo delle assunzioni da aprile a luglio sembra poi attenuarsi, nel settimo mese dell’anno risulta del -20%. Questo ha riguardato, spiega INPS, tutte le tipologie contrattuali determinandosi come più preponderante per le tipologie di contratto a termine e quindi contratti intermittenti, somministrati o anche a tempo determinato.

INPS analizza anche quelle che sono le trasformazioni dei rapporti di lavoro da tempo determinato a indeterminato sempre nei 7 mesi da gennaio a luglio 2020 che sono risultate 302.000, in flessione rispetto allo stesso periodo del 2019 (-33%; -41% per il mese di luglio).

INPS ricorda che tale flessione è dovuta all’alto volume di trasformazioni nel corso del 2019 per effetto dell’impatto delle modifiche normative dovute al decreto Dignità.

Le conferme di rapporti di apprendistato giunti alla conclusione del periodo formativo risultano complessivamente per il periodo gennaio-luglio 2020 ancora in crescita (+10%)

Non solo calo assunzioni: le cessazioni

INPS non analizza solo il calo delle assunzioni, ma anche le cessazioni dei rapporti di lavoro nei primi 7 mesi del 2020.

Queste sono state nel complesso 2.808.000, facendo registrare un -23% rispetto al 2019. INPS però spiega che la diminuzione è dovuta alle politiche adottate in questi mesi e in particolare al blocco dei licenziamenti introdotto dal decreto Cura Italia prima e confermato dal decreto Rilancio poi.

L’ultima proroga del blocco dei licenziamenti si è avuta con il decreto Agosto. Una diminuzione che è pertanto risultata accentuata per i contratti a tempo indeterminato nel periodo marzo-luglio 2020 (-39%).

Nel periodo gennaio-luglio 2020, 45.535 rapporti di lavoro (25.213 assunzioni e 20.322 trasformazioni a tempo indeterminato) hanno usufruito dei benefici previsti dall’esonero contributivo under 35 (legge n. 205/2017), valore in diminuzione rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (-34%). Il bonus è previsto tra le altre cose anche dalla prossima Legge di Bilancio.

I rapporti incentivati costituiscono il 5% del totale dei rapporti a tempo indeterminato attivati (assunzioni + trasformazioni).

Il saldo annualizzato tra assunzioni e cessazioni negli ultimi 12 mesi, spiega INPS: “identifica la variazione tendenziale delle posizioni di lavoro (differenza tra le posizioni di lavoro in essere alla fine del mese osservato rispetto alo stesso valore alla medesima data dell’anno precedente).”

Il saldo è risultato in calo nella seconda metà del 2019 e negativo a febbraio 2020 (-27.000) per poi peggiorare con l’emergenza Covid. E è stato:

  • a marzo con -281.000;
  • ad aprile con -618.000.

È continuata poi la dinamica negativa con progressivo rallentamento, spiega INPS, con il valore massimo a giugno -815.000 e l’inversione di tendenza a luglio con -780.000.

A luglio 2020, piega l’Istituto nel report, rimangono ancora positivi, pur continuando a ridursi, i saldi annualizzati dei rapporti di lavoro a tempo indeterminato (+213.000) e dell’apprendistato (+18.000).

Chiarisce INPS nell’Osservatorio sul precariato:

“L’impatto del Covid-19 ha fortemente interessato i contratti a termine, accentuandone le tendenze, già in essere, alla flessione. A luglio è proseguita la caduta dei rapporti di lavoro in somministrazione mentre per intermittenti, tempi determinati e soprattutto per gli stagionali si segnala una prima attenuazione del trend negativo.”

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