Inizio di settimana negativo per il mercato globale dei bond. Occhio alle parole della Presidente della BCE Lagarde, a Parigi in occasione del G7 dei ministri delle finanze.
Inizio di settimana pesante per il mercato globale dei bond, con i sell off che mettono sotto pressione soprattutto i Titoli di Stato del Giappone.
Sul fenomeno è stata interpellata la numero uno della BCE Christine Lagarde, arrivata a Parigi in occasione della riunione dei ministri delle Finanze dei Paesi del G7.
Sell off sui bond, il commento di Lagarde (BCE). Rendimenti Giappone al record dal 1996
Così la Presidente della BCE Christine Lagarde, in risposta alla domanda sugli smobilizzi che stanno colpendo il mercato mondiale dei bond:
“Mi preoccupo sempre, è il mio lavoro”!
Occhio ai Titoli di Stato dell’area euro, BTP compresi.
La carica di sell off è partita dal Giappone, dove i Titoli di Stato ( JGB -Japanese Government Bond), hanno scontato la preoccupazione per le conseguenze che lo shock dei prezzi del petrolio avrà sulle finanze pubbliche di un Paese già in cima alla classifica delle economie più indebitate al mondo.
Oggi, lunedì 18 maggio 2026, i rendimenti dei Titoli di Stato giapponesi a 10 anni sono saliti al 2,8%, al record dal 1996.
Lo scatto dei rendimenti è stato scatenato soprattutto dalle dichiarazioni di una fonte del governo di Sanae Takaichi, che ha confermato che Tokyo si prepara a emettere nuovo debito per finanziare misure aggiuntive di budget che possano compensare l’impatto dello shock energetico esploso con la guerra USA-Iran.
Non solo Giappone, ansia per i Titoli di Stato dell’area euro. Rendimenti BTP tornano al 4%
In generale, i rendimenti dei Titoli di Stato a lungo termine stanno salendo anche negli Stati Uniti e in Europa, a causa delle aspettative che l’aumento dei prezzi del petrolio alimenti l’inflazione globale.
E certo la frase proferita da Christine Lagarde, numero uno della BCE, conferma come anche la Banca centrale europea sia preoccupata per quanto stia accadendo al mercato dei bond.
Per quanto riguarda i BTP, i rendimenti decennali salgono di 4 punti base tornando alla soglia di pericolo del 4%, viaggiando al momento al 3,99%.
In evidenza anche i rendimenti dei Bund, che avanzano di 3 punti base, al 3,19%.
Di conseguenza, lo spread BTP-Bund a 10 anni al momento è pari a 80 punti base.
Niente di preoccupante, per chi ormai guarda solo al trend dello spread.
Peccato che le spese per gli interessi dell’Italia dipendano dal valore dei rendimenti dei Titoli di Stato: il Tesoro-MEF deve emettere infatti debito a tassi più alti per convincere gli investitori ad acquistare la carta italiana, in un contesto di inflazione crescente e di aspettative di tassi di interesse da parte della BCE destinati a quanto pare ad aumentare.
E il fatto che i rendimenti tornino al 4% non è certo una buona notizia per il governo Meloni.
La guerra USA-Iran e i suoi effetti avevano già fatto impennare i rendimenti dei BTP, portandoli a sfondare anche la soglia del 4,10%, e facendo salire lo spread a quota 100 punti base,, valore superiore di ben 40 punti base nell’arco di poche settimane rispetto ai 60 punti base a cui il differenziale viaggiava prima del conflitto in Medio Oriente. Occhio anche all’effetto negativo sulle aste dei Titoli di Stato.
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