Rublo ai minimi. Arriva la svolta per Putin e l’economia russa dopo quasi 3 anni di guerra

Flavia Provenzani

28 Novembre 2024 - 18:03

Economia russa: arriva un concreto colpo di frusta per Vladimir Putin dopo quasi tre anni dall’inizio della guerra contro l’Ucraina.

Rublo ai minimi. Arriva la svolta per Putin e l’economia russa dopo quasi 3 anni di guerra

Il rublo è più debole di quanto non fosse poco dopo l’inizio della guerra, a marzo 2022. Il cambio euro-rublo, come quello del dollaro contro la valuta del Cremlino, sono di conseguenza a livelli massimi che non si vedevano da due anni e nove mesi.

Le sanzioni contro Putin, parrebbe, stanno avendo effetto.

Rublo russo ai minimi

La valuta russa ha toccato nuovi minimi. Un euro vale ora 114,04 rubli, un dollaro ne costa invece 108,07.
L’ultima volta che il valore della moneta russa è stato così basso è stato poco dopo l’inizio della guerra contro l’Ucraina. Da fine settembre 2022 il rublo ha perso oltre il 100% del suo valore contro la moneta unica.

EUR/RUB EUR/RUB - performance negli ultimi 3 anni

Perché il rublo russo sta scendendo?

Agenzie di stampa come Bloomberg e Reuters attribuiscono la recente debolezza de rublo russo alle ultime sanzioni statunitensi contro Gazprombank lanciate il 21 novembre. La maggior parte dei pagamenti che arrivano a compensazione del gas russo passano proprio attraverso questa banca.

Tutti i pagamenti legati al settore energetico e che incidono sul sistema finanziario statunitense non sono più possibili. Un problema per Ungheria e Slovacchia, che hanno ancora contratti per il gas con la Russia.

Le sanzioni imposte dall’Office of Foreign Assets Control (OFAC) del Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti la scorsa settimana non riguardano solo Gazprombank ma anche oltre 50 banche russe collegate a livello internazionale.

A causa del forte deprezzamento della valuta russa, la banca centrale russa è stata costretta a intervenire:da oggi fino alla fine dell’anno non acquisterà più valute estere sul mercato valutario interno. L’idea di fondo è che meno rubli ci sono in circolazione, più si sostiene il valore della moneta. «La decisione è stata presa per ridurre la volatilità sui mercati finanziari», ha affermato la banca centrale.

La Russia la pensa diversamente

Le sanzioni sono un tentativo palese di impedire le esportazioni di gas russo. Ma una soluzione non tarderà ad arrivare. Questo è quanto riportato dall’agenzia Reuters citando il Cremlino. Sono quasi tre anni che Putin trova nuovi modi di sostenere l’economia russa, ma la svalutazione del rublo potrebbe configurarsi come la goccia che fa traboccare il vaso. Oppure no.

Secondo Gazprombank, le sanzioni non influenzerebbero le sue operazioni bancarie. Almeno stando al governo russo, perché la banca non ha risposto alle domande sul possibile impatto delle sanzioni sui pagamenti per il gas.

Cosa significa tutto questo per la Russia? Una valuta debole può essere letta come un segno di un indebolimento dell’economia. In ogni caso, la banca centrale russa sta già usando il freno a mano sull’economia, prevedendo un tasso di interesse di riferimento del 21%, in risposta al tasso di inflazione del 9,7% segnalato lo scorso ottobre.

I tassi d’interesse elevati, però, fino ad ora non hanno ancora avuto un effetto concretamente frenante. L’economia russa è rimasta solida per molto tempo, nonostante le sanzioni internazionali. Perché il quadro da prendere in considerazione parlando dell’economia russa è assai più ampio.

La Russia ha convertito la sua economia in un’economia di guerra. Secondo il Ministero della Difesa russo, solo nel 2023 sono stati reclutati più di mezzo milione di soldati. La produzione industriale – vale a dire la produzione di armi e altri beni bellici – è cresciuta a livelli stellari. Ma non sembra sufficiente: la Russia deve importare armi dall’Iran e dalla Corea del Nord. Con un rublo debole farlo diventa molto più costoso. La Storia ci insegna che le economie di guerra finiscono per distruggere in larga misura la prosperità di un Paese nel lungo termine.

Quali prospettive per Putin?

Potrebbe essere il prezzo del petrolio a determinare se l’economia russa inizierà effettivamente a vacillare o continuerà a dimostrare resilienza. Se le esportazioni crollassero, la banca centrale potrebbe avere serie difficoltà ad attutire le perdite. A causa delle sanzioni, non può accedere a gran parte delle sue riserve valutarie. Ed ecco che arriverebbero una recessione, un’inflazione più elevata e un rublo ancora più debole.

La popolazione russa potrebbe così perdere l’ottimismo al peggiore delle condizioni economiche. Sempre più russi iniziano a subire le conseguenze del surriscaldamento dell’economia (ovvero l’aumento vertiginoso dei prezzi) soprattutto chi non sta beneficiando dell’aumento dei salari - come pensionati o liberi professionisti.

Anche se uno stato d’animo malcontento non dovesse influenzare le dinamiche della guerra, il punto è decisamente un altro: per quanto ancora la Russia potrà continuare a reclutare i soldati necessari e pagare all’estero per avere tutte le armi di cui ha bisogno?