Assegno unico universale, molti non lo sanno ma da aprile puoi chiedere l’aumento all’Inps. Ecco come fare e di quanti soldi stiamo parlando.
Sapevi che dall’1 aprile puoi fare richiesta per aumentare l’importo dell’Assegno unico universale? Pochi conoscono questa opportunità che, in realtà, può essere molto utile per chi spera in un aiuto maggiore da parte dell’Inps, a patto ovviamente di essere nelle condizioni di beneficiare dell’incremento dell’Assegno unico universale.
Va specificato che l’aumento dell’Assegno unico è una conseguenza diretta di ciò che puoi fare da aprile, ossia la richiesta dell’Isee corrente per l’aggiornamento dei patrimoni, tanto mobiliari quanto immobiliari. Uno strumento che consente di abbassare l’Isee e, di conseguenza, di aumentare l’importo dell’Assegno unico universale (Auu), che ricordiamo essere strettamente correlato alla fascia reddituale di appartenenza.
A differenza di altre misure - come nel caso dell’Assegno di inclusione per le famiglie che si trovano in una condizione di povertà - in cui è solo il reddito a incidere sul valore della prestazione, mentre dei patrimoni si tiene conto solamente ai fini dell’accesso alla misura, con l’Assegno unico non è così, in quanto è l’intero valore dell’attestazione ad essere importante.
Su questo incidono sia i redditi che i patrimoni: pertanto, è bene che, nel caso in cui nell’ultimo anno ci sia stato un peggioramento dell’una o dell’altra voce - o di entrambe - si richieda l’Isee corrente, nella speranza di una variazione tale da generare un aumento significativo dell’Assegno unico.
Ma perché solo da adesso si può presentare l’Isee corrente? In realtà questo strumento - che ricordiamo tiene conto della condizione economica dell’ultimo anno e non di due anni prima, come nel caso dell’Isee ordinario - può essere richiesto già da gennaio, ma solo per l’aggiornamento dei redditi. Da aprile, invece, si apre la possibilità di aggiornare anche i patrimoni, ottenendo così una fotografia maggiormente aderente alla situazione attuale.
Chi può richiedere l’Isee corrente
Non tutti possono richiedere l’Isee corrente: per accedere a questo strumento, infatti, è necessario rispettare condizioni ben precise, soprattutto quando si parla di aggiornamento dei patrimoni, possibilità che - come visto - si apre solo a partire dal mese di aprile.
Nel dettaglio, la richiesta dell’Isee corrente per aggiornare i patrimoni è consentita a quei nuclei familiari che, rispetto a quanto dichiarato nell’Isee ordinario, hanno subito una riduzione significativa della propria situazione patrimoniale. Nel dettaglio, è necessario che il patrimonio complessivo - mobiliare e immobiliare - risulti diminuito di almeno il 20%.
Senza una variazione così rilevante, non è possibile procedere con l’aggiornamento dell’indicatore. Allo stesso tempo, resta fermo un altro passaggio obbligato, ossia aver già presentato la Dsu per l’Isee ordinario in corso di validità. Da aprile, quindi, chi si trova in questa situazione può chiedere il ricalcolo dell’Isee sulla base dei patrimoni aggiornati al 31 dicembre dell’anno precedente, ottenendo così un indicatore che tiene maggiormente conto della condizione economica attuale.
Va comunque ricordato che l’Isee corrente non riguarda solo i patrimoni: può essere richiesto anche per aggiornare i redditi, ad esempio in caso di perdita del lavoro o riduzione significativa del reddito familiare. In questo caso, però, non ci sono vincoli temporali come per i patrimoni e la richiesta può essere presentata già a inizio anno, sempre dopo aver ottenuto l’Isee ordinario.
Di quanto aumenta l’Assegno unico?
Avere un Isee più basso consente di accedere a un maggior numero di sostegni e bonus, oltre a ottenere importi più elevati per quelli a cui già si ha diritto. È il caso, come anticipato, dell’Assegno unico universale: al di sopra della soglia di 17.468,51 euro, mentre al di sotto si ha sempre diritto all’importo massimo, è comunque conveniente provare ad abbassare l’Isee per ottenere un aumento.
Ma di quanto? Basti pensare che oggi, con circa 1.000 euro in meno di Isee, spettano al mese circa 5 euro in più di quota base di Assegno unico, per ogni figlio. Si tratta di circa 60 euro in più l’anno, a cui vanno aggiunte le relative maggiorazioni.
Ecco quindi che una variazione significativa del patrimonio mobiliare o immobiliare - che, ricordiamo, incide solo per il 20% sul valore dell’indicatore della situazione reddituale (quota che, una volta applicata anche la scala di equivalenza, può ridursi ulteriormente) - può comunque portare a un aumento rilevante dell’Assegno unico.
Un’occasione quindi da cogliere, ricordando però che l’Isee corrente ha una validità inferiore rispetto a quello ordinario, in quanto va rinnovato dopo 6 mesi.
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