Assegni familiari per lavoratori autonomi: requisiti, importi e domanda

Gli assegni familiari (da non confondere con gli ANF) spettano esclusivamente ai lavoratori autonomi se coltivatori diretti e ai pensionati iscritti gestioni speciali dei lavoratori autonomi.

Assegni familiari per lavoratori autonomi: requisiti, importi e domanda

Quando si parla di assegni familiari si pensa subito a quella prestazione INPS volta ad aiutare le famiglie dei lavoratori dipendenti (a anche i titolari di una pensione) con un reddito complessivo inferiore alle fasce di reddito stabilite ogni anno dal Governo.

Tuttavia quando si fa riferimento ai lavoratori subordinati non è corretto parlare di assegni familiari; quello riconosciuto mensilmente dall’INPS, infatti, è l’assegno al nucleo familiare, l’ANF (qui gli importi aggiornati al 2018), il quale appunto è riconosciuto solamente ai lavoratori dipendenti che soddisfano determinati requisiti.

Gli assegni al nucleo familiare, quindi, non spettano ai lavoratori autonomi titolari di Partita IVA; tuttavia ci sono alcuni settori in cui è comunque riconosciuto un contributo previdenziale mensile, chiamato appunto assegno familiare.

Questo spetta per ogni familiare vivente a carico del lavoratore, purché questo soddisfi dei requisiti legati a reddito e al settore di impiego. Vediamo quindi quando spettano gli assegni familiari ai lavoratori autonomi, oltre alle informazioni su come farne domanda.

Assegni familiari lavoratori autonomi: quando se ne ha diritto?

Se avete una Partita IVA non avete diritto agli ANF, e difficilmente avrete diritto agli assegni familiari. Questi, infatti, spettano solamente a due categorie di lavoratori autonomi:

  • coltivatori diretti, coloni e mezzadri;
  • piccoli coltivatori diretti.

Inoltre ne hanno diritto i titolari delle pensioni a carico delle gestioni speciali dei lavoratori autonomi, ovvero quelle riservate ad artigiani, commercianti, coltivatori diretti, coloni e mezzadri.

In questo caso, quindi, non si parla di ANF, ma effettivamente di assegni familiari. Gli assegni al nucleo familiare, invece, spettano ai liberi professionisti e ai lavoratori parasubordinati se iscritti alla Gestione Separata INPS.

Tuttavia non basta appartenere ad una delle suddette categorie per avere diritto agli assegni familiari per ogni familiare a carico. Come anticipato, infatti, bisogna soddisfare anche un requisito economico, poiché è necessario che il reddito familiare non sia superiore alla soglia stabilita annualmente dall’INPS.

Nel dettaglio, per il 2018 i limiti di reddito per avere diritto degli assegni familiari sono riassunti nella tabella successiva:

Numero componenti nucleo familiare Reddito familiare annuale oltre il quale cessa la corresponsione del trattamento di famiglia per il primo figlio e per il genitore a carico e relativi equiparati Reddito familiare annuale oltre il quale cessa la corresponsione di tutti gli assegni familiari o quote di maggiorazione di pensione
1 persona (Questa ipotesi riguarda il titolare maggiorenne di pensione ai superstiti unico componente il nucleo familiare) 9.672,50 -
2 persone € 16.050,40 € 19.222,07
3 persone € 20.637,79 € 24.711,85
4 persone € 24.646,66 € 29.515,81
5 persone € 28.658,91 € 34.319,82
6 persone € 32.479,70 € 38.896,38
7 o più persone € 36.299,79 € 43.472,19

Se queste sono le soglie di reddito complessivo per beneficiare degli assegni familiari, ricordiamo che affinché un familiare sia considerato a carico è necessario che rispetti i seguenti limiti fissati dall’INPS:

  • 707,54€: coniuge, un genitore e ciascun figlio (o equiparato);
  • 1.238,19€: per due genitori ed equiparati.

È importante ricordare però che i suddetti limiti di reddito per gli assegni familiari sono differenti dal reddito massimo annuo previsto affinché un familiare sia considerato fiscalmente a carico (e quindi per beneficiare delle relative detrazioni): in tal caso, infatti, è pari a 2.841€.

Quanto spetta?

Prima di vedere quanto spetta in caso di riconoscimento del contributo, ecco un elenco dei familiari per i quali questi vengono riconosciuti:

  • coniuge;
  • figli con età inferiore ai 18 anni;
  • figli con età inferiore ai 21 anni ma solo se apprendisti o studenti;
  • figli di età inferiore ai 26 anni se studenti universitari (non fuori corso);
  • figli inabili al lavoro;
  • fratelli, sorelle conviventi;
  • nipoti conviventi (i limiti di età e i requisiti sono gli stessi di quelli dei figli);
  • ascendenti (ma solo se il richiedente è un piccolo coltivatore diretto).

Per ogni familiare a carico è riconosciuto un importo mensile del valore di 8,18€ nel caso dei coltivatori diretti, coloni e mezzadri, di 10,21€ per i pensionati iscritti alle gestioni speciali dei lavoratori autonomi. Spetta, invece, appena 1,21€ ai piccoli coltivatori diretti per i genitori ed equiparati.

Come fare la richiesta?

Così come per gli altri contributi riconosciuti dall’INPS l’invio della domanda va effettuato tramite la modalità telematica. Uno dei metodi più utilizzati, e anche più comodi, è quello di fare la domanda direttamente dal sito web dell’INPS, purché l’interessato sia in possesso del codice PIN Dispositivo.

In tal caso basterà accedere alla sezione “Invio Online di domande di prestazioni a sostegno del reddito” per fare la richiesta degli assegni familiari.

In alternativa è possibile contattare il numero verde INPS 803 164, ma anche in tal caso è necessario essere in possesso del codice PIN Dispositivo. L’ultima possibilità - consigliata nel caso in cui si abbia poca dimestichezza con il PC - è quella di rivolgersi ad un patronato.

Si ricorda, infine, che qualora la domanda venga presentata quando il diritto è già sorto, allora gli arretrati degli assegni familiari saranno riconosciuti entro il limite massimo dei 5 anni precedenti.

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