L’iscrizione al Servizio sanitario nazionale diventa gratuita per gli invalidi con permesso di soggiorno. Ecco quando, in base all’ultima sentenza della Consulta.
La Corte Costituzionale ha appena depositato una sentenza che riscrive i diritti dei cittadini stranieri con invalidità. La pronuncia n. 97/2026, infatti, riconosce ai possessori di permesso di soggiorno titolari di pensione di invalidità l’iscrizione gratuita al Servizio sanitario nazionale. È una decisione particolarmente rilevante, perché consente di tutelare il diritto alla salute in una situazione delicata, senza snaturare i limiti previsto per l’accesso libero all’assistenza sanitaria pubblica.
La Consulta mette così un punto a una questione che ormai si dibatteva da anni e che ha generato parecchio scompiglio, lasciando il compito interpretativo alle Regioni. Arriva quindi una regola chiara da applicare, prevenendo ulteriori disagi, tanto nella gestione amministrativa quanto nell’agevole accesso alle cure e ai trattamenti sanitari da parte dei cittadini stranieri. La disabilità richiede al più maggiori attenzioni da parte del Servizio sanitario nazionale, non certo una penalizzazione.
Come funziona il Servizio sanitario nazionale per i cittadini stranieri
Quella della Corte Costituzionale è una sentenza storica per un Paese come l’Italia, in cui la salute è un diritto fondamentale e innegabile, come riconosciuto dall’articolo 32 della Costituzione. Quest’ultimo definisce la salute un diritto fondamentale dell’individuo e un interesse della collettività, obbligando lo Stato a garantire le cure gratuite agli indigenti. Non vengono però previsti i mezzi specifici per la salvaguardia della salute, disciplinata in modo specifico dalle leggi statali.
La previsione del Servizio sanitario nazionale è lo strumento per eccellenza con cui l’Italia tutela la salute, ispirandosi ai principi di equità, solidarietà e universalità. A tal proposito, l’iscrizione al SSN è gratuita per i cittadini italiani, ovviamente, come pure per gli stranieri a certe condizioni. Chi soggiorna regolarmente in Italia per lavoro, motivi familiari o situazioni particolari ha diritto all’iscrizione gratuita al SSN, come i propri familiari e i minori ritrovati sul territorio italiano.
Chi non rientra nelle dette categorie, individuate dai commi 1 e 2 dell’articolo 34 del Testo unico sull’immigrazione (decreto legislativo n. 286/1998) può iscriversi al SSN previo il pagamento di una quota annuale, a patto di soggiornare regolarmente nel Paese. L’importo della quota di iscrizione dipendente dal reddito, con eccezione per studenti e collocati alla pari, è oggi di minimo 2.000 euro (un terzo del reddito per i percettori di invalidità).
L’iscrizione diventa gratuita per i titolari di pensione di invalidità
La Corte Costituzionale non ha sancito l’illegittimità dell’articolo 34 del Testo unico sull’immigrazione, che fornisce una panoramica chiara ed equa sulla partecipazione (o non partecipazione) alle spese dell’assistenza sanitaria. I giudici, tuttavia, ne hanno fornito l’interpretazione corretta alla luce dei principi costituzionali, stabilendo che i titolari di pensione di invalidità rientrano nelle categorie di iscrizione gratuita.
Per capire meglio bisogna ricordare cosa accade in caso di sopraggiunta invalidità per il titolare di un permesso di soggiorno per lavoro. Quest’ultimo viene ovviamente revocato per l’inabilità, ma la percezione della pensione di invalidità (che in qualità di prestazione sociale finalizzata a bisogni primari è riconosciuta anche agli stranieri regolari in possesso dei requisiti) consente di richiedere la residenza elettiva, grazie al reddito stabile. Questa non è una categoria espressamente indicata dalla legge, né è stata richiamata da opportune indicazioni legislative o governative, quindi le Regioni hanno applicato le regole con la propria interpretazione.
Quasi sempre, i cittadini stranieri invalidi hanno dovuto versare la quota di 2.000 euro, per via dell’applicazione letterale della norma. Ma la Corte Costituzionale adesso ha spiegato che un’interpretazione eccessivamente restrittiva compromette le finalità della misura, creando una discriminazione ingiustificata verso i cittadini stranieri e soprattutto penalizzando i disabili proprio nel momento di maggiore necessità sanitaria. Di conseguenza, l’iscrizione al SSN diventa gratuita e gli enti locali devono riconoscere il rimborso delle quote già versate, come contestualmente chiarito dai giudici.
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