Investitori retail e piccoli risparmiatori in stato di allerta dopo la pessima notizia arrivata dalla Svizzera, che sta contagiando anche Wall Street.
Alert nel mondo del risparmio e degli investimenti, dopo che Partners Group, colosso svizzero della gestione patrimoniale attivo nei mercati del private equity, del private credit, delle infrastrutture e del settore immobiliare, ha deciso di fissare un tetto massimo ai rimborsi del suo fondo Global Value SICAV.
Il numero uno del gigante elvetico, l’amministratore delegato David Layton, ha spiegato la manovra a Bloomberg, ammettendo che i riscatti che stanno interessando il mercato del private credit si stanno estendendo anche ad altre classi di asset.
Partners Group fissa tetto massimo per i riscatti del fondo Global Value SICAV. E le azioni crollano di oltre -16%
Nel caso di Partners Group, gli investitori hanno continuato a bussare alla porta del fondo Global Value SICAV per veder rimborsati i loro investimenti.
Di qui, la scelta del gruppo di limitare i rimborsi di chi investe nel suo fondo (valore 8,6 miliardi di dollari) al 5% del valore patrimoniale netto, dopo che le richieste di riscatto avevano raggiunto il 9,8%, secondo quanto riportato da Bloomberg.
Da segnalare che il fondo rappresenta il 4,8% circa degli asset totali di Partners Group.
Non si tratta certo di un caso isolato. Misure simili sono state adottate negli ultimi mesi da diversi altri player del private equity, in particolare negli Stati Uniti, dove i fondi hanno messo paletti o addirittura impedito agli investitori di ritirare i loro soldi, nel bel mezzo di una corsa ai riscatti che ha visto protagonisti molti retail, ansiosi di passare all’incasso.
Il risultato è che sono stati molti i piccoli risparmiatori che hanno cercato invano di veder tornare indietro quanto investito, dopo aver presentato riscatti in quanto spaventati dal pericolo di un deterioramento della qualità degli asset delle società di private equity.
La decisione di Partners Group ha fatto collassare immediatamente le azioni che, quotate alla borsa di Zurigo, sono crollate di oltre -16%. Leggi anche Rivelazione del Financial Times. 10 miliardi $ in fuga da questi fondi di private credit.
Effetto contagio in atto. A Wall Street sell su azioni KKR, BlackStone, Blue Owl Capital & Co.
L’effetto contagio è inoltre già in atto: dalla Svizzera agli USA, dalla borsa di Zurigo a Wall Street. Stanno scivolando infatti anche le azioni dei grandi nomi dei giganti americani KKR, Blackstone, Ares Management, Blue Owl Capital e Carlyle Group.
Il caso di Partners Group va considerato nell’ambito di quanto sta accadendo nel mercato del private credit, dove l’ansia sta montando da un po’ di tempo, con ripercussioni negative sui fondi di private equity.
Molti fondi di private equity, infatti, hanno in portafoglio aziende che ricevono finanziamenti proprio con il private credit: ed è questo fattore che sta accendendo la paura tra chi ha affidato il proprio risparmio ai fondi.
Lo stesso colosso del risparmio gestito numero uno al mondo, BlackRock, agli inizi di marzo, ha visto uno dei suoi tra i principali fondi bombardato da richieste di riscatti da parte dei clienti.
BlackRock è stata costretta a intervenire, congelando i rimborsi, così come ha appena fatto Partners Group.
Il gruppo elvetico ha attivato praticamente quello che i gestori dei fondi tendono a chiamare “gate”, ovvero un tetto massimo alle richieste di rimborso.
Ma il blocco a sua volta rischia di produrre un effetto a catena, in quanto gli investitori interpretano i cap come un segnale di allarme di liquidità, accelerando di conseguenza la corsa al ritiro del denaro.
In una lettera già pubblicata, Partners Group ha ammesso che i problemi che hanno colpito il mercato del private credit hanno finito per contagiare, di fatto, anche il private equity, con “le dinamiche di questi flussi che hanno di recente accelerato il passo” e impattato il fondo. Ed è da un po’ che l’allarme in generale sul mercato privato risuona a Wall Street, e non solo.
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