In arrivo 2,4 milioni di lettere di compliance dal Fisco, la mappa dei soggetti coinvolti nel 2026

Patrizia Del Pidio

7 Giugno 2026 - 11:27

Il Fisco va a caccia degli evasori totali e predispone l’invio di 2.4 milioni di lettere di compliance. Vediamo quali sono i soggetti coinvolti nel 2026 e cosa devono fare quando ricevono la missiva.

In arrivo 2,4 milioni di lettere di compliance dal Fisco, la mappa dei soggetti coinvolti nel 2026

Si segna un punto di svolta nella lotta all’evasione fiscale: sono oltre 200.000 i soggetti individuati dal Fisco per aver evaso le imposte nel 2025. Si tratta di un bacino record che l’Agenzia delle Entrate, ora, punta a regolarizzare tramite l’adempimento spontaneo.

Per raggiungere lo scopo è stato previsto l’invio di 2,4 milioni di lettere di compliance nel corso del 2026 con l’obiettivo di incentivare l’adempimento spontaneo grazie all’intercettazione delle anomalie e le posizioni di quei contribuenti che, ad oggi, sono praticamente invisibili all’anagrafe tributaria.

Per raggiungere la mappatura degli evasori sono stati incrociati miliardi di dati (tra fatture elettroniche, bonifici, dati catastali, conti correnti e utenze) passando al setaccio oltre 17 milioni di posizioni. Dall’analisi effettuata emerge una spaccatura netta: se sono 116.000 i soggetti che hanno omesso la dichiarazione pur avendo redditi tracciabili, altri 86.000 evasori rappresentano il vero sommerso, ovvero i cittadini che sono ignoti al Fisco poiché hanno sempre lavorato in nero, senza mai presentare la dichiarazione dei redditi.

I profili di irregolarità che si delineano, quindi, sono:

  • evasori parziali formalmente censiti ma inadempienti dal punto di vista dichiarativo;
  • lavoratori fantasma che sono stati capaci di produrre reddito al di fuori dei radar dello Stato.

In arrivo 2,4 milioni di lettere

L’Agenzia delle Entrate si prepara a inviare 2,4 milioni di lettere di compliance nel 2026. Non si tratta di veri e propri avvisi di accertamento, quanto di memorandum per spingere gli evasori a collaborare prima che il Fisco decida di battere cassa con una richiesta vera e propria.

Con le lettere, il Fisco segnala dichiarazioni che mancano, incongruenze sull’Iva di fatture emesse, anomalie sui corrispettivi di incasso.

Il Direttore della Divisione Servizi dell’Agenzia delle Entrate, Vincenzo Carbone durante una delle edizioni di Telefisco, ha tentato di anticipare anche le possibili domande chiarendo che le lettere non saranno generate con automatismi e intelligenza artificiale. A decidere chi colpire è la valutazione umana che approfondisce i casi maggiormente critici. Anche se la tecnologia, quindi, viene usata, è solo per individuare i casi di rischio evasione, in questo modo si evitano i dispendiosi controlli a pioggia concentrando le risorse dove realmente servono.

A chi arriveranno le lettere dell’Agenzia delle Entrate?

Destinatari delle lettere non saranno, come è facilmente intuibile, soltanto i 200 mila evasori scovati, ma l’invio servirà anche a fornire un memorandum a chi ha sbagliato nel dichiarare o ha commesso irregolarità. Si tratta di lettere che serviranno a ricordare al contribuente di controllare se ha fatto tutto correttamente. Per le partite Iva, ad esempio, destinatari saranno coloro che hanno dimenticato le dichiarazioni periodiche.

Non tutte le lettere che nel 2026 l’Agenzia delle Entrate invierà si trasformeranno in un accertamento fiscale: con la compliance si tenta di venire incontro ai cittadini per far sì che l’eventuale riscontro di un’anomalia non sfoci necessariamente in un accertamento. Chi riceve la lettera di compliance ha un vantaggio enorme: può regolarizzare la propria posizione pagando sanzioni ridotte (spesso a 1/6 o 1/7 del minimo) grazie al ravvedimento operoso. Una volta che la lettera diventa accertamento, questo sconto sparisce.

Come rispondere alla lettera di compliance

Rispondere alla lettera di compliance dell’Agenzia delle Entrate non è solo un dovere, ma un‘opportunità per il cittadino che può dimostrare che l’anomalia riscontrata dal Fisco non esiste. Se, ad esempio, i redditi contestati sono stati già tassati all’estero o sono soggetti a ritenuta alla fonte, è possibile annullare la segnalazione prima che diventi un accertamento.

Per farlo è opportuno utilizzare il canale CIVIS, la piattaforma che l’Agenzia delle Entrate ha dedicato all’assistenza dei contribuenti. Per utilizzarla è necessario accedere alla propria Area Riservata sul portale dell’AdE e selezionare la voce «Servizi», poi «Assistenza Tecnica e Specialistica» e infine cliccare su «CIVIS».

Per rispondere a una lettera di compliance bisogna cliccare su «Comunicazioni per l’adempimento spontaneo». Qui è possibile inserire il numero di protocollo della lettera ricevuta e allegare i documenti (in formato PDF) che provano la correttezza di quanto dichiarato (es. certificazioni uniche, ricevute di bonifici esteri, estratti conto).

L’evasione fiscale come patologia

Al di là di quelle che saranno le mosse messe in campo dall’Agenzia delle Entrate il dato di 200.000 evasori segna una sconfitta non solo economica, ma anche politica. L’evasione fiscale in Italia non è un fenomeno normale, come negli altri Paesi, ma fa parte integrante della mentalità e del comportamento di larga parte degli italiani.

Con questi dati non si può considerare il lavoro in nero come un residuo, ma deve essere considerato come una componente strutturata, attiva e robusta del sistema produttivo del nostro Paese.

Le lettere dell’Agenzia delle Entrate possono cercare di recuperare gettito, ma la vera sfida è quella di capire come questa moltitudine di evasori è riuscita a rimanere invisibile ed evitare che possa accadere ancora in futuro.