Da quando la Federal Reserve ha iniziato ad alzare i tassi d’interesse dal livello dello zero nel marzo dello scorso anno, gli economisti hanno spesso dibattuto su come avrebbe reagito l’economia dei Paesi occidentali di fronte a questa alterazione strutturale finanziaria. Si è sentito molto parlare di hard e soft landing domandandosi se con tutti questi repentini aumenti dei tassi da parte delle banche centrali ci sarebbe stata o meno una recessione globale o parziale. In sintesi, l’economia sopravvivrà alla peggiore ondata inflazionistica dagli anni ’70 senza subire alcuna contrazione?
Cosa sta accadendo a livello macroeconomico negli Stati Uniti?
Alcuni settori hanno già subito importanti ridimensionamenti nei propri business mentre altri sembrano essere stati addirittura avvantaggiati da questo contesto economico. Il settore dell’edilizia e quello tecnologico, ad esempio, sono quelli che hanno subito maggiori conseguenze negative mentre il business bancario, specialmente europeo, ha invece beneficiato del rialzo dei tassi d’interesse.
Molti economisti però si trovano in difficoltà a condividere le proprie prospettive in quanto i dati macroeconomici forniscono indicazioni contrastanti. Con grande sorpresa, a gennaio il tasso di disoccupazione è sceso al livello più basso dal 1969. Goldman Sachs Group ha infatti abbassato la probabilità di un rallentamento nei prossimi 12 mesi dal 35% al 25%. Allo stesso modo, cresce l’inflazione negli Stati Uniti e a gennaio segna un aumento dello 0,5% ed il dato annuale passa al 6,4%. In sintesi l’inflazione rallenta ma meno del previsto e questo spaventa molto gli analisi macroeconomici: a sostenere l’inflazione a quanto pare è stato il settore dei beni di prima necessità e l’aumento dei prezzi delle case, uno fra i settori che dovrebbero essere maggiormente affossato dall’aumento dei tassi d’interesse.
Quindi ci sarà veramente un soft landing?
Per molti esperti non c’è da stupirsi di fronte a questo accadimento: i mercati lavorano sulla base delle aspettative e se nelle prospettive dei vari attori economici c’è un soft landing è naturale che il motore economico torni ad accendersi. Lo dimostra la ripartenza borsistica delle azioni dei titoli più speculativi iniziata con lo scoccare del 2023. Non a caso fra i comparti più performanti vi è quello tecnologico che assieme all’immobiliare sarebbe dovuto essere uno fra i settori più colpiti dalle conseguenze della politica monetaria della Fed. Alcuni economisti recentemente parlano di rallentamento di tipo «rolling»: una contrazione minimale e parziale caratterizzante solo alcuni settori mentre l’economia nel suo insieme resta solida mantenendo un mercato del lavoro molto forte. Questa sarebbe comunque una forma di soft landing in quanto non intaccherebbe direttamente e in maniera totalitaria e continuativa i bilanci familiari.