Abolizione Canone Rai 2020: bufala o realtà?

Abolizione o riduzione del canone Rai nel 2020? In base alle dichiarazioni del Ministro Patuanelli e alla proposta di legge del M5S sono tante le novità in arrivo. Facciamo chiarezza cercando di distinguere le bufale dalla realtà.

Abolizione Canone Rai 2020: bufala o realtà?

Ogni anno si torna a parlare, periodicamente, del canone Rai, in particolare della sua abolizione. Ma è una bufala o questa è la volta buona che diventi realtà?

Dalle ultime dichiarazioni del Ministro dello Sviluppo Economico Stefano Patuanelli sembra che più che l’abolizione, nel 2020 potrebbe verificarsi una riduzione del canone Rai per i contribuenti che hanno redditi bassi.

Il Ministro Stefano Patuanelli è anche cofirmatario della proposta di legge per abolire il canone Rai avanzata dal Movimento 5 Stelle a luglio, quindi è chiara la sua posizione a riguardo.

Naturalmente però sono molti i fattori da tenere presenti, perché se è vero che il canone Rai è tra le imposte più odiate dai contribuenti italiani, è anche necessario garantire delle entrate alla televisione di Stato.

Dunque, molto probabilmente il canone Rai si dovrà comunque pagare nel 2020, ma c’è la possibilità che le fasce di reddito più basse ottengano una riduzione.

Vediamo quali sono gli ultimi sviluppi che riguardano il tanto criticato canone Rai e la sua possibile abolizione, cercando di distinguere tra bufale e realtà.

Abolizione o riduzione del canone Rai 2020?

Negli ultimi tempi, più che di abolizione del canone Rai, si parla sempre più frequentemente di una possibile riduzione dell’importo.

Il 19 novembre 2019 il Ministro Patuanelli ha parlato di fronte alla Commissione di Vigilanza Rai, esponendo la propria posizione: la riduzione dei costi dell’azienda deve avere come conseguenza la riduzione del canone Rai.

Il Ministro Patuanelli ha espresso le proprie perplessità riguardo il pagamento dei 90 euro del canone nella bolletta elettrica, transizione avvenuta durante il Governo Renzi.

Se da un lato è un’ottima mossa per evitare che l’imposta venga evasa, dall’altro però vengono messi in difficoltà i contribuenti con reddito basso.

Insomma, è fondamentale che avvenga “la razionalizzazione e la riduzione dei costi in Rai” per procedere verso la riduzione del canone a partire dalle fasce più deboli della popolazione.

Il Ministro Patuanelli ha affermato:

“Penso di poter esprimere una posizione che è quella del Governo. Posizione, però, che dovrà tener conto dei percorsi parlamentari.”

Il Governo sembra dunque compatto nel procedere verso una riduzione dell’imposta sul possesso di apparecchi televisivi, almeno per i contribuenti nelle fasce più basse.

Anche il leader del Movimento 5 Stelle e Ministro degli Esteri Luigi di Maio, intervistato dai microfoni di Rtl 102.5 il 18 novembre, ha dichiarato:

“Il nostro obiettivo è ridurre il canone Rai, ma garantendo sempre che la Rai sia più indipendente possibile. I cittadini vogliono che la politica interferisca meno con la Rai.”

D’altronde è del Movimento 5 Stelle la proposta di legge che riguarda l’abolizione del canone Rai anche la proposta di legge depositata in Parlamento a metà luglio, bloccata a seguito della crisi di Governo.

Abolizione canone Rai, bufala o realtà? La proposta del M5S

La proposta di legge del M5S presentata a luglio da Gianluigi Paragone, Capogruppo del Movimento 5 Stelle in Vigilanza Rai, e Maria Laura Paxia, deputata alla Camera, era stata accolta più che positivamente dai contribuenti italiani, stanchi di pagare quella che ritengono una tassa ingiusta.

Secondo Gianluigi Paragone l’abolizione del canone Rai sarebbe primo passo verso una riforma più strutturale, che coinvolgerebbe anche il mercato pubblicitario. È proprio dalla pubblicità, infatti, che i firmatari del ddl contano di recuperare le risorse perse dal mancato pagamento del canone Rai.

Se da una parte si vogliono “aiutare le famiglie italiane abolendo il canone” (che oggi ha un costo di 90,00€ spalmati su dieci mensilità), dall’altra è necessario garantire delle nuove entrate alla Rai.

Ciò - come spiegato a suo tempo da Paragone - sarà possibile solo eliminando il tetto pubblicitario previsto per la TV di Stato, così che la Rai possa avere i mezzi idonei a concorrere con gli attori privati del mercato radiotelevisivo, come ad esempio Mediaset e La7.

Dello stesso parere la deputata Maria Laura Paxia, secondo la quale il canone Rai è una “tassa ingiusta che per questo va abolita”. Per farlo però sarà necessario modificare i limiti di affollamento pubblicitari, particolarmente restrittivi per le TV pubbliche, così da equipararli a quelli delle televisioni private.

Questa era la proposta dei 5Stelle a metà luglio. Come noto però, nel giro di poche settimane lo scenario politico è completamente cambiato a causa della crisi di Governo iniziata da Matteo Salvini, e la conseguente formazione del nuovo Governo M5S-PD.

Anche se la maggioranza in Parlamento è cambiata, ne è rimasta in piedi la composizione: la conseguenza è che la proposta dei M5S di abolire il canone Rai è ancora valida.

Abolizione Canone Rai 2020, la situazione in Parlamento

L’On. Maria Laura Paxia aveva manifestato il proprio dissenso sullo stop alla proposta di legge per l’abolizione del canone Rai:

Nel frattempo però Stefano Patuanelli, cofirmatario della proposta di legge, è diventato Ministro dello Sviluppo Economico, e continua a sostenere le proprie posizioni a favore del ddl.

Non è solo il M5S a chiedere l’abolizione del canone Rai. Anche la Lega, portandosi dietro tutto il Centro Destra, quindi anche Forza Italia e Fratelli d’Italia, si è sempre schierata a favore della proposta di abolizione del Canone Rai del M5S.

Specifichiamo che le proposte di legge del Movimento 5 Stelle sono due, una alla Camera e una al Senato, e sono state presentate contemporaneamente in modo da accelerarne l’iter di approvazione.

La domanda che ci si pone è: sarà il 2020 l’anno giusto per l’abolizione del canone Rai? Se è vero che la direzione intrapresa dal Governo sembra un’altra, ovvero la riduzione della tassa solo per i contribuenti con redditi bassi, le sorprese sono dietro l’angolo.

Non resta che aspettare gli sviluppi delle prossime settimane per capire quale sarà il destino del canone Rai e dei telespettatori.

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