L’Agenzia delle Entrate sta per chiudere queste Partite Iva (con multa di €3.000)

Simone Micocci

26 Marzo 2026 - 14:02

Attenzione, controlli più puntuali dell’Agenzia delle Entrate (che sta per chiudere 9.000 Partite Iva).

L’Agenzia delle Entrate sta per chiudere queste Partite Iva (con multa di €3.000)

Abbiamo già visto come l’Agenzia delle Entrate intenda rendere i controlli fiscali più efficienti e mirati nei confronti delle numerose attività presenti in Italia. Nel 2026, infatti, le verifiche non saranno necessariamente più numerose, ma sicuramente più puntuali e selettive, anche grazie all’utilizzo di strumenti tecnologici avanzati e dell’intelligenza artificiale, che consentiranno di individuare con maggiore precisione i contribuenti a rischio evasione.

Questa nuova strategia ha già portato alla definizione di un obiettivo: la chiusura automatica di circa 9.000 Partite Iva considerate fittizie, individuate attraverso i nuovi sistemi di analisi dei dati. Si tratta in particolare delle cosiddette attività “apri e chiudi”, spesso utilizzate per periodi brevi e caratterizzate da anomalie fiscali o da un utilizzo irregolare della partita Iva.

Cosa sono le Partite Iva fittizie secondo l’Agenzia delle Entrate

Le Partite Iva fittizie sono posizioni fiscali aperte formalmente per svolgere un’attività economica ma che, nella realtà, non vengono utilizzate in modo regolare oppure sono create con finalità elusive o fraudolente, come possono essere l’evasione dell’Iva o l’emissione di fatture false.

Si tratta di un fenomeno che l’Agenzia delle Entrate controlla da tempo e su cui sono stati già rafforzati gli strumenti di verifica con le misure introdotte dalla legge di Bilancio 2023.

Con il provvedimento n. 156803 del 2023, infatti, sono stati definiti criteri e modalità per analizzare il rischio legato all’apertura e all’operatività delle nuove partite Iva, prevedendo controlli automatici e, nei casi sospetti, anche verifiche sul posto per accertare che l’attività dichiarata venga realmente svolta.

L’obiettivo è individuare tempestivamente i soggetti che non possiedono i requisiti necessari per operare ai fini Iva o che presentano anomalie nel comportamento fiscale.

Ad esempio, tra gli elementi che possono far scattare l’attenzione del Fisco rientrano precedenti irregolarità fiscali del titolare o del rappresentante legale, la mancanza di una struttura organizzativa adeguata, attività con cicli di vita molto brevi o caratterizzate da sistematici inadempimenti degli obblighi dichiarativi e di pagamento delle imposte.

Anche anomalie nei dati contabili o comportamenti riconducibili a possibili schemi evasivi possono essere considerati indicatori di rischio.

Pertanto, inpresenza di tali situazioni, l’Agenzia delle Entrate può invitare il contribuente a presentarsi presso gli uffici per fornire chiarimenti e documentazione sull’attività svolta. Se l’invito non viene rispettato o se i controlli hanno esito negativo, può essere disposta la cessazione della Partita Iva, con l’esclusione dalla banca dati Vies per le operazioni intracomunitarie e l’applicazione di una sanzione amministrativa di 3.000 euro. Inoltre, per ottenere una nuova Partita Iva dopo una chiusura d’ufficio può essere richiesta la presentazione di una fideiussione bancaria o assicurativa.

L’Agenzia delle Entrate chiude queste Partite Iva nel 2026

Come anticipato, nel 2026 l’Agenzia delle Entrate rafforzerà la lotta all’evasione fiscale e tra gli obiettivi principali rientra anche la chiusura delle Partite Iva fittizie, in particolare quelle “apri e chiudi”, aperte per brevi periodi e spesso utilizzate per non dichiarare correttamente redditi e imposte.

Secondo quanto previsto dal Piao 2026-2028, infatti, il Fisco prevede la cessazione d’ufficio di circa 9.000 Partite Iva irregolari, con annessa sanzione di 3.000 euro, dopo le oltre 12.000 chiusure registrate nel 2025.

La strategia si basa su un doppio approccio: da un lato favorire l’adempimento spontaneo dei contribuenti, dall’altro intensificare i controlli mirati.

Per questo motivo nel 2026 saranno inviate anche circa 2,4 milioni di lettere di compliance, con cui l’Agenzia segnala anomalie tra i dati dichiarati e le informazioni in suo possesso, invitando il contribuente a regolarizzare la propria posizione prima dell’avvio di un vero accertamento. Se i chiarimenti non arrivano o le irregolarità vengono confermate, possono scattare controlli più approfonditi fino alla chiusura della Partita Iva.

Controlli che saranno sempre più automatizzati e basati sull’uso dell’intelligenza artificiale, che permetterà di analizzare i dati necessari per individuare con maggiore precisione i casi a rischio evasione.

Parallelamente, proseguiranno le verifiche sui conti correnti in presenza di incongruenze fiscali, anche se potrebbero essere introdotti limiti più stringenti dopo una recente sentenza europea sul rispetto della privacy.

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