Addizionali Irpef, tassa occulta da 17 miliardi: ecco chi paga di più

Addizionali Irpef regionali e comunali con rischio stangata nel 2019, ma negli anni passati la situazione è stata tutt’altro che rosea. Per Confprofessioni si tratta di una tassa occulta da 17 miliardi di euro e i più tartassati sono i residenti in Lombardia, seguiti da Lazio e Piemonte.

Addizionali Irpef, tassa occulta da 17 miliardi: ecco chi paga di più

Le addizionali Irpef pesano sempre di più sulle tasche dei contribuenti e, dopo lo sblocco delle aliquote previsto dalla Legge di Bilancio 2019, c’è il rischio di un ulteriore aumento.

A fornire una fotografia di Comuni e Regioni più tartassati dal fisco locale è lo studio pubblicato da Confprofessioni, che definisce le addizionali Irpef come una vera e propria tassa “occulta” da ben 17 miliardi.

Nel rapporto pubblicato il 7 febbraio 2019 emerge l’enorme aumento della tassazione nel decennio 2006-2016, ovvero prima dei tre anni di blocco delle aliquote: in dieci anni l’imposta regionale è aumentata del 60%, quella comunale del 181,9%.

Il rischio di un ulteriore aumento è tutt’altro che mero allarmismo: dopo lo sblocco delle addizionali previsto dalla Legge di Bilancio 2019, Confprofessionisti stima “prudenzialmente” vicino ad un miliardo l’ennesima stangata sulle tasche dei contribuenti.

Addizionale Irpef regionale: in testa Lombardia e Lazio

Lo studio di Confprofessioni evidenzia come negli ultimi 5 anni, l’addizionale Irpef regionale sia aumentata dell’8,53%, con un prelievo fiscale complessivo pari ad 11,95 miliardi di euro.

Ciascun contribuente paga in media 293,33 euro, con differenze notevoli a livello regionale.

Complessivamente, i più tartassati dall’addizionale regionale sono i contribuenti che vivono nel Nord Ovest, con un conto pari a 338 euro annui, seguiti da chi vive nel Centro Italia, con 351 euro, e a seguire i residenti al Sud (238 euro) e nelle Isole (220 euro).

Pesa il fisco locale soprattutto per i residenti in Lombardia, la regione in cui l’addizionale ha il valore maggiore ed è pari a 2,26 miliardi di euro, ovvero i 18,90% di tutta l’imposta raccolta in Italia.

Non se la passa di certo meglio chi vive nel Lazio, regione dove nel totale il prelievo Irpef locale è pari a 1,76 miliardi di euro. A seguire il Piemonte, con 1,26 miliardi di euro e l’Emilia Romagna, con 1,11 miliardi di euro.

Ma è andando più a fondo nei dati che emerge il vero peso del Fisco locale.

Nel 2016 la classifica dell’addizionale pro capite più elevata vede in testa il Lazio: ciascun contribuente ha pagato mediamente 453,42 euro, 339,23 euro in più di un residente nel Trentino Alto Adige e circa 160 euro in più della media nazionale (che è pari a 292,33 euro).

Superano la media nazionale non solo i cittadini del Lazio ma anche chi risiede in Piemonte, Emilia Romagna, Lombardia e Liguria.

Addizionale Irpef comunale, Roma in testa

L’analisi dell’addizionale comunale Irpef conferma il trend dell’imposta regionale e negli ultimi 5 anni il prelievo fiscale è cresciuto del 18,27%, con una media pro capite passata da 96 euro nel 2012 a 116 euro circa nel 2016.

Tra le città capoluogo di provincia, a conquistare il triste primato di quella dove si pagano più tasse è Roma, con una addizionale media pro capite pari a 203,85 euro, seguita da Milano, con 203,34 euro.

Ancora più dettagliato è il Superindice di Confprofessioni, che evidenzia il carico fiscale medio per contribuente da addizionali Irpef.

Al primo posto in assoluto dei Comuni meno tax friendly c’è Lajatico (PI), dove nel 2016 i contribuenti hanno pagato mediamente addizionali per 994,35 euro, seguito da San Pietro Val Lemina (TO), con 960,75 euro pro capite, e da Pino Torinese (TO), con 959,55 euro pro capite. In fondo alla graduatoria troviamo Martello (BZ), con 8,55 euro pro capite, seguito da Tubre (BZ), con 11,83 euro pro capite, e Anterivo (BZ), con 13,88 euro pro capite.

Dall’analisi delle città capoluogo, invece, scaturisce una classifica che vede al primo posto la città di Roma, dove nel 2016 i contribuenti hanno pagato mediamente addizionali per 770,96 euro.

Seguono, staccate di oltre 100 euro, Milano (con 653,50 euro), Torino (638,19 euro), Novara (627,40 euro) e Biella (600,73 euro).

La prima città del sud Italia è Caserta, che 589,75 euro annui pro capite occupa l’ottava posizione.

La città maggiormente tax friendly è Bolzano, dove nel il contribuente medio ha versato 120,35 euro di addizionali, seguita da Barletta (con 212,79 euro), Gorizia (223,34 euro), Trento (224,25 euro) e Andria (230,59 euro).

Uno scenario che rischia di peggiorare a partire dal 2019: lo sblocco delle aliquote locali previsto dalla Legge di Bilancio rischia di causare un vero e proprio salasso. Oltre alle addizionali Irpef, potrebbero aumentare anche Imu, Tasi e Tari.

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