Altro che Italia. Lo stipendio mediano in Svizzera è aumentato di 6.000€

Simone Micocci

26 Giugno 2026 - 10:09

La Svizzera fa molto meglio dell’Italia: in un solo anno il salario mediano è aumentato di circa 6.000 euro. E oggi metà dei lavoratori guadagna più di 94.000 euro lordi l’anno.

Altro che Italia. Lo stipendio mediano in Svizzera è aumentato di 6.000€

Secondo gli ultimi dati pubblicati dall’Ocse, in Italia la retribuzione media si attesta intorno ai 35.616 euro lordi l’anno, pari a circa 2.740 euro lordi al mese. Il problema, però, è che nel nostro Paese la crescita dei salari resta debole ormai da anni: in molti casi gli aumenti non sono sufficienti neppure a compensare l’inflazione, con il risultato che il potere d’acquisto dei lavoratori continua a ridursi.

Se si guarda ai redditi familiari, la soglia media annua è pari a 39.501 euro, mentre il reddito mediano - quello che divide esattamente la popolazione in due metà, con il 50% sotto tale livello e il restante 50% sopra - si ferma a 37.378 euro.

Sono numeri che collocano l’Italia nella fascia medio-bassa delle classifiche europee, lontana dai Paesi del Nord Europa e da alcune economie confinanti.

Tra queste spicca la Svizzera, dove gli ultimi dati ufficiali mostrano un incremento particolarmente significativo: in un solo anno il reddito mediano lordo da lavoro è aumentato di 5.500 franchi svizzeri, circa 6.000 euro, raggiungendo quota 87.000 franchi annui per i lavoratori a tempo pieno.

Un dato che conferma la capacità dell’economia svizzera di garantire retribuzioni elevate e in crescita anche in una fase non priva di difficoltà, segnata tra l’altro da un rallentamento delle assunzioni. Per i lavoratori italiani, quindi, la Svizzera continua a rappresentare una destinazione particolarmente attrattiva, nonostante il maggior peso fiscale derivante dalle nuove regole applicate ai frontalieri.

Con questi ritmi, il salario mediano svizzero si avvicina sempre di più alla soglia simbolica dei 100.000 euro lordi l’anno, rendendo ancora più evidente il divario con l’Italia.

Svizzera, la crescita del salario mediano

E se vi dicessimo che oggi in Svizzera il 50% dei lavoratori a tempo pieno guadagna più di 94.000 euro lordi l’anno?

Effettivamente è proprio così: secondo gli ultimi dati certificati dall’Ufficio federale di statistica svizzero, il reddito mediano lordo annuo da lavoro ha raggiunto quota 87.000 franchi svizzeri, pari appunto a circa 94.000 euro al cambio attuale.

Un dato ancora più significativo se confrontato con la rilevazione precedente, quando la soglia si fermava a 81.500 franchi. In appena un anno, quindi, il salario mediano è aumentato di 5.500 franchi svizzeri, circa 6.000 euro, confermando una dinamica retributiva decisamente più favorevole rispetto a quella registrata in Italia.

Va precisato che si parla di salario mediano e non di salario medio. Il valore mediano è quello che divide esattamente in due la platea dei lavoratori: significa che metà degli occupati a tempo pieno in Svizzera guadagna più di 87.000 franchi lordi l’anno, mentre l’altra metà si colloca al di sotto di questa soglia. Proprio per questo viene considerato un indicatore più affidabile della media, perché non viene alterato dagli stipendi molto elevati percepiti da una minoranza di lavoratori.

Il dato si riferisce al reddito lordo da lavoro e comprende sia le retribuzioni dei lavoratori dipendenti che i redditi derivanti da attività autonoma, oltre alle prestazioni sociali direttamente collegate all’occupazione. Restano invece esclusi i redditi da patrimonio, gli aiuti dell’assistenza sociale e gli altri trasferimenti non legati all’attività lavorativa.

La crescita registrata nell’ultimo anno conferma quindi la solidità del mercato del lavoro svizzero, che per i lavoratori italiani, e in particolare per chi vive nelle aree di confine, continua a rappresentare una destinazione particolarmente attrattiva.

D’altronde, con un salario mediano che si avvicina sempre di più alla soglia simbolica dei 100.000 franchi lordi l’anno, il confronto con l’Italia diventa inevitabile, con un divario che rischia di essere sempre più ampio.