Alert sanità Italia, così i cittadini rischiano più tasse e più tagli

Laura Naka Antonelli

28 Aprile 2026 - 15:41

Alert dalla Fondazione GIMBE, che ha esaminato il DFP del governo Meloni. Il giudizio di Cartabellotta sulle risorse devolute alle spese per la sanità è impietoso.

Alert sanità Italia, così i cittadini rischiano più tasse e più tagli

L’ennesimo alert sulla sanità in Italia è stato lanciato dalla Fondazione GIMBE, dopo aver esaminato il DPF (Documento di Finanza Pubblica, ex DEF).

La Fondazione, guidata da Nino Cartabellotta, ha fatto notare che la spesa sanitaria in Italia rimarrà ferma al 6,4% del PIL fino al 2029.

DFP 2026, Fondazione GIMBE. Spesa sanitaria ferma al 6,4% fino al 2029

Così Nino Cartabellotta:

“Le analisi sul Documento di Finanza Pubblica 2026 non rilevano alcuna inversione di tendenza della spesa sanitaria che rimane ferma al 6,4% del PIL fino al 2029; mentre si amplia progressivamente il divario con il finanziamento pubblico che per il triennio 2027-2029 raggiunge complessivamente €30,6 miliardi”.

Più tasse e più tagli dunque a carico dei cittadini italiani a causa della sanità italiana?

La fondazione GIMBE si è basata sul risultato di analisi indipendenti che ha effettuato sul DFP 2026, sul consuntivo della spesa sanitaria 2025, esaminando al contempo le stime per il 2026 e per il triennio 2027-2029. Tutto, mentre proseguono le audizioni in Parlamento sul DFP e non mancano i segnali di allarme.

Spesa sanitaria, consuntivo 2025

Riguardo al consuntivo 2025, Cartabellotta ha fatto notare che dal DFP del 2026 è emerso un rapporto tra spesa sanitaria e PIL pari al 6,3%, invariato su base annua.

Su base assoluta, nel 2025 la spesa sanitaria è ammontata in Italia a € 141.539 milioni, in rialzo del 2,5% rispetto ai € 138.335 milioni del 2024.

Ma “l’incremento di € 3.204 milioni tra il 2024 e il 2025”, ha fatto notare Cartabellotta, è risultato “ nettamente inferiore alle previsioni dello scorso ottobre ”.

La prova? Il Documento Programmatico di Finanza Pubblica aveva previsto una spesa sanitaria di €144.021 milioni, quasi € 2,5 miliardi in più rispetto a quella del consuntivo 2025: “un segnale evidente di quanto le previsioni sulla spesa sanitaria siano instabili e, soprattutto, avvengono sempre al ribasso ”.

DFP, Cartabellotta (GIMBE): previsione spesa sanitaria non realistica

Per il 2026, la fondazione GIMBE ha indicato che il DFP ex DEF prevede un rapporto spesa sanitaria/PIL al 6,4%, in lieve crescita rispetto al 6,3% del 2025.

In termini assoluti, la spesa sanitaria messa in conto dal governo Meloni ammonterebbe a € 148.522 milioni, in crescita del 4,9% su base annua, ovvero di € 6.983 milioni.

Ma, ha fatto notare di nuovo Cartabellotta, “considerando che l’ultima Manovra ha fissato per il 2026 il fondo sanitario nazionale a €143,1 miliardi, la previsione di spesa sanitaria non è realistica senza aumentare i disavanzi regionali. Ovvero, come per il consuntivo 2025, è verosimile che tale previsione sarà successivamente rivista al ribasso”.

Il quadro non è promettente neanche guardando al triennio 2027-2029.

Dal DFP è emerso che la spesa sanitaria ammonterà a 151.222 milioni di euro nel 2027, salendo dell’1,8% su base annua; a 155.059 milioni nel 2028, con una crescita del 2,5% y/y; a 159.443 milioni nel 2029, in aumento del 2,8% rispetto al 2028.

Le stime indicano un rapporto spesa sanitaria/PIL inchiodato al 6,4%, che Cartabellotta così commenta:

“Dietro l’apparente stabilità nella quota di PIL destinata alla spesa sanitaria si nasconde un quadro fragile e facilmente esposto a revisioni al ribasso, sia per la stagnazione economica che per le incertezze geopolitiche. Ma soprattutto, non si intravede alcuna inversione di tendenza nelle politiche allocative del Paese, che prevedono di destinare alla sanità un incremento percentuale inferiore alla crescita del PIL. Una scelta politica precisa, non una fatalità”.

Di fatto, nel triennio 2027-2029 il DFP prevede una crescita media annua del PIL nominale pari a +2,6%, rispetto all’aumento medio annuo della spesa sanitaria inferiore, pari a +2,37%.

Il buco da 30,6 MLD e l’alert “bomba a orologeria” per le Regioni

Impressionante il gap tra le risorse disponibili nel Fondo sanitario nazionale (FSN) e le spese sanitarie previste, destinato ad aumentare, fino a 30,6 miliardi di euro nel triennio 2027-2029.

Già dopo la differenza di 3 miliardi circa nel 2023, il gap è salito a 4,3 miliardi nel 2024, a discapito dei bilanci delle Regioni, così come è stato confermato dai numeri della Corte dei Conti, che hanno indicato un disavanzo di oltre 1,5 miliardi.

Il trend è destinato a rafforzarsi, con una differenza a 7,1 miliardi nel 2027, a € 10,1 miliardi nel 2028 e a 13,4 miliardi nel 2029, portando così il buco tra le previsioni di spesa per la sanità e le risorse a disposizione, per l’appunto, a 30,6 miliardi in 3 anni.

Il giudizio finale di Nino Cartabellotta è impietoso:

“In assenza di consistenti, ma poco realistici, investimenti a partire dalla prossima Legge di Bilancio questo scarto non è solo un dato tecnico, ma una bomba a orologeria per i bilanci delle Regioni che senza risorse aggiuntive avranno solo due strumenti per evitare i Piani di rientro: tagliare i servizi e aumentare le imposte. E a pagare saranno comunque i cittadini”.

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